Giallo - thriller - noir

IO UCCIDO

Faletti Giorgio

Descrizione: Un DJ di radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto rivela di essere un assassino. Il caso viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati orrendamente mutilati. Da questo momento ha inizio una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata con un indizio sulla prossima vittima e sottolineati da una scritta tracciata con il sangue: «io uccido». Non c'è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c'è. Il romanzo d'esordio nel thriller del comico italiano.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Dalai

Collana:

Anno: 2002

ISBN: 9788884902238

Recensito da vanloon12

Le Vostre recensioni

La cosa più difficile è dimenticare Vito Catozzo o Minchia signor tenente. Bisogna farlo, perché nella sua prova d’esordio Giorgio Faletti esibisce doti di scrittore di razza e merita di essere letto con l’atteggiamento che si riserva a Deaver, Connelly o agli altri bestselleristi seriali. Convince tutto, in Io Uccido. A partire dall’ambientazione, la ricca e soleggiata Montecarlo, così vicina e così lontana. Montecarlo, dove il male sembra quasi non poter stare “di casa”. Invece…

 Ma andiamo con ordine. Un dj della celeberrima Radio Montecarlo, Jean-Loup Verdier (a metà tra il Jack Folla di Cugia e Nick the Nightflyer), durante la sua trasmissione riceve una telefonata. In diretta, uno sconosciuto annuncia un omicidio. Proprio con le parole  “io uccido”, l’assassino chiude questa prima e  tutte le altre chiamate, cerniera dell’intera storia. Annuncia e colpisce. Implacabile. Scendono in pista i detective monegaschi, coordinati da Nicolas Hulot e affiancati dall’immancabile agente FBI, Frank Ottobre.

I protagonisti sono tratteggiati con mano sicura, dosando tutti gli ingredienti dei thriller polizieschi. Omicidi di star (piloti di formula uno, campionesse di scacchi, playboy ricchissimi, ballerini russi), depistaggi, interventi esterni di chi tenta di farsi giustizia, un susseguirsi di colpi di scena che, per definizione, non si racconta. Tutto ciò che serve per intrigare il lettore, insomma. Un successo meritato di pubblico e, per larga parte, persino di critica.

Il difficilissimo D’Orrico presentò Faletti come “il più grande scrittore italiano vivente”.  Non so se sia vero, ma certi passaggi dei dialoghi tra Jean-Loup e l’assassino (“Anche in questo siamo uguali. L’unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai.” “E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?” “Io uccido…”) fanno capire che la stoffa senza dubbio c’è. Tanto di cappello, signor Faletti. Io Uccido lo consiglio senza riserve. Peccato solo che quelli successivi non siano all’altezza di questo suo primo (ma l’ultimo, Appunti di un venditore di donne, ci fa sperare in una ripresa).

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Giorgio

Faletti

Libri dallo stesso autore

Intervista a Faletti Giorgio


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Poeti, attori, donne che attendono e uomini che si perdono, giovani squattrinati e affittacamere, donne di strada e gigolò. Eccola l’America di Tennessee Williams, una terra generosa e traditrice dove l’umanità più varia gioca le sue carte al tavolo di un destino baro e beffardo. I protagonisti di questi racconti sono anime perse, derelitte, destinate a gettarsi nel ventre e nelle strade di un’America che li ignora, perché non è per tutti che nascono le opportunità. Williams racconta le loro vite una dopo l’altra, con una compassione che non cancella la durezza di un mondo da cui presto verranno sopraffatti, perché è così che vanno le cose e quello che ci resta da fare è giocare le nostre carte una mano dopo l’altra. È in questa raccolta che nascono le storie che faranno di Tennessee Williams una delle penne più celebrate del teatro mondiale (dal racconto Ritratto di ragazza in vetro verrà tratto il dramma Lo Zoo di vetro).

L’innocenza delle caramelle

Williams Tennessee

È come se portasse il destino nel nome, Signorina: suo padre, capostazione in un piccolo paese di provincia, l'ha chiamata così ispirandosi al soprannome di una locomotiva di straordinaria eleganza. E creare eleganza, grazia, bellezza è il suo talento. Un giorno dal treno sbuca un omino con gli occhi a mandorla e, con pochi semplici gesti, crea un vestitino di carta per la sua bambola. L'omino scompare, ma le lascia un dono, un dono che lei scoprirà di possedere solo quando una sarta assisterà a una delle sue creazioni. Potrebbe essere l'atto di nascita di una grande stilista, ma ci sono il fascismo, la povertà e gli scontri in famiglia, le responsabilità, i divieti e poi la guerra... e Signorina poco a poco rinuncia a parti di se stessa, a desideri e aspirazioni, soffocando anche la propria femminilità, con una generosità istintiva e assoluta. E quando infine anche lei, quasi all'improvviso, si scopre donna e conosce l'amore, il sogno dura comunque troppo poco, sopraffatto da nuovi doveri e nuove fatiche, e dalla prova più difficile: un figlio nato troppo presto e nato malato, costretto a "succhiare aria" intorno a sé come un ciclista in salita. Nonostante i binari della ferrovia siano ormai lontani e la giovinezza lasci il posto a una maturità venata di nostalgia, ancora una volta Signorina sfodera il suo coraggio e la sua determinazione al bene e lotta per far nascere suo figlio una seconda volta, forte e capace di respirare da solo. Solo alla fine, nell'attimo esatto in cui la lotta cede il passo alla quiete, quel figlio nato due volte si renderà conto che l'amore coraggioso, quello di una donna e di una madre come Signorina, porta nel suo stesso corpo le ferite e i graffi del tempo... L'amore graffia il mondo è il ritratto appassionante di una donna più forte delle proprie fragilità e del vento della storia: una figura indimenticabile, unica, eppure sorella delle tante donne che ogni giorno come guerriere silenziose rinunciano a se stesse per abnegazione e per amore. Ma - come Il dolore perfetto, con cui Riccarelli ha vinto il premio Strega nel 2004 - questo romanzo è anche la saga di una grande famiglia, con una galleria di personaggi severi o meschini, inermi o tenaci che rimangono incisi nella memoria perché appartengono a un tempo perduto. È la storia dell'amore più assoluto e viscerale, quello tra madre e figlio, e della speranza più visionaria. Ed è la celebrazione della forza dell'immaginazione: quella di una donna capace di trarre un abito dalle pieghe di un foglio di carta, perché bastano pochi semplici gesti per vestire di bellezza il mondo.

L’AMORE GRAFFIA IL MONDO

Riccarelli Ugo

Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l'inchiesta. Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più spaventoso dell'altro.

TU SEI IL MALE

Costantini Roberto

Laura Monteleone presenta Nidi di periferia. Milano, 11 marzo 2017