Narrativa

La compagnia delle anime finte

Marasco Wanda

Descrizione: Dalla splendida collina di Capodimonte nota come «la Posillipo povera», Rosa osserva Napoli e ripensa alla madre morta. C’è qualcosa che la unisce a quella donna, qualcosa che va oltre il legame di sangue e che risiede in «un guasto» che ha marchiato le vite di entrambe. Alla ricerca di quel guasto, Rosa rivive la storia di sua madre, Vincenzina, dall’incontro con il suo futuro padre, Rafele, alla nascita di un amore nato in mezzo alla povertà e alla lordura del borgo dei Vergini, dove la guerra sembra non finire mai. Come in un film proiettato solo nella sua mente, Rosa passa in rassegna la morte di suo padre Refele, la decisione di Vincenzina di iniziare a praticare il prestito a usura e la richiesta a Rosa di accompagnarla nei suoi giri per le vie del quartiere, per aiutarla a conteggiare gli interessi. Ma il flusso di memoria di Rosa è una giostra che non può fermarsi. E allora davanti agli occhi le appaiono per magia anche altre persone. «Anime finte» che, come gli attori di una compagnia teatrale, salgono sul palco e recitano la loro parte: Annarella, l’amica d’infanzia, la sua tentatrice; Angiulillo, un ragazzo assoldato dai NAR e dalla camorra per compiere la strage di Bologna; Emilia, una tenera e primitiva down; il maestro Nunziata, sognatore incandescente; il trans Maria. Una galleria di gente esclusa dalla storia a cui Rosa sente di dover restituire quella dignità che è stata rubata loro dalla società. Perché la povertà non finisce mai, pensa Rosa, è la gente che decide di dimenticarla. Con la prosa poetica e originale che le è valsa la candidatura al Premio Strega 2015, Wanda Marasco riesce nell’impresa di scrivere un secondo romanzo all’altezza delle aspettative: barocco ma accessibile, coraggioso ma spietato.

Categoria: Narrativa

Editore: Neri Pozza

Collana: Bloom

Anno: 2017

ISBN: 9788854513938

Recensito da Anna Maria Balzano

Le Vostre recensioni

La compagnia delle anime finte di Wanda Marasco

La fatica di vivere e sopravvivere

Usa la lingua, Wanda Marasco, come una lama che affonda nella realtà che descrive. Ogni sua frase restituisce le ferite dell’animo e il buio dell’esistenza.

È al personaggio di Rosa, figura centrale del suo ultimo romanzo “La compagnia delle anime finte” che la scrittrice affida il compito di ripercorrere la vita della madre Vincenzina, nel giorno della sua morte, di fronte al suo corpo inerte, con un racconto che include tutti i membri della famiglia, molti ormai ombre del passato, altri ancora presenti, tutti insieme come attori di un dramma, come se Rosa fungesse da regista di una “compagnia di anime finte”.

Ci troviamo così di fronte a un’umanità dolente e disillusa, che lotta quotidianamente per la sopravvivenza, che alleva una prole numerosa, troppo spesso schiacciata dall’ignoranza e vittima del sopruso. La vita del povero si intreccia talvolta con quella del benestante, per venirne oppresso e respinto senza possibilità di riscatto, come nel caso di Vincenzina che sposa Rafele figlio di un medico e di Lisuccia, entrambi provenienti da famiglie agiate.

Genitori che allevano figli con il costante sentimento della paura, figli che vedono crescere come “carne pericolante”. La tragedia è sempre in agguato e alimenta l’odio e la rassegnazione. E sullo sfondo il dramma di una regione che stenta a risollevarsi e a riappropriarsi di una  dignità a lungo negata.

Sei venuta dal niente e dalla paura, ma’. Hai incontrato un uomo venuto dalla caduta e dalla viltà quando la Storia aveva già annientato e umiliato gli uomini. In una città dove il mondo migliore era soltanto un sodalizio tra un esercito straniero, il governo nuovo e la malavita.” È l’ombra della camorra che affiora, e sulla ignobile pratica dell’usura la Marasco scrive pagine che lasciano trasparire la vergogna e l’umiliazione di chi la subisce e di chi la esercita per necessità ed estremo bisogno.

Il povero si accanisce sul povero, spietatamente: “Era crudele manipolare la vita del povero a fianco del povero, ma tu lo facesti , perché quando arrivava la pensione di Rafele ogni mese entravano in casa la spartizione e la disperazione, la realtà uccisa dall’impotenza”. È un mondo di famiglie che trascinano la vita nel degrado fisico e morale, quello che descrive la Marasco, ambienti in cui la perdita dei valori è scontata, quasi determinata dal destino per una miseria endemica.

Ciò che più colpisce in questa scrittrice è proprio la forza espressiva, l’uso della lingua a volte insolito e audace, che rende incisivamente la realtà che descrive. Un’originalità che oserei definire dolorosa.

Premio Strega 2017: i dodici semifinalisti

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Wanda

Marasco

Libri dallo stesso autore

Intervista a Marasco Wanda


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto a vendere il suo magnifico castello nelle Ardenne. Prima di uscire di scena, per celebrare l'onore della famiglia, decide di organizzare una lussuosissima festa di addio. Ma nei giorni che precedono l'evento Sérieuse, la sua figlia più giovane, fugge di casa e si nasconde nella foresta. A trovarla è una misteriosa chiaroveggente e sarà costei, dopo aver avvertito il conte del ritrovamento della ragazza, a fargli una spaventosa profezia: "Durante il ricevimento, lei ucciderà un invitato." Il conte Neville, ossessionato da queste parole, dovrà trovare un modo per sfuggire al suo tragico destino. Riprendendo Oscar Wilde e la tragedia greca Amélie Nothomb gioca con la letteratura e con l'intelligenza dei lettori, fornendo come al solito una sua personale versione dei miti.

Il delitto del conte Neville

Nothomb Amèlie

Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del XX secolo. Il nostro eroe vive, infatti, a casa di un professore che si cimenta in bizzarre imprese. Scrive prosa inglese infarcita di errori, recita canti no¯ō nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il «maestro delle latrine», accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d'oro, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati. Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna... Pubblicato per la prima volta nel 1905, Io sono un gatto non è soltanto un romanzo raro, che ha per protagonista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale. È anche uno dei grandi libri della letteratura mondiale, la prima opera che, come ha scritto Claude Bonnefoy, inaugura il grande romanzo giapponese all'occidentale.

Io sono un gatto

Soseki Natsume

Due racconti sul diverso modo di vivere l'attesa della Vigilia di Natale, introdotti da una poesia di Edmond Rostand. "Il dono di Natale" di Grazia Deledda è ambientato nella Sardegna dei primi del Novecento. Dopo la messa della Vigilia, i cinque fratelli pastori festeggiano, davanti al focolare dell'umile casa, il fidanzamento dell'unica sorella consumando carne arrosto, focacce e una torta di miele. "A.D. 2953" è un racconto distopico in cui un nuovo ordine mondiale ha preso il potere sulla Terra. La razza umana, sfidando le leggi di natura e sostituendosi a Dio, è diventata immortale. C'è ancora, però, una frangia dissidente e una luce di speranza. Seppur così apparentemente lontani, un filo rosso lega i due racconti che, nel finale, ci svelano che il dono più grande è il miracolo della vita.

Luci di Natale

Deledda Grazia

RICORDATEVI DI ME

Clark Mary Higgins