Romanzo storico

La chimera

Vassalli Sebastiano

Descrizione: In una notte del 1590 una bambina viene abbandonata davanti alla Casa di Carità di Novara. Viene battezzata Antonia Spagnolini, per via degli occhi e dei capelli nerissimi. Siamo nell’epoca della Controriforma e il vescovo Bascapé impone alla popolazione una stretta osservanza religiosa. Passano gli anni e Antonia è scelta per rappresentare le esposte davanti al vescovo: ma, provata dai preparativi, sviene. Sulla base di voci Antonia inizia a essere indicata come una strega, finché viene denunciata al Sant’Uffizio. Inizia il processo e la ragazza si trova al cospetto dell'Inquisitore con una fila di testimoni pronti a deporre contro di lei.?L’11 settembre del 1610, Antonia viene condannata al rogo.

Categoria: Romanzo storico

Editore: Rizzoli

Collana: Saggi Italiani

Anno: 2014

ISBN: 9788817077217

Recensito da Gabriele Lanzi

Le Vostre recensioni

A lettura conclusa di questo celebre romanzo, La chimera, che riservò a Sebastiano Vassalli – recentemente scomparso – il prestigioso Premio Strega nel 1990, ci si potrebbe domandare “Chi ha paura delle streghe?”.  Al giorno d’oggi, anno 2015, diventa piuttosto facile rispondere: nessuno crede più nelle streghe, nemmeno i bambini diventati ormai troppo scaltri per questo genere di spauracchi, ma nel 1600 le cose non funzionavano propriamente in questo modo e bastava ben poco per essere additate come streghe. Ad esempio era sufficiente essere una ragazza trovatella, dotata anche di un certo fascino e magari provvista di un carattere ribelle tanto da andare in giro da sola alla notte per incontrarsi con un misterioso amante, per venire considerata una strega dal popolino e finire  processata dal tribunale dell’Inquisizione. Di storie del genere, nell’Europa del Seicento, erano piene le cronache e lo stesso Vassalli ce lo dimostra chiaramente, rispolverando nelle antiche carte della provincia di Novara il processo intentato nei confronti di Antonia, rinominata la strega di Zardino. Quest’ultimo era un antico borgo, oggi scomparso, situato nella bassa pianura novarese sul quale si stagliava ben visibile il profilo massiccio del Monte Rosa, considerato una sorta di chimera appunto, un luogo mitologico, fantastico e irraggiungibile che sembrava vigilare sulla vita del contado.

Zardino diventa dunque il teatro di questa vicenda descritta da Vassalli, il quale riesce a rappresentare efficacemente l’ignoranza e la superstizione della gente dell’epoca, sempre pronta a vedere spuntare lo zampino del Demonio nella vita quotidiana. La presenza malefica si manifesterebbe dunque nei piccoli eventi di ogni giorno, come ad esempio una semplice malattia, un periodo prolungato di siccità, la morte improvvisa di un capo di bestiame. Secondo l’interpretazione popolare si tratterebbe di atti di stregoneria tutti imputabili all’operato di una giovane donna come Antonia, accusata di compiere fatture e riti satanici e pertanto meritoria di finire al rogo.
La chimera” viene qualificata dallo stesso autore come un vero e proprio romanzo storico e Vassalli spiega in appendice al libro che, nel preciso intento di raccontare il Seicento così com’è, non può fare a meno di richiamare il Manzoni e quanto contenuto ne “I promessi sposi”, sebbene con una rilevante differenza. Mentre Manzoni infatti prende a prestito il Seicento per parlare della sua epoca, l’Ottocento, con l’obiettivo di scrivere un romanzo risorgimentale e spronare così un popolo alla ricerca dell’unità nazionale, Vassalli dichiara apertamente di volere narrare le vicende realmente accadute nel XVII secolo in quanto “Tornare nel Seicento dopo Manzoni significava compiere un viaggio alle origini del nostro carattere nazionale”.  Vassalli fotografa in maniera esaustiva i difetti dell’epoca, rappresentando non solamente le credenze popolari ma anche le malefatte del governo spagnolo e della Chiesa Cattolica nei confronti della povera gente: “… Ė con quel genere di persone e in quell’ambiente, che si è formata l’Italia moderna. In un clima di povertà ed illegalità diffuse dove le regole, che pure esistevano, non arrivavano a contrastare lo strapotere dei forti sui deboli; e dove la religione, che avrebbe dovuto attenuare i contrasti, finiva invece spesso per accentuarli”.

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