Saggi

Il testo e la figura del paroliere

Pozzati Simone

Descrizione: In questo libro, quasi un saggio, non troverete nessuna formula segreta. Questo manuale non vuole essere un pretenzioso codice fatto di regole, né tanto meno un vademecum o un prontuario di idee. Piuttosto, in questa raccolta si può riflettere e ragionare sulla struttura e sulla morfologia della parte letteraria nelle canzoni di musica leggera. Sul suo modello generale, sulle caratteristiche principali e su alcuni spunti di sviluppo e scrittura. Vedremo quindi i canoni architettonici di questa particolare forma di narrazione chiamata canzone. Una parte è dedicata all'importanza delle figure retoriche, in un parallelismo tra il racconto e la canzone. Si trattano temi come struttura, metrica, poetica, stile e originalità. Si analizza dal punto di vista comunicativo il messaggio. Ci si sofferma brevemente sull'importanza dell'alfabeto, del valore archetipico di immagini evocative. L'ultima parte contiene una serie di consigli di scrittura creativa e nelle pagine conclusive compare un glossario della canzone contenente la terminologia più usata dagli autori, e un altro piccolo glossario su alcuni degli elementi narrativi trattati. L'intento di "Il testo e la figura del paroliere" è dunque di stimolare coloro i quali si approcciano per la prima volta al testo di una canzone, semplificando l'orientamento e mettendone in luce gli aspetti più importanti. Ma l'obiettivo è anche di generare riflessioni sulla funzione e sul ruolo della canzone di musica leggera nella società.

Categoria: Saggi

Editore: Arcana

Collana: Musica

Anno: 2019

ISBN: 9788862316613

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

In premessa Simone Pozzati  definisce “un manuale” la sua ultima opera, intitolata  Il testo e la figura del paroliere.  Ed è così che essa appare al lettore: un testo tecnico, che affronta con metodo scientifico la funzione del testo e la figura di chi compone il testo di una canzone.

Così, nella prima parte vengono analizzate Struttura e funzione della canzone.
Si parte dall’interrelazione tra testo, base musicale e melodia. Come rappresentarla? In una piramide che veda alla sua sommità il testo (ovvero la melodia) o piuttosto come insiemi booleani in intersezione?
Già in questa sezione Simone Pozzati illustra la funzione del testo della canzone come racconto, dialogo o rappresentazione di scena, prima di proporre alcuni paradigmi della struttura di una canzone.

Ma è nella seconda parte (Le idee prima testo) che emerge con potenza il significato del sottotitolo (Canzoni come teorie: la falsificabilità e le idee dietro le canzoni): l’autore ricorre ai concetti di inconscio personale e inconscio collettivo di Jung (“L’inconscio personale consiste soprattutto di complessi, il contenuto dell’inconscio collettivo, invece, è formato essenzialmente da archetipi”), alla figura del Cerchio ermetico di Hermann Hesse (“Nulla accade mai per caso, qui arrivano soltanto gli ospiti giusti. Questo è il Cerchio Ermetico…” “Per noi faranno parte del cerchio tutti quegli ascoltatori dotati di una sensibilità capace di captare a pieno il nostro messaggio”) e alla teoria epistemologica di Popper (“Canzone come teoria da falsificare. In questa ottica popperiana si può rivedere la struttura canzone…”) per elaborare una tesi originale: da un lato si fornisce uno strumento interpretativo per “leggere” in modo critico e cosciente le canzoni nel panorama musicale – individuando le ragioni del loro successo -, dall’altro vengono suggeriti spunti creativi a chi volesse coltivare l’arte della composizione testuale.

Disseminate qua e là troviamo immagini affascinanti (“Il testo deve essere un’onda marina che si alza e si abbassa fino a infrangersi sulla riva del finale. D’altronde la musica è composta da onde”) e inni all’originalità artistica (“Il paroliere è lo sciamano delle parole e dei suoni a esse connesse. A lui tocca l’arduo compito di fissare nuoce immagini ed emozioni per l’ascoltatore”).

Le “Pillole di scrittura”, delle quali riportiamo un breve stralcio, sono un tributo alla cultura:

  • L’ispirazione non esiste. Esistono solo momenti più redditizi e fecondi
  • Leggi i poeti romantici e tutta la letteratura che ti capita sottomano…
  • Studia le figure retoriche. Se non ne hai voglia, almeno leggi libri di poesia
  • Viaggia se puoi con tutti i mezzi che hai a disposizione
  • Evita i luoghi comuni, gli sterotipi, i qualunquismi…
  • Attingi agli archetipi…

L’analisi dei topoi letterari (Essere, Vita, Morte, tempo, Sogno, realtà, Amore, Sesso, Musica, Donna, Misoginia, Amicizia, Nemesi, Violenza, Spleen, Viaggio, Fortuna-Fato-Destino, Agnizione) si concretizza in una colorita rassegna di canzoni che dimostrano lo stretto legame tra idee e rappresentazione musicale delle stesse.

La terza parte fornisce Spunti per esercizi e approfondimenti e materializza alcuni consigli per tramutare spaccati di vita vissuta – una passeggiata, le frasi rubate, l’ascolto degli altri in un bar, il trovarsi in una stanza chiusa o in un luogo aperto, il porsi le domande – in afflato creativo. Senza rinunciare al principio di razionalità, che deve comunque governare anche la più libera delle espressioni artistiche: ”Essere Joyce pur pensando a Kafka. Flusso di coscienza sì, va bene, ma con un occhio alle metamorfosi di Kafka, Intendo dire che può andare bene vomitare sul foglio sensazioni al limite dello sconclusionato… ma non sarebbe male unire a questo processo di ruota libera un punto di vista ben preciso…

Simone Pozzati, forte delle intense esperienze sia di paroliere sia di scrittore, regala ai suoi lettori e a parolieri aspiranti e/o navigati un’imperdibile occasione di approfondimento e di conoscenza per meglio librarsi sulle ali della fantasia musicale.

Bruno Elpis

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