Narrativa

Jane Austen Book Club

Fowler Karen Joy

Descrizione: Jocelyn ha passato i cinquanta e come Jane Austen, la sua scrittrice preferita, non si è mai sposata anche se sa tutto dell'amore e del corteggiamento. Per risollevare l'umore di Sylvia, amica del cuore fin da quando era ragazzina, appena separata, la donna ha un'idea geniale: fondare un club del libro, il Jane Austen Book Club. Chiama perciò a raccolta le amiche più care che, come lei, amano la Austen. Unico problema: ognuna di loro ama la grande scrittrice a modo suo...

Categoria: Narrativa

Editore: Neri Pozza

Collana: I narratori delle tavole

Anno: 2005

ISBN: 9788854500297

Recensito da Stefania De Lucia

Le Vostre recensioni

Se è proprio vero, come affermava Kipling, che «non c’è niente di meglio di Jane, quando sei nei pasticci», allora lo è anche che nessun libro su Jane Austin può sostituirsi alle parole della Austen stessa. Riscriverla, con l’ambizione di riuscire a riprodurre l’argento che percorre i suoi romanzi, quel collante che tiene insieme il groviglio di personaggi, descrizioni e digressioni, può risultare – esattamente come in questo caso – un’operazione assai azzardata.

Inseribile nel profluvio di prodotti editoriali e mediatici che celebrano la fascinazione che l’opera di Jane Austen genera da ormai quasi due secoli, il romanzo di Karen Joy Fowler Jane Austen Book Club non convince pienamente il lettore.

La trama, come suggerisce il titolo, ruota intorno agli incontri mensili di un club di lettori delle opere di Jane, cinque donne e un uomo, che si riuniscono per discutere i romanzi della grande scrittrice, intrecciando i commenti su trame e personaggi alle loro personali vicende di vita. Il club si riunisce per un totale di sei mesi: ogni incontro è ospitato nella casa di uno dei protagonisti e incentrato su un’opera scelta dal padrone di casa, sulla quale sarà lui stesso ad avviare una riflessione. In questo modo, le trame e le considerazioni su capolavori come Emma, Mansfield Park, Northanger Abbey, Persuasione, Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento si mescolano alla storia dell’ospite di turno, talora in modo davvero caotico, senza che sia possibile trovare dei veri parallelismi.

Gli incontri sui romanzi della Austen fanno dunque da sfondo a sei approfondimenti sui diversi membri del club, ciascuno con le proprie specifiche caratteriali, il proprio mestiere e la propria storia di vita. Sylvia, che sta divorziando da Daniel ma lo ritrova prima che il romanzo termini; Allegra, sua figlia, lesbica innamorata di una donna che ha tradito la sua fiducia; la noiosa Bernadette, a cui nemmeno le descrizioni di Fowler sembrano riuscire a dare un po’ di verve; Jocelyn, la donna moderna del gruppo, priva di una famiglia propria ma dal carattere aperto all’incontro con l’altro; Grigg, un uomo assai  fuori dai generis, appassionato di letteratura fantascientifica ma che, per amore della lettura e non solo, non disdegnerà di entrare a far parte di un club per “signore” e infine Prudie, insegnante di francese, una storia familiare disastrosa alle spalle e un marito di cui non sembra assai convinta.

Completa l’opera un apparato finale in cui l’autrice riprende elementi della trama dei romanzi trattati e fornisce una lista di celebri commenti alle opere di Austen che tuttavia non arricchiscono e non interagiscono con la narrazione e costituiscono dunque un’appendice anonima.

Larga parte della critica di stampo vittoriano ci insegna che la fortuna dei romanzi di Jane Austen è generata dal revival nostalgico che la sua narrazione riesce a generare attraverso forme votate al sentimentalismo e alla malinconia. Inserire una narrazione moderna in una cornice narrativa così pretenziosa risulta dunque un’operazione assai delicata, nella quale Fowles fallisce forse proprio per mancanza di queste caratteristiche fondanti. Le incursioni nel passato e nel presente della vita dei sei membri del club non producono la stessa spirale di attesa che invece troviamo nei romanzi di Jane e anche l’epilogo finale, che dà conto del modo in cui le vicende di ciascuno dei sei membri del gruppo si sono evolute, non riesce a privare il romanzo di quella sensazione che si tratti, in realtà, di sei voci distinte, che non si amalgamano e non s’intessono in quella dimensione corale che caratterizza, invece, le opere della grande scrittrice inglese.

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