Classici

La ciociara

Moravia Alberto

Descrizione:

Categoria: Classici

Editore: Bompiani

Collana: I grandi tascabili

Anno: 2001

ISBN: 9788845248368

Recensito da Serena Vissani

Le Vostre recensioni

Il romanzo che ha dato spunto all’omonimo film di Vittorio De Sica, interpretato da Sophia Loren, è uno dei tanti scritti neorealisti che caratterizzano la nostra letteratura di quegli anni. Ma perché allora leggere questo romanzo, piuttosto che un altro, se sempre di guerra si parla? Per più ragioni, naturalmente: oltre alla prosa piana, scorrevole, chiara, soprattutto si deve considerare l’importante e nuovo punto di vista dal quale la storia viene narrata. A parlare in questo caso è una donna, Cesira, la quale, insieme a sua figlia Rosetta, sarà la protagonista di tutta la vicenda: quello che meraviglia è proprio che l’autore si sia calato nei panni di una donna e, cercando di emularne il modo di fare e di pensare, abbia raccontato la sua esperienza della guerra a partire dall’8 settembre 1943. Fenomeno, questo, a dir poco eccezionale, se ci si sofferma anche solo un attimo a pensare alla difficoltà di uomo che si trova a dover interpretare un personaggio di cui non può avere o percepire appieno la forma mentis: Cesira prima di tutto è una donna che dalla campagna si è trovata a vivere in una grande città; poi è una moglie/amante, ma soprattutto è una madre, che vive gli anni della guerra con il solo scopo di far stare bene sua figlia.

La guerra cambia tutti. Questo è il concetto che di fatto attraversa il romanzo: le persone in tempo di pace hanno la possibilità di essere buone, di dare il meglio di se stesse, ma in guerra dell’uomo emerge l’aspetto peggiore, quello calcolatore, avido, vigliacco, egoista; la guerra trasforma anche chi sembra incapace di fare del male.
Così è anche per coloro che ospitano le due protagoniste: lo fanno solo ed esclusivamente per un mero guadagno, per un personale tornaconto.

Cesira incontra molti personaggi in questo anno a cavallo tra il 1943 e 1944, ma nessuno le diventa più caro di Michele. Costui, figlio di un commerciante, ha avuto la possibilità di compiere gli studi universitari e rappresenta una voce fuori campo e di condanna del fascismo.
Il paese è lacerato e la liberazione si attende innanzitutto per poter tornare a mangiare. La stessa violenza subita da Rosetta diventa metafora non solo degli orrori della guerra (perché, come dice Concetta, sono cose che succedono in tempi come quelli) ma dell’Italia intera, un paese tormentato, violato, lacerato da forze nemiche, usato per la supremazia di due potenze avversarie; mancano autorità, giustizia, leggi e valori morali.

Tuttavia, sebbene Cesira si riconosca come ladra e Rosetta come prostituta, il finale lascia spazio ad esiti positivi: la speranza, non di una rinascita, ma di una ricostruzione, sia pure con le cicatrici delle ferite subite sulla pelle.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Alberto

Moravia

Libri dallo stesso autore

Intervista a Moravia Alberto


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

«Un Julien Sorel all’epoca della crisi»: così venne presentato, alla sua comparsa nelle librerie francesi, il protagonista di questo romanzo. Come l’eroe di Stendhal, Jean-Luc Daguerne non ha che un desiderio: «afferrare il mondo a piene mani», diventare uno di quelli che gestiscono il potere e gli affari. Per riuscirci accetterà di essere umiliato, di mentire, di adulare, di fare il doppio gioco, e persino di tradire il suo unico vero amico. Fino al giorno in cui ritroverà dentro di sé, con stupore e sgomento, «quel desiderio di tenerezza, quel disperato bisogno di amore» che per anni ha dovuto negare e soffocare. Allora cercherà, con una sorta di furioso accanimento, di farsi amare dalla sola donna tra le cui braccia abbia sentito riemergere la propria fragilità di bambino, e si chiederà che senso abbia avuto quella lotta convulsa, rabbiosa, per sottrarsi a un destino di miseria, per intrufolarsi negli ambienti giusti, per avere in mano le carte vincenti. Alla fine, il patto faustiano si rivela una beffa: «Il successo, quando è lontano, ha la bellezza del sogno, ma non appena si trasferisce su un piano di realtà appare sordido e meschino».

La preda

Némirovsky Irène

C'è una donna che lo cerca: è una biologa russa, affascinante. In un'osteria affacciata sulla laguna di Venezia dichiara di voler clonare un cavallo portentoso, quello del monumento a Bartolomeo Colleoni in campo San Zanipolo. Alvise Pàvari dal Canal ne ha sentite tante nella vita, ma questa le batte tutte. Clonare una statua? Certo che no, gli spiega dolcemente la russa. Lei allude a tessuti organici di cinquecento anni fa, perfettamente conservati. Alvise finge di non capire, ma pensa alla teca con due sfere di vetro ambrato custodita nel palazzo avito sul Canal Grande. E una leggenda di famiglia ci trascina indietro nel tempo: al banchetto di cento portate in cui il Colleoni, capitano generale della Serenissima, conquista una donna troppo piena di vita per accontentarsi del vecchio marito mercante; alla frenesia di amorosi sensi che Leonardo da Vinci, giunto in laguna da Firenze, scatena a Ca' Pàvari, seminando nostalgia inguaribile e un capolavoro sorprendente.

DUE BELLE SFERE DI VETRO AMBRATO

Caponetti Giorgio

Benjamín Chaparro, cancelliere di tribunale nell’Argentina degli anni ’70, si imbatte nel caso di una donna violentata e uccisa su cui la giustizia non vuole fare chiarezza: il marito della vittima, devastato e inconsolabile, viene lasciato solo a covare la vendetta contro un misterioso assassino rimasto in libertà. Venticinque anni dopo, ormai pensionato, Benjamín decide di colmare questo vuoto e aprire una sua personale indagine sul caso. Lungo il percorso rivivrà l’amore mai dichiarato che l’ha legato a Irene - giudice nello stesso tribunale in cui lui lavorava ai tempi del caso irrisolto -, vedrà tornare a tormentarlo sensi di colpa pesanti come macigni per la morte di un amico, ma soprattutto svelerà poco a poco il mistero dell’omicidio e degli eventi che lo hanno seguito. Sullo sfondo di un’Argentina che sprofonda progressivamente nella violenza politica, Il segreto dei suoi occhi narra la storia di un gruppo di persone che fanno della ricerca della verità il proprio destino, della memoria un percorso imprescindibile e della lealtà un valore che trascende il tempo, le distanze e la morte.

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI

Sacheri Eduardo A.

Doppio sogno

Schnitzler Arthur