Raccolte

Il tocco albarico del dubbio

Angela Caccia

Descrizione: malgama di slanci e ritrosie, il dubbio è il vero e imponderabile (abarico) motore di quella ricerca che rende possibili i nostri esigui brandelli di verità: a questi a volte ci arrocchiamo, spacciandoli con orgoglio per grandi certezze, incuranti o inconsapevoli della loro ossidante caligine che cela l’orma davanti alla nostra e la lunghezza della strada… «Per la nostra autrice la Poesia è predestinazione e salvezza, impegno vitale, ricerca ed esperimento: “tra ritrosi belati dell’io / continua a chiamarmi un canto”.» (dalla Prefazione di Anna Maria Bonfiglio) «Angela Caccia, in questa raccolta, lascia al lettore il compito di percepire le profonde scanalature che il fondale sommuove, inesorabilmente, nel giro dell’esistenza. Non siamo dentro le acque quiete del mare che conosciamo. Leggendo i versi compare la poeta che recita nel chiuso della nostra postazione un puzzle multicolore, un labirinto enigmatico delle ore, nel transito del quotidiano. Il nostro tempo si sospende. Il racconto poetico prende corpo. Poesia intimista che libera energia costruttiva e catartica. Un notturno alla Chopin. Un esercizio virtuoso delle mani, tumultuoso e cieco: “(…) e sono l’orma di passi nel vicolo cieco / un ammasso di venti senza scampo” (da Fantasie).» (Vincenzo D’Alessio)

Categoria: Raccolte

Editore: Fara Editore

Collana:

Anno: 2015

ISBN: 978 97441 62 5

Recensito da Caterina Ferraresi

Le Vostre recensioni

Ho cominciato a leggere il libro di Angela Caccia, che non conoscevo, con l’idea di dire qualche parola gentile, di fare qualche riferimento semicolto e di cavarmela così. Ma non ero preparata a un testo che mi ha inchiodata al silenzio, a procedere di poesia in poesia chiedendomi come caspita faceva questa poetessa a parlare di me, della mia storia con tanta indiscreta sicurezza. Poi, come mi succede raramente, con qualche poeta che amo, l’ho letto a voce alta, camminando per casa da sola, sentendo che proprio le parole di Angela stavano traducendo e sciogliendo nodi che da tempo mi stringono la gola. Cito tra tutte la poesia Sul dolore. Il verso dovrò sostare nel tuo vuoto per sgamarti è bellissimo. L’uso di termini poveri per una poesia altissima. Non so dire altro che questo libro adesso abita la mia libreria insieme a Garcia Lorca, Quasimodo, Raphael Alberti. Una raccolta che mi ha incantata, commossa. Una grande poetessa. Spero di poter leggere altre sue cose.

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