Racconti

Il tenente dei lancieri

Rovetta Gerolamo

Descrizione:

Categoria: Racconti

Editore: Madella

Collana:

Anno: 1916

ISBN:

Recensito da Diego Manzetti

Le Vostre recensioni

La ditta portava il nome del padre «Giovanni Monghisoni», ma chi comandava, la vera padrona del negozio, era sempre stata l’unica figlia del Monghisoni: la signora Maddalena, maritata Trebeschi.

Colla sagacia, col fiuto degli affari, uniti a una gran passione per i quattrini, e di più col vento sempre in poppa, la signora Maddalena aveva mandato avanti la nave a gonfie vele, aveva raddoppiata e triplicata la sostanza paterna. Ma quanta attività, quanta tenacia, quanto lavoro ci aveva messo, e quanto sforzo di polmoni! La voce della signora Maddalena squillava, in ogni ora e in ogni stanza, come una campana; giovane, sana, esuberante, il gridare era il suo unico sfogo.

Nessuno in casa Trebeschi osava contraddire la signora Maddalena. Il marito, Daniele, era un ex commesso che la signora aveva sposato per evitare di dovergli aumentare lo stipendio, o di vederselo scappare altrove, visto l’impegno che proferiva ogni giorno nel lavoro. Con loro vivevano i tre figli, Temistocle, Gian Maria e Giacomino, oltre a Cammilla, la nipote del signor Trebeschi mandata lì dalla famiglia che non aveva di che mantenerla.

L’unica persona su cui la signora Maddalena non riusciva ad imporre il proprio controllo era Giacomino. Fisicamente e caratterialmente molto diverso dai fratelli, Giacomino mostrava particolare interesse per le donne e una spiccata propensione per la vita agiata. Tali sue caratteristiche rendevano tanto preoccupata la madre, timorosa che scialacquasse il patrimonio di famiglia, quanto orgoglioso il padre (che al contrario del figlio era impacciato, timido e inadeguato per la vita sociale). Proprio per questo, in assenza della signora Maddalena, Daniele accompagnava il figlio nelle sue scorribande notturne, restando però sempre silenzioso e in disparte. Fu proprio una di queste uscite segrete a sconvolgere l’ordine che regnava nella famiglia Trebeschi, minandone gli equilibri interni.

La signora Maddalena era andata a Lodi per affari, e non sarebbe tornata altro che il giorno dopo: erano in piena libertà… non c’era nemmeno il pericolo che la serva facesse la spia alla padrona, perché era stata mandata via su’ due piedi. Il pranzo lo aveva preparato la Cammilla, e per stare allegri, invece del solito lesso e riso e rape, avevano ordinato maccheroni, polpettone, tortelli; ne avevano fatta una scorpacciata. Temistocle e Gian Maria russavano colla testa giù, sulla tavola. Il signor Daniele sonnecchiava, ma con una certa compostezza; Cammilla, accesa in volto, certo per il calor dei fornelli, rideva e scherzava con Giacomino… Dio santo! Non potevano continuarla così tutta sera, a divertirsi innocentemente?… Signor no! Giacomino, a un tratto, passa vicino al babbo, gli tocca il gomito, gli strizza l’occhio, fa l’atto di tirare un colpo colla stecca del biliardo…

…vide fermarsi poco innanzi al suo tavolino una bella signora, mezzo vestita da uomo, accompagnata da un giovanotto con un soprabitino cortissimo e un berettino di panno bigio; la signora cercava un posto dove sedersi: ma il caffè era tutto pieno.

—Si accomodi, prego—esclamò il giovane Trebeschi alzandosi e inchinandosi con perfetta galanteria. Si alzò quasi subito anche il signor Daniele, ma per la confusione il cappello gli scivolò di mano e andò a cadere sotto il tavolino.

Così tutto ebbe inizio. Come proseguì e si concluse la storia, lascio al lettore di scoprirlo. Il romanzo è piuttosto breve e si legge molto rapidamente. Scritto nel 1896, Il tenente dei lancieri, come altre opere del Rovetta, ci fornisce un interessante spaccato della società milanese nel periodo successivo al Risorgimento.

Il romanzo è ormai nel pubblico dominio; per chi fosse interessato a leggerlo sarà sufficiente digitare il nome in qualsiasi motore di ricerca e scaricare il testo gratuitamente.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Gerolamo

Rovetta

Libri dallo stesso autore

Intervista a Rovetta Gerolamo

"Bestiario di vite disgraziate" è tutto quello che ci circonda e che a tratti ci spaventa, ma soprattutto ci fa ridere. Il bestiario è composto da storie allegramente disperate che, mano a mano, come in un percorso di smarrimento, si riempiono di personaggi disgraziati e sognatori, mentre l'occhio si sposta dall'interno all'esterno, dal personale al collettivo, e tutto diventa favolistico. Dalla risata amara di questi racconti nasce la convinzione di essere parte, assieme all'autrice, di questo affresco surreale e tragicomico dell'umanità. In definitiva il libro è un contenitore di bestie venute male, un po' storpie, eternamente tragiche, che serpeggiano fuori e dentro di noi, ma di cui, alla fine, non possiamo che innamorarci.

Bestiario di vite disgraziate

porcedda ambra

Domenico Boschis è nato nelle Langhe, ma da molti anni ormai la sua vita è a Roma, dove ha raggiunto il successo come attore di fiction TV. Una notizia inaspettata, però, lo costringe a tornare tra le sue colline: il padre, col quale ha da tempo interrotto ogni contatto, è malato e gli resta poco da vivere. All'hospice, infatti, Domenico trova un'ombra pallida dell'uomo autoritario che il padre è stato: il vecchio non riesce quasi più a parlare, ma c'è una cosa che sembra voler dire al figlio con urgenza disperata. «La ragazza, Domenico, la ragazza!» grida, per scoppiare poi in un pianto muto. Dentro quel pianto Domenico riconosce un dolore che viene da lontano. Chi è la ragazza che sembra turbarlo fino all'ossessione? Mentre Domenico riprende confidenza con la terra in cui è cresciuto e cerca di addomesticare i fantasmi che popolano i suoi ricordi d'infanzia, si imbatte in un fatto di cronaca avvenuto cinquant'anni prima a una manciata di chilometri da lì. La protagonista è proprio una ragazza: ha tredici anni quando, una notte di dicembre del 1968, viene "rubata" da casa sua. Di lei non si sa nulla per otto mesi, poi la verità emerge con tutta la sua forza. È possibile che sia il ricordo della tredicenne a perseguitare il padre di Domenico? E se così fosse, significa che il vecchio ha avuto un ruolo nella vicenda della ragazza? Lui l'ha sempre considerato un cattivo padre; deve forse cominciare a pensare che sia stato anche un cattivo uomo? Domenico ha bisogno di trovare una risposta prima che il vecchio chiuda gli occhi per sempre.

Il silenzio della collina

Perissinotto Alessandro

Roma, anni Settanta, i giovani in rivolta. Ma stavolta è tutto diverso. Patrizia e Michele, due ragazzi di opposta estrazione sociale, ribelli verso il proprio destino. Sullo sfondo, il mito della rivoluzione: non più prerogativa solo degli oppressi e degli emarginati, ma anche dei figli della Roma bene, come succede in "Rosso totale", intenso romanzo di Fabio Calenda. Sotto i nostri occhi scorrono gli anni Settanta, vividi come non mai, ripresi da un'angolazione del tutto inedita. Oltre a Patrizia e Michele ci sono Paolo, Lisa, Guido e via via gli altri, sempre più immersi in un clima di sfida. Una sfida contro il potere della politica e della società, di volta in volta compiacente o repressivo a seconda degli interessi in gioco? Oppure contro il potere che si cela all'interno delle mura domestiche? In ogni caso un potere mascherato da indifferenza, ma che può anche rivelarsi più feroce quando si manifesta nel rancore irriducibile di una madre nei confronti di sua figlia. In un continuo mutamento di prospettiva, tra pulsioni ideali e deliri ideologici, tra impegno sociale e protagonismo narcisistico, "Rosso totale" ci dice anche quello che non sapevamo sugli Anni di piombo. E oltre.

ROSSO TOTALE

Calenda Fabio

Aurora Marella si racconta a Le Parole di Lilly