Narrativa

IN UNA SOLA PERSONA

Irving John

Descrizione: Billy Abbott, nato nel 1942, è cresciuto in una cittadina del Vermont senza aver conosciuto il padre, in una famiglia di uomini eccentrici e donne puritane. Si rende conto di essere attratto dalle "persone sbagliate" ragazzi efebici, donne mascoline, travestiti e transgender - e a occuparsi della sua educazione letteraria e sessuale è Miss Frost, la bibliotecaria. Negli anni successivi Billy attraverserà l'oceano, vedrà morire amici e amanti nell'ecatombe dell'Aids, diventerà scrittore, ritroverà suo padre. I grandi temi tipici dei libri di Irving - la ricerca di un padre mai conosciuto per svelare il mistero che lo avvolge, la profonda verità delle passioni che ci abitano, la necessità di non incasellare le persone in uno schema - danno vita a una toccante epopea sul terrore di essere diversi, e sulla felice impossibilità di essere altro da sé.

Categoria: Narrativa

Editore: Rizzoli

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788817058971

Recensito da Eleonora Tirelli

Le Vostre recensioni

Devo essere sincera: se fossi semplicemente passata davanti a questo romanzo in libreria, senza saperne nulla… non lo avrei mai sollevato dallo scaffale. La copertina in linea con un certo tipo di letteratura erotica-raffinata di sicuro successo editoriale mi avrebbe tenuta alla larga – e d’accordo che poi si scopre che il reggiseno rappresenta un feticcio per il protagonista, però… suvvia! Invece ne avevo captato qualche giudizio interessante, così l’ho cercato, sfogliato, comprato e letto (abbastanza!) d’un fiato. Certo, venti euro di libro senza la presenza di un indice… la faccenda mi ha inizialmente un poco irritata – ho trovato anche un refuso, se è per questo. Ma Irving ha il potere di riconciliarti con l’universo mondo o, ridimensionando, ti fa per lo meno dimenticare le sviste editoriali. D’altronde le doti di questo scrittore del New Hampshire sono già note al grande pubblico, che lo ha consacrato facendo di numerosi suoi romanzi (tra i quali sarà almeno d’obbligo menzionare: Il mondo secondo Grap, Hotel New Hampshire e Preghiera per un amico) dei veri e propri bestseller internazionali.

Cosa c’è In una sola persona? Parafrasando: cosa c’è in ognuno di noi? Molte robe, verrebbe da rispondere. Bene, molte robe a parte, nel protagonista di questo romanzo ci sono anzitutto: la scrittura e la bisessualità. Come a dire che sotto il cuscino ci tiene: La stanza di Giovanni e il reggiseno dell’amica Elaine. Tutto ciò lo scopriamo perché William, all’età di settant’anni, ormai pienamente consapevole della propria identità, decide di raccontarci com’è diventato scrittore e, immediatamente, questa storia diventa anche quella della scoperta della sua sessualità:

Comincerò da Miss Frost. Alla gente dico che sono diventato scrittore per merito di un certo romanzo di Charles Dickens letto all’età cruciale di quindici anni, ma la verità è che ero ben più giovane quando ho incontrato Miss Frost e ho immaginato di fare sesso con lei, e quell’istante di epifania sessuale ha coinciso con la timida nascita della mia immaginazione autoriale. Sono i nostri desideri a plasmarci. In un minuto scarso di accese, inconfessabili fantasie ho desiderato di diventare scrittore e di fare sesso con Miss Frost, non necessariamente in quest’ordine (p.11).

Queste le prime parole del romanzo e non è certo un caso se esso si apre (e, anticipo, si chiuderà) nel nome di Miss Frost: la bibliotecaria(/eroina) transessuale che guiderà l’educazione letteraria e sentimentale del giovane William. Nelle oltre 500 pagine che Irving riesce a mettere insieme, il lettore potrà allora seguire l’epopea del giovane Billy, classe 1942, nato nella cittadina di First Sister (Vermont). Segnato dall’ingombrante latitanza del padre biologico, accompagnato da una lista nera di parole impronunciabili e spaventato dal proliferare delle proprie cotte per le persone sbagliate, il ragazzo si dovrà barcamenare tra pregiudizi (a partire da quelli del lato Winthrop della famiglia, popolato di donne austere e bigotte) e comprensione (in primis quella del bizzarro nonno Harry, rispettato proprietario dell’unica segheria della città, ma anche attore con una innata passione per il travestitismo teatrale). Un romanzo di formazione, dunque, nel quale vedremo Billy (non necessariamente in ordine cronologico) affrontare gli anni della scuola e del college, lo vedremo viaggiare in Europa e muoversi tra gli Stati d’America, diventare uno scrittore affermato, vivere le più varie relazioni (con omosessuali, donne, transessuali, perfino con la sua migliore amica), lo vedremo attraversare la moria dell’Aids e riuscire infine ad affrontare i propri “fantasmi”.

Ho detto: più di 500 pagine. È vero: trattasi di un “librone”. Eppure io ho avuto addirittura l’impressione che sul finale Irving si sia leggermente rilassato. Mi spiego: come se gli interessasse di più veicolare un certo tipo di messaggio (etico) piuttosto che finire di raccontarci per bene una storia. Come se avesse calcato un po’ troppo la mano nell’esaltare il messaggio – per altro già chiaro – della tolleranza nei confronti della diversità (sessuale, nel caso specifico). Tanto che il buon vecchio Billy si troverà a fare il suo primo e unico duck-under concreto – fuori dalla palestra, per intenderci – all’età di 65 anni, per difendere una giovane matricola dalle ingiurie di un bulletto del cazzo. Non saprei, quest’ultima versione di un William paladino dell’ottimo principio della tolleranza mi è risultata un po’ stucchevole. Tuttavia Irving si fa ampiamente perdonare. Di fatto i personaggi che crea sono autentici e in grado di rendere partecipe il lettore (dello stesso William risulta quasi impossibile non innamorarsi, con quel suo laconico Oh. pronunciato ogniqualvolta non sappia che rispondere!). Irving è poi magistrale per le sue facoltà “demiurgiche”: allestisce un vero e proprio palcoscenico – e il paragone col teatro non è casuale! – e, mentre ci racconta la vicenda di Billy, riesce mirabilmente a tenere le fila anche di tutte le microstorie dei vari personaggi secondari che calcano il palco al suo fianco: chi entra in scena sarà destinato anche a uscirne. Infine, la penna dello scrittore americano è leggera, ironica, a volte incline a un politically incorrect che conquista:

    «Insomma, vuoi scopare o no? Perché io voglio finalmente essere scopata come Dio comanda, e te lo sto pure chiedendo, Billy! Voglio farti scoprire come si sta nella mia vagina.»

    «Oh.»

    Naturalmente usai un profilattico: me ne sarei infilati due, se me l’avesse chiesto.

    Fu così che accadde. La sera in cui il nostro presidente venne assassinato feci sesso con la mia prima vagina, e mi piacque parecchio. […]

    «Cristo santo!» esclamò Esmeralda alla fine. «È stato incredibile!»

    Anch’io ero incredulo, e sollevato. Mi era piaciuto un sacco. Più del sesso anale? Be’, erano due cose diverse. Oggi, quando me lo chiedono, rispondo diplomaticamente che mi piacciono entrambe in egual misura. L’importante era che le mie preoccupazioni sulle vagine si fossero dissolte (pp. 188-189).

Un romanzo che dovrebbero leggere tutti e che piacerà a molti. Piacerà, per usare una sigla che troviamo nel testo, al gruppo LGBT (lesbo-gay-bisessuale-transgender): ci troverà accoglienza. Piacerà agli amanti della Letteratura, vista la grande parte fatta dai consigli letterari di Miss Frost e dai continui allestimenti dei drammi shakespeariani in cui sono impegnati i vari personaggi (Shakespeare pare una sorta di leitmotiv che scandisce le loro vite). Ma In una sola persona è libro da consigliare soprattutto agli (eterosessuali) ottusi: si sa mai che facessero pace col fatto che normale (ammesso che esista) significa “soltanto” essere se stessi – fatto che, il più delle volte, è già difficile – e che diversi (gli uni dagli altri), fortunatamente, lo siamo tutti!

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