Saggi

Il volto femminile della filosofia

Rocca Miriam

Descrizione: La presente opera intende "umanizzare" la figura del filosofo, calandolo in un contesto familiare e sociale, e lasciando emergere come il rapporto con le donne (madri, mogli, sorelle, figlie e amanti) finisca per influenzarne la visione del mondo. Scopriamo, infatti, nelle biografie dei grandi pensatori del passato, figure di donne che, nel bene o nel male, ne hanno condizionato la vita e le opere. A volte donne-angelo, a volte donne-diavolo, le immaginiamo ora attente e vigili nei confronti dei figli (Santa Monica con Sant'Agostino), ora scorbutiche verso mariti assorti in più elevati pensieri (Santippe e Socrate). La ricerca vuole dare luce a queste compagne di viaggio, senza la pretesa di esautorare i filosofi dal loro piedistallo e senza la presunzione di poter essere descrizione esaustiva delle loro vite. Ci si accontenterà di soffermarsi in modo più esauriente su alcuni, quando esaurienti saranno state le fonti reperite, e meno su altri, quando le fonti saranno state avare, sperando di far cosa gradita a chi ama non solo il pensiero del "filosofo", ma anche a chi è attento nel considerarne il tratto storico-biografico e il suo essere uomo con pregi, difetti, debolezze, fragilità.

Categoria: Saggi

Editore: Rubbettino

Collana:

Anno: 2010

ISBN: 9788849827385

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Il pensiero umano non è “… frutto di sterili meditazioni solipsistiche, ma di produttive interazioni sociali che sono prima di tutto generate da rapporti duali uomo-donna presenti in tutto l’arco dell’esistenza umana“.

In un ricco e rapido excursus, Miriam Rocca dà finalmente risalto al ruolo delle donne nella filosofia, calando al tempo stesso i grandi pensatori del passato e dell’epoca moderna in un contesto intimo e familiare che ne evidenzia il lato più umano e meno noto di figli, mariti fratelli e amanti.

Il saggio è suddiviso in sezioni incentrate proprio sui diversi tipi di relazione affettiva instaurati tra i filosofi e le donne che ne hanno influenzato il pensiero e le opere.

Così scopriamo, ad esempio, che l’essere stato trascurato dalla madre durante la giovinezza probabilmente incise sul pessimismo e la sfiducia di Schopenhauer, mentre le preghiere di santa Monica favorirono la conversione di Agostino; o anche che il celibato di Kant potrebbe trovare le sue radici nell’idealizzazione della figura materna, ricca di fede e di interiorità, al contrario delle donne del suo tempo immerse nei salotti e nella civetteria: “… se il maggior potere di attrarre è quello dell’anima, quando la donna cura più il corpo dello spirito, viene meno alla perfezione della sua femminilità, e non di rado la stravolge“.

Ancora, leggiamo che Cicerone ripudiò la storica consorte Terenzia e, dopo la morte dell’adorata figlia Tullia, ripudiò anche Publilia, ed è proprio in concomitanza con questi eventi dolorosissimi che i suoi lavori filosofici si infittirono; ed apprendiamo che Karl Popper disse di Josephine Anna Henninger: “Senza di lei (…) molto di ciò che ho fatto non sarebbe mai stato realizzato“.

Le relazioni fraterne, poi, hanno un ruolo veramente centrale nello sviluppo cognitivo e morale: iniziano dalla nascita del secondogenito e, solitamente terminano solo con la morte, sicché possono fortemente influenzare il modo di concepire le cose da parte di un soggetto. “Pare che Hegel abbia scritto la Fenomenologia subendo il plagio e la fascinazione della sorella schizofrenica (da questa esperienza familiare il suo lavoro sulle malattie mentali)”.

E infine ci sono le amanti… I grandi della filosofia greca spesso si son fatti trasportare dall’amore lussurioso e clandestino, mentre l’avvento dell’Era cristiana ha determinato la condanna del concubinato; nel XVII secolo i rapporti dei filosofi con le donne sono perlopiù basati su intensi legami culturali, mentre le passioni tornano violente con l’Illuminismo, basti pensare a Rousseau.

Nell’opera di Miriam Rocca, dunque, uomini straordinari di ieri e di oggi sono sempre affiancati da donne: donne che vivono nell’ombra, donne ispiratrici, donne impavide, fredde o generose, perché, come affermava Maritain: “… l’essere umano non è compiuto se non nell’uomo e nella donna presi insieme“.

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