Narrativa

La femmina nuda

Stancanelli Elena

Descrizione: Anna è una donna intelligente, bella, con un lavoro interessante, ma di colpo tutto questo non serve più. Dopo cinque anni la sua storia d'amore con Davide affonda in una palude di tradimenti, bugie, ricatti. E la sua vita va in pezzi. Si trasforma in un'isterica, non dorme, non mangia, fuma e si ubriaca ogni sera per riuscire ad addormentarsi. Compulsivamente inizia a frugare nel telefonino di lui nelle chat, sui social. Non sa cosa sta cercando, non sa perché lo sta cercando. Per un anno rimarrà prigioniera di quello che lei stessa chiama il regno dell'idiozia, senza riuscire a dirlo a nessuno. Questo racconto è la sua confessione, sotto torma di lettera, a Valentina, la sua più cara amica, che l'ha vista distruggersi sera dopo sera. Anna dice tutto, senza pudore. I dettagli umilianti e ridicoli, l'ossessione, la morbosità. Anna somiglia a tutti noi, che combattiamo questa guerra paradossale che chiamiamo amore. Ogni tanto vinciamo, più spesso perdiamo. L'unica cosa su cui possiamo sempre contare, l'unica capace di indicarci i nostri confini, i nostri bisogni, è il corpo. E sarà al corpo che Anna si aggrapperà per sconfiggere il dolore.

Categoria: Narrativa

Editore: La nave di Teseo

Collana: I delfini

Anno: 2017

ISBN: 9788893441735

Recensito da Simone Pozzati

Le Vostre recensioni

La femmina nuda di Elena Stancanelli

Elena Stancanelli consegna al lettore un romanzo crudo. La narrazione è avvincente. È un libro che si legge come un giallo. Ti impone di arrivare alla fine. Essenzialmente è  la storia di una donna morbosa, distrutta e ossessionata dalle sue insicurezze. Soprattutto sessuali.

Comincia tutto per via di una telefonata non chiusa. Nella quale Anna, la protagonista, ascolta le casuali confessioni di tradimento del compagno Davide.
“Ho appoggiato il telefono sul tavolo in viva voce. Sentivo i rumori della strada, voci sconosciute. Sentivo la voce di Davide, prima al bar poi all’officina. Tremavo. Ogni minuto di quel supplizio, ogni singolo secondo sapevo che stavo facendo la cosa sbagliata. Ma ero eccitata. Più di quando stai semplicemente facendo la cosa sbagliata. Ero eccitata come nell’istante in cui aspetti la punizione. – La vedi quella lì? Da quando si è tagliata i capelli me la scoperei subito.- Ha detto a un tizio la cui voce non riconoscevo. E subito dopo: – E comunque quando ho voglia di scopare c’ho questa e questa e questa…- 

Un elenco di donne. Tra le quali non risultavo io, ancora sua legittima compagna. Le conoscevo tutte: una cocainomane più vecchia di me, incapace di intendere e di volere, una tipa molto bassa e con la testa grossa che gli ronzava sempre intorno e mi chiedeva come facevo a stare con una persona come Davide ridendo nervosamente, un’insegnante d’asilo che portava la gonna con le scarpe da ginnastica e ogni volta che mi vedeva distoglieva lo sguardo.

E cane.
Che lui ovviamente chiamava col  suo vero nome. L’unica che non avessi mai visto. Sapevo della sua esistenza perché Davide me l’aveva nominata un numero di volte sufficiente a creare sospetto anche nella persona meno maliziosa del mondo. Era una cliente dell’officina”

Da qui in poi è un escalation di comportamenti ossessivi – compulsivi al limite dello stalking. Un continuo forzare password di account per spiare social, movimenti e vita del fidanzato che ben presto diventa ex.
Mi chiedo se sia nella nostra natura cercare di forzare l’intimità delle persone. Provare a entrare nei pensieri, nel corpo di qualcun altro, per scoprire se è diverso da noi. Se questa smania di frugare fa parte del nostro fardello di cretineria, quello che dovremmo alleggerire incarnazione dopo incarnazione, o se il mezzo ci ha reso più idioti che mai.

Anna passerà dalle sbronze allo Xanax, sfiorando l’anoressia. Continuerà oppressa dal dolore a spiare Davide e quella donna di cui si sente rivale, Cane (chiamata così perché ha un cane di nome Cane n.d.r.). Anna sarà spietata prima con se stessa, poi con gli altri. E forse per lei la soluzione ultima sarà vivere il corpo, assecondarlo.

“Il corpo scarta. Si ammala, ti molla in mezzo alla strada, ti stordisce. Ma a volte senza che tu te ne accorga, ti porta in salvo, lontanissimo.”
Buona lettura

Simone Pozzati

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