Giallo - thriller - noir

LA BRISCOLA IN CINQUE

Malvaldi Marco

Descrizione: Al BarLume, in un paese della costa intorno a Livorno, tra un caffè e una briscola in cinque, quattro vecchietti e il barista si ritrovano a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare sul delitto di una giovane ragazza. E sotto all’intrigo giallo, la vita di una provincia ricca che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico. La rivalsa dei pensionati. Da un cassonetto dell’immondizia in un parcheggio periferico, sporge il cadavere di una ragazza giovanissima. Siamo in un paese della costa intorno a Livorno, l’immaginaria Pineta, «diventata località balneare di moda a tutti gli effetti, e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l’architettura del paese: dove c’era il bar con le bocce hanno messo un discopub all’aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si è materializzata una palestra da body-building all’aperto, e non si trova più una panchina, solo rastrelliere per le moto». L’omicidio ha l’ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso, anche a causa della licenziosa condotta che teneva la vittima, viziata figlia di buona famiglia. E i sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Ma caso vuole che, per amor di maldicenza e per ammazzare il tempo, sul delitto cominci a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare il gruppo dei vecchietti del BarLume e il suo barista. In realtà è quest’ultimo il vero svogliato investigatore. I pensionati fanno da apparato all’indagine, la discutono, la spogliano, la raffinano, passandola a un comico setaccio di irriverenze. Sicché, sotto all’intrigo giallo, spunta la vita di una provincia ricca, civile, dai modi spicci e dallo spirito iperbolico, che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico modellato dalla televisione. Un giallo in toscanaccio.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Sellerio

Collana: La memoria

Anno: 2007

ISBN: 9788838922190

Trama

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Siamo a Pineta, un’immaginaria località turistica sulla costa del livornese. È qui che assistiamo alle vicissitudini di Massimo, barista dalla geniale capacità deduttiva, e dei clienti abituali del Bar Lume, un gruppo di arzilli e incontenibili vecchietti.

È notte inoltrata quando un giovane, di rientro da una serata in compagnia di amici, ferma l’auto in uno spiazzo per schiarirsi la mente annebbiata dai fumi dell’alcool e vede spuntare da un bidone dell’immondizia il corpo senza vita di una ragazzina. Stravolto, raggiunge il bar più vicino, il Bar Lume. Da lì chiama la polizia, ma chi risponde non gli da credito e riattacca senza troppe cerimonie. È a questo punto che entra in campo Massimo che, incuriosito, si offre di accompagnarlo per controllare la veridicità di ciò che il ragazzo dice di aver visto.

È tutto vero purtroppo. Il barista chiama la polizia che questa volta interviene. Sarà l’inizio di una controversa e scoppiettante indagine condivisa quasi svogliatamente da Massimo, dal suscettibile commissario Fusco e coadiuvata dai pettegolezzi e le sagaci battute dei pensionati, indispensabile cornice di questo quadro naif.

La briscola in cinque (2007) è stato il romanzo d’esordio di Marco Malvaldi. Un esordio brillante e promettente, confermato negli altri tre romanzi della serie Bar Lume che l’hanno seguito: Il gioco delle carte (2008); Il re dei giochi (2010); La carta più alta (2012).

A differenza della maggior parte dei racconti gialli, La briscola in cinque non basa le sue fondamenta sul delitto né sul mistero da risolvere. Punti di forza sono la perfetta caratterizzazione dei personaggi, la loro ironia toscaneggiante e soprattutto, la potenza dirompente di dialoghi sagaci, graffianti e credibili.

Dopo poche pagine ci si ritrova seduti al tavolino del bar con Massimo e i suoi simpatici avventori, si riflette con loro sui misteri del caso e si ride alle battute con la sensazione di essere tra amici. Così quando il racconto si conclude e la saracinesca del Bar Lume si abbassa, si torna a casa con un po’ di malinconia e con il desiderio che il bar riapra presto i battenti.

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