Narrativa

IN UNA STANZA SCONOSCIUTA

Galgut Damon

Descrizione: Finalista al Booker Prize 2010, “In una stanza sconosciuta” prende il titolo da una frase di William Faulkner: "In una stanza sconosciuta ti devi svuotare per il sonno. E prima che tu sia svuotato per il sonno, che cosa sei." Il protagonista del romanzo legge questo passaggio mentre riposa sulla riva di un fiume durante uno dei suoi viaggi tra Europa, Africa, Asia e tra ricerca, irrequietezza e passione. Il protagonista è lui, il giovane Damon, che strada facendo resta segnato nel profondo dalle intense vicende che vive. Cambiano gli ambienti e i paesaggi, ma al centro resta la persona, i rapporti umani che nascono e muoiono, il tentativo di stabilire un contatto e lo sforzo contro le condizioni, le circostanze avverse, le persone stesse che lo ostacolano. I sentimenti sono forti, ma nello stesso tempo c'è il distacco, che consente al protagonista narratore di raccontare fatti e moti dell'anima da due punti di vista differenti, da dentro e da fuori. E il racconto si divide in due, e segue in parallelo viaggio fisico e viaggio dello spirito con una lingua tersa, asciutta, essenziale che è stata paragonata a quella di John M. Coetzee e dello stesso William F aulkner. “In una stanza sconosciuta” esalta la grande intelligenza e l'acuta sensibilità di uno scrittore straordinario e straordinariamente umano.

Categoria: Narrativa

Editore: Edizioni e/o

Collana: Dal Mondo

Anno: 2011

ISBN: 9788876419645

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Un viaggio è un gesto inscritto nello spazio, svanisce nel momento stesso in cui viene compiuto. Vai da un luogo a un altro, e da lì in un altro luogo ancora, e dietro di te già non c’è più traccia del fatto che ci sei stato. Le strade che hai percorso ieri adesso sono piene di gente diversa, nessuna di queste persone sa chi sei. Nel letto della stanza in cui hai dormito ieri notte c’è uno sconosciuto. La polvere copre le tue orme, le impronte delle tue dita vengono cancellate dalla porta, i frammenti di prove che potrebbero esserti caduti per terra e sul tavolo vengono spazzati e gettati via e non tornano più. Perfino l’aria si chiude come acqua alle tue spalle e la tua presenza, che sembrava così ponderosa e permanente, poco dopo è sparita del tutto. Le cose accadono una volta sola e non si ripetono mai, non ritornano mai. Se non nella memoria

A detta dello stesso autore, proprio la memoria è il vero soggetto del libro. Chi sceglierà di farsi trasportare in questo lungo viaggio tra l’Africa occidentale, la Svizzera, la Grecia e l’India, non troverà la descrizione dettagliata dei paesaggi o delle usanze dei diversi popoli, ma verrà proiettato in un mondo più complesso e difficile da conoscere: quello interiore.

In una stanza sconosciuta, ultimo romanzo dello scrittore sudafricano Damon Galgut finalista del Man Booker Prize 2010, è un testo autobiografico doloroso e profondamente umano, che va approcciato con sensibilità e rispetto.

Nei tre capitoli di cui si compone, il protagonista cerca di sfuggire ad una infelicità latente spostandosi di casa in casa, di paese in paese, scegliendo le sue mete in base all’istinto, alle vicissitudini e agli incontri che fa, come un nomade della vita. Il suo senso di precarietà emerge forte dalle pagine fitte di pensieri vorticosi, espressi ora in prima ora in terza persona e uniti da una punteggiatura essenziale che nulla toglie alla chiarezza e limpidità della prosa.

Il passato diventa presente perché tutto ciò che è fissato nella mente non muore e tutto ciò che invece viene cancellato non è mai esistito  (“Quello che non ricordi non è mai successo”). Così Damon alterna la compenetrazione profonda degli eventi al senso di estraneità nei confronti degli stessi, facendosi talvolta spettatore e talaltra protagonista.

Nella prima parte del libro, dal titolo “Il seguace”, è descritto l’incontro con il tedesco Reiner (“Sa di essere bello e in qualche modo questo fatto lo imbruttisce”) con cui Damon attraversa il Lesotho. Qui, sullo sfondo di un paesaggio estremo e solitario, la seduzione si trasforma in un gioco di potere… Meno riuscito, a mio parere, il capitolo “L’amante”, mentre lo struggimento e la frustrazione della vacanza in India con l’amica Anna non possono non colpire il lettore.

Un libro nostalgico, che fa riflettere. A tratti forse risulta un pò pesante ma compensa con uno stile affascinante.

In lui è cambiato qualcosa, a quanto pare non riesce a rapportarsi bene con il mondo. Non gli sembra un’incapacità del mondo ma un’enorme manchevolezza sua, vorrebbe cambiare ma non sa come. Nei momenti di maggior lucidità pensa di avere perso la capacità di amare, di amare la gente o i luoghi o le cose, ma soprattutto la persona e il luogo che è lui. Senza amore niente ha valore, non c’è niente a cui si possa dare molta importanza”.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Damon

Galgut

Libri dallo stesso autore

Intervista a Galgut Damon


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Oltre 3.500 anni fa, il Sole diede vita a una bambina, Hatshepsut, figlia minore del Faraone. La piccola era fuori dal comune, era agile e aveva doti magiche. Quando sua sorella maggiore morì, fu lei a dover sposare Thutmosis, figlio illegittimo del Faraone, assicurando così una discendenza al sangue divino. La figlia del mattino, «uno dei più bei romanzi storici sulla vita nell’antico Egitto» («The New York Book Review»), racconta le vicissitudini di Hatshepsut, la prima donna faraone, che intorno all’anno 1500 a.C. governò brillantemente per oltre due decenni. A partire dalla descrizione dell’infanzia di Hatshepsut, la sua ascesa al potere, il suo amore impossibile con l’architetto di corte e, infine, il suo assassinio, Pauline Gedge ha scritto un romanzo epico, accuratamente basato su fatti storici, ricco di aneddoti sulla vita a Tebe, sul solare mondo egiziano in tutto il suo splendore.

La figlia del mattino

Gedge Pauline

Dopo una vacanza di qualche secolo Dio è tornato in ufficio, in Paradiso, e per prima cosa chiede al suo staff un brief sugli ultimi avvenimenti. I suoi gli fanno un quadro talmente catastrofico - preti che molestano i bambini, enormità di cibo sprecato e popolazioni che muoiono di fame... - che Dio si vede costretto a rimandare giù il figlio per dare una sistemata. JC (Jesus Christ) gli dice: "Sei sicuro sia una buona idea? Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta?" Ma Dio è irremovibile. Così JC piomba a NY, dove vive con alcuni drop-out e ha modo di rendersi conto in prima persona dell'assurdità del mondo degli uomini. E cerca, come può, di dare una mano. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

A volte ritorno

Niven John

Gira una voce: che Amundsen coltivi lo stesso proposito, ovvero raggiungere il Polo Sud, ma il norvegese nega. Sarà solo il 12 ottobre,a spedizione già lanciata, che Scott riceverà un laconico telegrammada Amundsen: vado a Sud. Che cos'hanno in comune Robert Falcon Scott e re Giovanni Senza Terra? O il principe Gionata e Ron, l'amico del cuore di Harry Potter? L'essere secondi, in maniere, epoche e pagine differenti. Un ruolo che hanno svolto anche tante donne, eroine nascoste oppure pioniere nella loro tenace esistenza. O ancora musicisti e, naturalmente, atleti. A volte persino intere discipline sportive che raramente brillano sotto i riflettori. Ma seconde sono pure le notizie che potrebbero salire sul podio e offrire una speranza, un coraggio diversi. In questo libro Marilena Lualdi esplora vicende di persone - a volte appunto di eroi - con le loro luci e le loro ombre, senza indossare i panni di storica, ma dedicando loro un'attenzione a volte calpestata, deviata o affievolita dal tempo. Un viaggio che attraversa nazioni e continenti, grazie all'esempio del capitano Scott, morto cento anni fa nell'epica gara per la conquista del Polo Sud.

L’importanza di essere secondi

Lualdi Marilena

10 REGOLE PER VIVERE COL PARTNER – di Paola Capitani