Narrativa

La donna degli alberi

Marone Lorenzo

Descrizione: La donna è sola, inquieta, in fuga: non vuole più restare dove non c’è amore. Ha lasciato la città, nella quale tutto è frenetico e in vendita, ed è tornata nella vecchia baita dell’infanzia, sul Monte. Qui vive senza passato, aspetta che la neve seppellisca i ricordi e segue il ritmo della natura. C’è un inverno da attraversare, il freddo da combattere, la solitudine da farsi amica. Ci sono i rumori e le creature del bosco, una volpe curiosa e un gufo reale che bubola sotto il tetto. E c’è l’uomo dal giaccone rosso, che arriva e che va, come il vento. A valle lo chiamano lo Straniero: vuole risistemare il rifugio e piantare abeti sul versante nord della montagna, per aiutarla a resistere e a tornare fertile. Una notte terribile riporta la paura, ma la donna si accorge che ci sono persone che vegliano su di lei: la Guaritrice, muta dalla nascita, che comprende il linguaggio delle piante e fa nascere i bambini; la Rossa, che gestisce la locanda del paese; la Benefattrice, che la nutre di cibo e premure. Donne che sanno dare riparo alle anime rotte, e che come lei cercano di vivere pienamente nel loro angolo di mondo. Mentre la montagna si prepara al disgelo e a rifiorire, anche la donna si rimette in cammino. Arriverà un altro inverno, ma ora il Monte la chiama.

Categoria: Narrativa

Editore: Feltrinelli

Collana: I narratori

Anno: 2020

ISBN: 9788807034145

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

La donna degli alberi di Lorenzo Marone scrive il suo diario da ottobre a settembre: da quando decide di prendersi una pausa per cambiare il corso di una vita oramai alla deriva (“Non voglio essere sola, voglio saper stare da sola, le poche persone davvero felici che la vita mi ha messo davanti ne erano capaci”).

Quanti di noi hanno sentito o sentono quest’esigenza?
Chiamatela pausa di riflessione.
O colpo di spugna.
O, in linguaggio informatico, reset.

La donna degli alberi realizza il proprio intendimento isolandosi nella casupola di montagna ove i ricordi, gli odori e i sapori dell’ìnfanzia sono ancora intensi.

Nel diario non vi sono nomi di luoghi: le località sono designate in modo semplice. La baita del boscaiolo, la fattoria…
Le persone non hanno nomi, ma epiteti: la Rossa della locanda, la Guaritrice (“Si aggirava nell’abetaia come un aquilone nel vento, mi ha avvicinato con l’andatura danzante da sabba, il sorriso da furbetta, si grattava la testa con una mano a uncino e aveva gli occhi del colore dell’inchiostro”), lo straniero (“Lui mi ha sorriso nel tentativo di celare l’inquietudine di fondo che in verità me lo fa sentire amico”), una puerpera che La donna degli alberi aiuta a partorire…
Con loro, La donna degli alberi condivide una condizione esistenziale (“Nello sguardo fuggente ho visto un emarginato, come me non ha potere che su se stesso, è perciò senza peccato”).
Con uno di loro (“Si sta prendendo cura della sua baita, farà lo stesso con la montagna. In un mondo che rinuncia a riparare, lui fa il contrario”) La donna degli alberi condivide indole (“Ė uno che riempie i vuoti, lo Straniero, ingombra non con la mole, solo con la presenza”) e, forse, un ideale.

Alla stessa stregua, gli animali – la volpe della quale conquistare la fiducia o il gufo coinquilino (“Invece è restato, bubolava col collo affondato fra le piume del petto e roteava le pupille per non perdermi di vista, sospettoso nei confronti di chi pretendeva risposte che non gli appartenevano”), perfino l’orso in un incontro sorprendente – sono presenze fondamentali nel nuovo corso dei giorni.

In una natura che è misteriosa: amica, ma anche ribelle, pronta a spazzar via una storia d’amore (“Io e lo Straniero abbiamo deciso in fretta di essere amici”) soltanto all’inizio (“In lui semplicemente non c’è l’urgenza di scoprire le vite altrui, quella che muove chi è in fuga, stanco. E questo me lo fa apparire innocuo”) e un’intera dorsale (“Uno schiocco di palpebre mi è servito per capire che l’abetaia sul versante opposto era sparita, inghiottita dalla neve, la valanga si presentava come una striscia bianca punteggiata di macchie scure… una striscia che si era mangiata tutto”).

Cosa ne sarà del progetto ecologico rimasto senza esecutore (“Con il fiato caldo e aromatico mi ha spiegato che intende ripopolare di alberi – ndr: gli abeti rossi – il lato nord del Monte, proprio sulla testa del rifugio, che una frana qualche anno fa ha lasciato senza protezione”)?
Cosa ne sarà de La donna degli alberi (“come sempre incantata e respinta da chi pretende di darmi amore”)?

Il suo intendimento era quello di tornare alla vita di prima.
Tante cose sono cambiate (“La nostra vita è costellata di nascite, eppure dentro ci restano sempre e solo le morti”), l’esperienza in montagna ha restituito un’identità e chiarezza d’intenti (“Non voglio essere sola, voglio saper stare da sola, le poche persone davvero felici che la vita mi ha messo davanti ne erano capaci”).

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Lorenzo

Marone

Libri dallo stesso autore

Intervista a Marone Lorenzo


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Una donna, ormai anziana, mostra i primi segni della malattia che le toglie i ricordi, l’identità, il senso stesso dell’esistenza. È tempo per la figlia di prendersi cura di lei e aiutarla a ricostruire la sua storia, la loro storia. Inizia così il racconto quotidiano di piccoli e grandi avvenimenti, a partire dalla nascita della mamma, Esperia, e delle sue cinque sorelle, nate da un reduce tornato comunista dalla Grande Guerra e da una contadina dritta ed elegante, malgrado le fatiche della campagna, degli animali e della casa. I fili delle loro esistenze si svolgono dagli anni Quaranta fino ai nostri giorni, in un Abruzzo “luminoso e aspro”, che affiora tra le pagine quasi fosse una terra mitologica e lontana. Giorno dopo giorno sfilano i personaggi della famiglia, gli abitanti del piccolo paesino ancora senza acqua né luce; personaggi talmente legati a una terra avara, da tollerare a malapena trasferimenti a breve distanza – la ricerca di un lavoro, l’occasione di poter frequentare una scuola “in città” – partenze che si trasformano in vere emigrazioni con il solo scopo del ritorno. Sono ricordi dolcissimi e crudeli, pieni di vita e di verità, che ricostruiscono la storia di un rapporto e di un’Italia apparentemente così lontana eppure ancora presente nella storia di ognuno di noi.

MIA MADRE E’ UN FIUME

Di Pietrantonio Donatella

In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

Cecità

Saramago José

Le due amiche d'infanzia Margaret e Letty, entrambe trentacinquenni, sono molto insoddisfatte della propria vita. Margaret decide di dare una svolta alla sua esistenza licenziandosi dal lavoro per dedicarsi anima e corpo alla scrittura, certa di diventare un'autrice di bestseller. Letty, madre di quattro figli, stretta nella morsa della quotidianità, approfittando della promozione del marito, concentra tutti i suoi sforzi nell'apparire e nel farsi accettare dalla "high society" di Los Angeles. Ma Margaret, che non ha una vera storia da raccontare, quasi inconsciamente inizia piano piano a rubare all'amica i suoi momenti di vita per trasporli a sua insaputa nel suo romanzo.

TUTTO É VANITÁ

Schwarz Christina

Una rivisitazione in chiave femminile dell’antica fiaba che indaga il cannibalismo sentimentale per tentare una risposta originale e netta all’annoso quesito: che cos’è l’amore?

Barbablù

Nothomb Amélie