Romanzo storico

Il tempo migliore della nostra vita

Scurati Antonio

Descrizione: Leone Ginzburg fu un eroe della Resistenza. Un eroe mite e integerrimo: non imbracciò mai le armi, lavoratore tenace, antifascista irriducibile. Fondò la casa editrice Einaudi e mandò avanti una famiglia sotto le bombe. Questa è la sua storia vera dal giorno in cui viene cacciato dall'università perché rifiuta di sottomettersi al fascismo fino a quello in cui è stato ucciso in carcere dai tedeschi.

Categoria: Romanzo storico

Editore: Bompiani

Collana: Letteraria italiana

Anno: 2015

ISBN: 9788845279133

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Dal Campiello 2015 – Il tempo migliore della nostra vita di Antonio Scurati è un’opera dalle molteplici anime: è saggio storico e di letteratura, è romanzo-saga familiare, è autobiografia.

Figura centrale della narrazione è Leone Ginzburg: traduttore e critico (“Sebbene impugni soltanto la penna…”), docente di letteratura, cofondatore della più prestigiosa casa editrice italiana (“Un giorno un ex compagno del D’Azeglio… gli propone di fondare una casa editrice”), compagno di Cesare Pavese detto Cesarito (“L’amico di questa corrispondenza balneare è Cesare Pavese”), marito di un’illustre letterata, Natalia Levi (“Natalia e Leone sono due scrittori, l’una in embrione l’altro impedito dagli incidenti della cospirazione. Sono due scrittori e s’innamorano per lettera”), costretta a pubblicare le prime opere con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte (“Einaudi… pubblica il romanzo La strada che va in città dell’autrice esordiente Alessandra Tornimparte… è Natalia Ginzburg, costretta a occultare la propria identità… perché ebrea”) e poi, dopo la morte di Leone, decisa a mantenere il cognome del primo marito: Natalia Ginzburg.

I paragrafi dedicati a Leone (“Lui ebreo, antifascista, apolide in un Europa travolta dalla marcia trionfale dei fascisti, degli antisemiti, dei nazionalisti di ogni bandiera”) si alternano a quelli impiegati per ricostruire le radici familiari (“In Albania… esiste un paese, Skuraj, legato all’epopea della lotta contro i turchi”) degli Scurati (“Abitanti di Cusano sul Seveso… erano tutti socialisti”) e dei Recalcati (“A differenza degli Scurati, i Recalcati erano però gente di chiesa, dei paulott…”) in Brianza (“Bresso, il paese dei Recalcati confinante con Cusano”): da loro  nascerà Luigi, il padre dello scrittore. Dai Ferrieri di Napoli, gente con lo spettacolo nell’anima, discende Rosaria, la madre di Antonio Scurati.

Nelle pagine dedicate a Ginzburg opera prevalentemente lo storico letterario, che segue Leone sia sul piano biografico – il rifiuto del giuramento al fascismo (“Non intendo giurare. L’onore è un motivato rifiuto”), il processo (“Il processo si annuncia clamoroso… una prova generale di antisemitismo”), la prigionia (“Ribatte punto su punto e ribadisce il proprio antifascismo… Il 6 novembre 1934 lo condannano a quattro anni di carcere duro”) e la libertà vigilata, il confino (“A Pizzoli, in un paesino sperduto tra le montagne dell’Abruzzo, l’ebreo ucraino-russo Leone Ginzburg non demorde” e cura prefazione e traduzione di Guerra e Pace per Einaudi, in concorrenza a Mondadori), l’attivismo politico e nuovamente il carcere – sia sul piano culturale: il rigore ideologico (“Per lui l’antifascismo è una manifestazione spontanea delle sue convinzioni morali, un’espressione del suo gusto estetico, eppure questo antifascista naturale si astiene dalla lotta politica”), la precisione nel lavoro di critico e traduttore (“Alle riunioni editoriali adesso sono in quattro: Ginzburg che sa tutto di letteratura russa, tedesca e francese, Pavese che sa tutto di letteratura americana, l’editore che tace sempre mentre gli altri discutono per ore di traduzioni… e Natalia Levi, la figlia del professore, come ospite di leone che dal carcere le scriveva lettere d’amore”), il carattere (“Leone e Cesare lavoravano fianco a fianco, l’indomito e il piegato, il prossimo marito e l’innamorato cronico, l’uomo che non conosce angoscia e il malinconico compiaciuto”), la concezione sofferta del ruolo dell’intellettuale (“Essere capaci di raccontarsi l’un l’altro la propria storia, e a vicenda la storia degli altri”), l’eredità spirituale nell’ultima, commovente lettera scritta a Natalia dal carcere.

La cronaca del regime e della seconda guerra mondiale viene illustrata con il ritmo incalzante della storiografia scandita tanto dalle date quanto dalla retorica fascista (“La potenza delle nazioni dipende dalla potenza demografica, dichiara il duce priapeo”), dagli eventi bellici, dalle aggressioni imperialiste, dall’escalation dell’ideologia antisemita transitata dalle leggi razziali alle persecuzioni e deportazioni.
Nei capitoli dedicati alle origini familiari di Antonio, la guerra ha invece il sapore della ricostruzione romanzata attraverso ricordi e testimonianze.

Poi la narrazione si chiude a tenaglia e le numerose trame del canovaccio s’intrecciano nell’unica maglia dell’epilogo: Luigi Scurati viene assunto alle Messaggerie Italiane di via Broletto a Milano, ove si vendono con successo i libri di Pavese e dei Ginzburg, poi diviene dirigente della Rinascente e a Napoli s’innamora di Rosaria. Sullo sfondo, spruzzata di nostalgia, l’incredibile atmosfera del dopoguerra e del boom economico, ricreata con episodi, oggetti e riferimenti acustici: il premio Strega a “La bella estate” di Pavese (1950) e a “Lessico familiare” di Natalia Ginzburg(1963), il dilagare della Vespa, le note delle canzoni di Modugno e Celentano, la Ginzburg a interpretare la Maddalena nel Vangelo secondo Matteo di Pasolini…

Antonio Scurati ha scritto un’opera che fonde il senso della ricerca scientifica e dell’indagine umanistica in un assolo ove si sposano coralità e autobiografismo, per restituirci la figura di un uomo, Leone Ginzburg, che nella coerenza e nell’impegno ha veicolato al tempo stesso l’altruismo e l’intellettualismo (“Il dilemma… vivere tra gli uomini, agire direttamente sulle loro coscienze o vivere tra i libri, inviare lettere ad amici ignoti e lontani che un giorno, forse, in un incerto avvenire le riceveranno?”).

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( 1 commento )

Book City Milano – parte prima – i-LIBRI

[…] 24/10 ore 16.30: L’Italia che resiste – con Aldo Cazzullo e Antonio Scurati http://www.i-libri.com/libri/il-tempo-migliore-della-nostra-vita-2/ […]

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Antonio

Scurati

Libri dallo stesso autore

Intervista a Scurati Antonio


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Nel 1999, dopo aver pubblicato tre romanzi di culto, il celebre scrittore Nathan Fawles annuncia la sua decisione di smettere di scrivere per ritirarsi a vita privata a Beaumont, un'isola selvaggia e sublime al largo delle coste mediterranee. Autunno 2018. Fawles non rilascia interviste da più di vent'anni, mentre i suoi romanzi continuano ad attirare i lettori. Mathilde Monney, una giovane giornalista svizzera, sbarca sull'isola, decisa a svelare il segreto del celebre scrittore. Lo stesso giorno, viene ritrovato sulla spiaggia il cadavere di una donna e le autorità mettono sotto sequestro l'isola, bloccando ogni partenza e ogni arrivo. Comincia allora un pericoloso faccia a faccia tra Mathilde e Nathan, in cui si scontrano verità occulte e insospettabili menzogne, e si mescolano l'amore e la paura...

La vita segreta degli scrittori

Musso Guillaume

L'autrice della Libreria del buon romanzo immagina la storia di Lou, una giovane donna che vede il corso della propria vita assurdamente deviato e stravolto allorché s'imbatte per caso in un evento molto più grande di lei. Una straordinaria prova di immaginazione letteraria a partire da un fatto realmente accaduto. Coinvolta per caso in una famosa vicenda di cronaca nera, la giovane Lou si allontana velocemente dalla scena dell'incidente. Per lei all'inizio non sembrano profilarsi conseguenze gravi. Pure quando all'indomani la notizia esplode su TV e giornali per via delle vittime illustri, Lou non si sente responsabile e nessun testimone l'ha vista. Poco alla volta però i sensi di colpa l'assalgono e teme di essere rintracciata, denunciata, data in pasto alla voracità dei media, arrestata. La sua vita precipita inesorabilmente in un gorgo di paure, sospetti e rimorsi. Con un ritmo magistrale, una tensione che toglie il fiato, Laurence Cossé riesce a calare il lettore nei panni di una donna che si sente braccata e che deve quindi trasformare in maniera radicale la propria vita fino ad allora tranquilla e appagata. L'autrice della Libreria del buon romanzo immagina con un'efficacia stupefacente il destino di una persona coinvolta in un "grande evento della Storia", ma che la Storia stessa, la cronaca e la polizia non sono riuscite mai a identificare.

L’incidente

Cossé Laurence

4 marzo 1861: parte da Palermo il battello a vapore “Ercole”, con a bordo Ippolito Nievo, in viaggio verso Napoli per riportare i documenti della spedizione garibaldina dei Mille cui aveva preso parte. Ma la nave “Ercole” nel corso di una violenta tempesta scompare nel nulla. Nessun superstite, nessuna traccia, nessuna inchiesta che riesca a capire cosa è accaduto. 5 marzo 1961: in occasione del centenario della scomparsa di Ippolito Nievo, Stanisalo, suo pronipote, viene abbagliato da un flash, che interpreta come un invito a riaprire le indagini su quella morte misteriosa. Stanislao Nievo dedica dieci anni della sua vita a raccogliere i materiali utili per ricostruire le fila di questo capitolo di storia patria. Così la vicenda di Nievo si sdoppia e si aggroviglia in tante storie diverse, e le ricerche non sono meno avventurose e romanzesche della fine leggendaria del vascello “Ercole”. Pubblicato nel 1974, il romanzo è il Premio Campiello 1975.

Il prato in fondo al mare

Nievo Stanislao

Una raccolta di poesie che racconta l'Amazzonia, una regione che rischia da sempre di essere annientata dalle violenze e dagli interessi di vecchi e di nuovi colonizzatori.

Amazzonia madre d’acqua

Theophilo Marcia