Narrativa

IL WEEKEND

Cameron Peter

Descrizione: John e Marian, coppia di facoltosi quarantenni, attendono nella loro villa di campagna l'arrivo di Lyle, critico d'arte di New York, nell'anniversario della morte di Tony, fratello di John e compagno di Lyle per nove anni. Quest'ultimo si presenta però insieme a Robert, ventiquattrenne pittore di origini indiane: circostanza fatalmente destinata a trasformare il placido soggiorno che i tre avevano programmato in una sequenza di momenti imbarazzanti e carichi di tensione. Ma se l'ansiosa Marian sem­bra essere l'unica ad accorgersene e John si chiude in un laconico riserbo, Lyle fa di tutto per apparire disinvolto. Il suo ultimo libro, in cui descrive la pittura contemporanea come «un'arte moribonda», ha avuto un successo di pubblico inaspettato, e grazie all’adorazione del giovane Robert si è di nuovo attaccato «alla speranza, al­l’at­tesa, al­l’idea che la sua vita stia per cambiare». Eppure, come Lyle imparerà a proprie spese, «lo scorrere dei giorni leviga il dolore ma non lo consuma: quello che il tempo si porta via è andato, e poi si resta con un qualcosa di freddo e duro, un souvenir che non si perde mai». È infatti nelle situazioni più ordinarie – una cena in giardino, una nuotata nel fiume accanto alla casa – che l'assen­za di Tony si fa insopportabile, costringendo i tre amici a sollevare il velo di falsa naturalezza che maschera ansie ine­spresse e antichi dolori. Anche in questo romanzo avvolgente Cameron si mostra come pochi capace di dosare satira e introspezione, per condurci fino a quel luogo della coscienza dove si celano le domande più dure, sull’im­possibilità di conoscere una persona come sulla incerta base dei rapporti sociali.

Categoria: Narrativa

Editore: Adelphi

Collana: Fabula

Anno: 2013

ISBN: 9788845927768

Trama

Le Vostre recensioni

Sarà che ho un debole per Cameron, ma ogni spaccato di vita, ogni esperienza dell’anima che ci propone, trovo abbia un sapore straordinariamente autentico.

Quanta abilità letteraria occorre per condensare nello spazio di un solo week-end un processo di crescita, una profonda analisi introspettiva e un interessante studio delle relazioni sociali?

Al libro di Cameron non manca nulla, contiene le domande e anche le risposte, nascoste tra le righe al riparo dalla banalità.

La trama è essenziale. Nell’anniversario della morte di Tony, il suo compagno, Lyle si reca in visita da una coppia di cari amici: John, fratello di Tony, e sua moglie Marian. Solo che porta con sé il giovane Robert, e questo naturalmente, o meglio “umanamente”, turba i vecchi equilibri.

Tutto qui. Eppure il libro è molto bello, perché Cameron riesce a far emergere il significato e l’unicità di ogni parola e di ogni gesto, è capace di svelare la particolarità che sta dietro all’ordinario.

Così, nella cornice di un paesaggio verde che ispira calma e serenità, una villa circondata da una campagna lambita da un fiume limpido in cui ci si può anche bagnare, i sentimenti appaiono intricati come una foresta di mangrovie. Indagati, comunque, mai spiattellati.

John si è chiuso al mondo e alla vita, e appena può si rifugia in se stesso rintanandosi nell’orto; Marian si illude di aver superato i propri disagi ma il nervosismo la tradisce; Robert, bello, giovane e talentuoso, cerca in Lyle quella sicurezza che gli manca; Lyle non ha veramente dimenticato e il suo cuore è come avvizzito.

La prosa è impeccabile e il ritmo dei dialoghi scandisce la narrazione con intelligenza e precisione.

Non c’è biasimo, ma solo comprensione e indulgenza negli occhi dell’autore, che osserva le vicende dei suoi personaggi con rispettoso coinvolgimento. Per noi deve essere lo stesso.

Consigliato a chi ama la letteratura. 

Forse la vita è come una vacanza. Hai presente che in vacanza fai sempre finta divertirti, ma in fondo, soprattutto verso la fine, non vedi l’ora di tornare a casa? Non desideri altro che essere a casa e dormire nel tuo letto. Forse la vita è così, e te ne rendi conto alla fine. Vuoi solo tornare. Forse siamo in vacanza senza saperlo”.

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