Giallo - thriller - noir

Intrighi e morte sull’Adda

Descrizione:

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore:

Collana:

Anno: 2022

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Recensito da Ornella Donna

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Antonio G. D’Errico, Intrighi e morte sull’Adda, Fratelli Frilli 2022

Antonio G. D’Errico è un autore prolifico che spazia nei vari campi della cultura. Poeta, scrittore e sceneggiatore, nel 2020 ha scritto il saggio di divulgazione scientifica Il virus delle verità. Ora torna in libreria con il suo ultimo noir, intitolato Intrighi e morte sull’Adda, edito da Fratelli Frilli editore. Un giallo che si distingue, innanzitutto per la narrazione, condotta in prima persona, dal professore di religione al liceo Bonfanti; e in secondo luogo per la capacità di entrare nel cuore delle persone e degli eventi narrati in un lungo flusso di coscienza, che scorre in un noir raffinato per colpire e intrigare il lettore più smaliziato.

Sulle sponde dell’Adda, tra Treviglio e Cassano d’Adda, all’interno di un liceo viene trovato il corpo del custode della scuola, tale Giampiero Rota. Pare essersi impiccato. Pare un suicidio. Ma sarà proprio così? Le verità che emergeranno saranno capaci di sconvolgere un’intera provincia. Chi era veramente la vittima? Quali oscuri segreti ne hanno minato la sopravvivenza?

“Vidi il corpo del custode dell’istituto pendere dal soffitto dell’aula, la testa piegata, la lingua fuori dai denti, privo di respiro. Un intreccio di fili e cavi elettrici aveva segnato un solco profondo intorno al collo, livido e gonfio, mentre verso l’alto era agganciato a una trave che lasciava lo spazio necessario per far passare un cappio.”

A un primo esame affiorano incongruenze devastanti: “Non è detto che sia stato un suicidio. Ci sono troppi dettagli che non trovano una ragione. Ad esempio manca la scala per salire e legare il capo dei fili al soffitto. E anche la posizione della testa, piegata in avanti, non spiega il segno del cappio troppo in alto rispetto al collo.”

Un noir che, in sé e per sé, è una riflessione profonda e acuta sui mali che affliggono la nostra società: “La morte del custode, senza nessun colpevole, rimaneva un affronto che la società civile non può tollerare. La negazione della verità è la sconfitta di qualsiasi senso di socialità”.

Il giallo è scritto con una prosa raffinata e precisa che dipinge, in modo  puntiglioso e preciso, una città di provincia, le sue ombre oscure e minacciose, che ledono e travolgono inesorabilmente anche quella gioventù che dovrebbe godere di un clima spensierato e godereccio, e invece  mostra tutte le sue qualità negative e di disagio. È un romanzo su cui riflettere in profondità, uno spaccato deciso e lugubre di una società priva di valori fondanti e di felicità.

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Milano, anno del Signore 1576. Sono giorni oscuri quelli che sommergono la capitale del Ducato. La peste bubbonica è al suo culmine, il Lazzaretto Maggiore rigurgita di ammalati, i monatti stentano a raccogliere i morti. L'aria è un miasma opaco per il fumo dei roghi accesi ovunque. In questo scenario spettrale il notaio criminale Niccolò Taverna viene convocato dal capitano di Giustizia per risolvere un difficile caso di omicidio. La vittima è Bernardino da Savona, commissario della Santa Inquisizione che aveva il compito di far valere le decisioni della Corona di Spagna sul suolo del Ducato di Milano. Bernardino aveva ricevuto l'incarico di occuparsi degli ordini ecclesiastici in odore di eresia, come quello misterioso degli Umiliati, messi al bando dall'arcivescovo Carlo Borromeo e desiderosi di vendetta. Contemporaneamente, Niccolò Taverna deve riuscire a individuare il responsabile del furto del Candelabro del Cellini trafugato dal Duomo di Milano. Ma ben presto si accorge che sta seguendo una pista sbagliata perché un altro oggetto, ben più prezioso, è stato sottratto... Nella Milano piagata dalla peste e su cui grava l'incubo della Santa Inquisizione, Taverna deve fare appello a tutte le sue sorprendenti capacità investigative per venire a capo di questi casi che rischiano di compromettere la sua carriera e la sua stessa incolumità, ma che conducono anche sul suo cammino la giovane e intrigante Isabella, nei cui occhi Niccolò ha l'impressione di annegare. Ventiquattro ore, non una di più: questo è il tempo incalzante nel quale si svolge l'indagine, e con essa l'intero romanzo. Un libro in cui l'esattezza della ricostruzione storica si unisce alla descrizione di tecniche investigative antiche incredibilmente simili a quelle sofisticate di oggi. Il notaio criminale Niccolò Taverna si prepara a sezionare con il bisturi della logica e l'intelligenza del cuore misteri oscuri e inquietanti, che allungano la loro ombra fino a noi...

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