La disubbidienza di Alberto Moravia

Moravia Alberto

Descrizione: La guarigione, attraverso l'iniziazione sessuale, di un adolescente che non riesce a trovare un equilibrio tra sé e la realtà circostante.

Categoria:

Editore: Bompiani

Collana: I libri di Alberto Moravia

Anno: 2003

ISBN: 9788845255021

Recensito da Valeria Martino

Le Vostre recensioni

La disubbidienza di Alberto Moravia

Ho letto per la prima volta il romanzo di Moravia La disubbidienza quando mi preparavo per l’esame (allora) di maturità e mi ero avvicinata all’autore proprio perchè quell’anno era molto “quotato” come possibile argomento del tema. In realtà, però, fu la mia insegnante di liceo ad averne parlato in classe e parlava di una certa pruderie (per dirla alla francese) con cui solitamente i ragazzi si accostavano al romanzo, probabilmente per i riferimenti alla vita sessuale del protagonista. Certo, a proporlo adesso, dopo la saga Cinquanta sfumature, i miei studenti riderebbero di quella pruderie…Ma erano altri tempi…

Non è sfogo autobiografico, ma rileggere La disubbidienza a distanza di tanti anni mi ha fatto sicuramente rivivere la curiosità con cui mi ero avvicinata a Moravia , ma, soprattutto, ho riletto da adulta il comportamento di Luca Mansi. E allora mi è venuto più facile, adesso, intendere la disubbienza come noia, in nuce.

Luca è figlio di una ricca famiglia romana, ama la madre e rispetta il padre, fino a quando si accorge che hanno entrambi lo stesso tabernacolo: sopra l’inginocchiatoio dove prega per abitudine, c’è una cassaforte piena di soldi. Tutto un po’ crolla: inizia ad andare male a scuola e scivola in un languore malato, trascorre il pomeriggio a dormire come chi aspetta che la giornata passi in fretta. Disubbidisce alle regola della famiglia e ai presunti valore di fondo che la tengono in piedi. Si rifiuta di mangiare, vomita tutto, il suo pensiero fisso è il denaro che ha fatto con i suoi traffici da adolescente e se ne deve sbarazzare.

Seppellendo il denaro, in un certo senso, avrebbe sepolto se stesso; o almeno quella parte di se stesso che era attaccata al denaro”.

E’ disgustato dalla vita che conduce perché:

Era come una persona, il cielo, che, piangendo per qualche suo profondo dolore, sembrasse ogni tanto calmarsi e rasserenarsi, ma poi, ripresa dal cordoglio, ripigliasse, con rinnovata abbondanza e violenza, a lacrimare. Gli piaceva attardarsi al tavolino, davanti ai vetri rigati di pioggia e ostinarsi a leggere o scrivere nell’oscurità crescente, fino al momento in cui il precoce crepuscolo invernale copriva la pagina come di una polvere impalpabile”.

Unica soluzione allora è morire, anche se prova delle pulsioni molto terrene per la governante, descritta come brutta e grassa. Il sopraggiungere di una malattia violenta fa sì che Luca si ritrovi in ospedale, trattato come un giovane uomo da un’infermiera. È qui una sorta di iniziazione sessuale.

Ma ora capiva che quelle viscere altro non erano che le viscere stesse della vita, da lui sinora ripudiate e che la donna, imperiosamente, gli aveva fatto accettare”.

Un’esperienza suprema, l’incontro con l’altro sesso, che lo sottrarrà all’incantesimo negativo de La disubbidienza attraverso un’alternativa più gioiosa e vitale.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Alberto

Moravia

Libri dallo stesso autore

Intervista a Moravia Alberto


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Andrea e Maria Bellomo, fratello e sorella, sono uniti da un legame fortissimo, che affonda le radici in un passato difficile. Antonella, la madre, li ha cresciuti da sola. Andrea vive a Lecce, dove è attore e regista di una piccola compagnia di teatro, la "PPP". Maria vive a Roma, ed è una delle promesse più interessanti nel panorama italiano del cinema e della televisione. Cosa accadrà quando Andrea, stanco della vita di provincia, raggiungerà sua sorella a Roma?

Beati i puri

Pagano Luciano

Quattro liceali amiche per la pelle. Ognuna tiene un diario, e le pagine dei loro diari sono la forma narrativa scelta da Schmitt per raccontarci gli eccessi a cui può far giungere l’amore. Le protagoniste hanno diciassette anni, sono compagne di scuola, e vivono quel difficile periodo in cui da ragazza si diventa donna, pensano con ansia e frenesia all’amore fisico, al sesso, si chiedono come sarà la “prima volta” con il desiderio impaurito di farlo il prima possibile. Quello che raccontano alle amiche non è quello che raccontano a se stesse. I fatti avvengono, hanno un loro svolgimento oggettivo, ma la visione che ognuna ha degli stessi fatti è ben diversa, come vediamo dalle pagine dei loro diari. Il grande evento dell’anno scolastico è la recita del Romeo e Giulietta a cui tutte e quattro collaborano, due di loro addirittura come ruoli principali, nella parte di Giulietta e di Romeo. Si allestisce lo spettacolo, si fanno le prove, ma con il passare dei giorni le storie private delle quattro ragazze si intrecciano sempre più con le vicende del dramma di Shakespeare, fino ad arrivare a un sorprendente finale in comune che squarcerà il velo sulle tante illusioni che tutti ci facciamo sull’argomento “amore”.

Veleno d’amore

Eric-Emmanuel Schmitt

Tre bambini crescono insieme in un collegio immerso nel verde della campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani. La loro vita verrà accompagnata dalla musica dei sentimenti: l'amicizia e l'amore come uniche armi contro un mondo che nasconde egoismo e crudeltà.

Non lasciarmi

Ishiguro Kazuo

La vita di Alice è apparentemente perfetta: 28 anni, un lavoro a tempo indeterminato e un fidanzato che ama, ricambiata. Non le resta che cercare casa e fare dei figli, guadagnandosi il paradiso terrestre di una vita normale. Eppure di perfetto non c’è nulla. Il surreale sarcasmo di Alice fa scoprire al lettore situazioni che suo malgrado conosce fin troppo bene, nascoste dietro la maschera della normalità di un’ordinaria giornata in ufficio. Il badge che scandisce malignamente il tempo. La routine del ritmo aziendale che diventa ossessione. Le manie degli impiegati a un passo dalla psicosi. La sindrome antisociale dell’open-space. Le figure clownesche dei capufficio, tronfi della loro incompetenza. I giorni che invece di allargarsi in un presente vivo si spengono con monotonia uno sull’altro. Le pause – pausa-mela, pausa aria, pausa-sclero – sono le uniche boccate di sollievo. Finché Alice non scopre la pausa-papera! Osservando da dietro la recinzione dell’azienda i pennuti che vivono liberi nel loro stagno, ad Alice si rivela una nuova filosofia di vita, una possibilità di salvezza, di liberazione…

ALICE IN GABBIA

Gasbarro Arianna