Narrativa

IO SONO DI LEGNO

Carcasi Giulia

Descrizione: Una madre e una figlia. La figlia tiene un diario e la madre lo legge. Alla storia di anaffettività, di sentimenti negati o traditi della giovane Mia, Giulia risponde con la propria storia segnata da quell'"essere di legno" che sembra la malattia, il tormento di entrambe. È come se madre e figlia si scrutassero da lontano, o si spiassero, immobilizzate da una troppo severa autocoscienza. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna a riflettere sulla giovinezza ferita dall'egoismo e dalla prepotenza di una sorella falsamente perbenista, sul culto delle apparenze della madre e sul conforto che le viene da una giovane monaca peruviana, Sofia. Torna a rivivere i primi passi da medico, fra corsie e sale operatorie, il matrimonio con un primario, la lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia di Giulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. E il legno si ammorbidisce. Ma per madre e figlia l'incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione.

Categoria: Narrativa

Editore: Feltrinelli

Collana: I Canguri

Anno: 2007

ISBN: 9788807701825

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Mia è un’adolescente arrabbiata ed insicura; Giulia una mamma che sembra non capirla. Entrambe sono chiuse, inaccessibili. Entrambe sono di legno

Due vite divise dalle generazioni e dai silenzi, dunque, che trovano un insolito punto d’incontro: la violazione dei pensieri più reconditi e segreti, quelli che Mia appunta sul suo diario e che Giulia legge per comprendere la figlia e riuscire a recuperare un rapporto che pare compromesso in modo irrimediabile. Come? Scrivendo a sua volta, mettendo a nudo il proprio cuore, esponendosi al giudizio di quella figlia che non la stima e la considera il suo opposto.

Così Mia scopre che la madre è diversa da come l’aveva conosciuta ed etichettata: è una donna capace di grandi slanci, che ha saputo amare senza pregiudizi, che nella vita ha rischiato, che ha avuto ed ha ancora paura. Soprattutto paura di perderla… Giulia, dal canto suo, ripercorrendo la propria vita e ricordandone passioni e sofferenze, ritrova un contatto con la parte più vera di sé.

Un plauso a Giulia Carcasi, giovanissima, per la capacità di descrivere i sentimenti di una madre… Dialoghi brevi e frasi dirette e semplici rendono il romanzo snello e di piacevole lettura.

Un unico appunto: il diario di Mia ed il racconto della madre Giulia sono scritti nello stesso stile… Lo si riscontra nell’uso delle metafore e nella scelta dell’immediatezza espressiva. In pratica, dal punto di vista stilistico, sembra che a parlare sia una sola persona. Il che, da un lato, potrebbe costituire un espediente volto ad avvicinare le due protagoniste, a metterne in evidenza il legame profondo, le affinità; dall’altro, potrebbe al contrario essere interpretato come un segno di “immaturità”, di “debolezza narrativa”.

Resta fermo, naturalmente, il giudizio positivo: “Io sono di legno” si legge tutto d’un fiato, è molto coinvolgente e sfiora, senza pesantezza, tematiche importanti come i rapporti e le incomprensioni familiari, l’insoddisfazione e il disagio giovanile.

Sei una donna di ieri, non di oggi: ti porti addosso la notte prima

Cerco di farti una carezza, non sono una donna di gesti, sono una donna di brividi immobili, Mia, ci provo, tu però ti scansi subito

Il destino, te ne accorgi che c’è quando guardi indietro, mai quando guardi avanti

“… ci sono due volte in cui si è donne bambine.

A diciotto anni nel corpo, per forza.

A sessant’anni nella testa, per debolezza

“«Tu pensi pensi e non fai niente» ti rimprovero, cercando di scuoterti dai tuoi giorni sconclusionati.

«Tu invece fai fai così non pensi».

Urli, hai la lava al posto del sangue

 

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