Narrativa

La figlia sbagliata

Romagnolo Raffaella

Descrizione: Un sabato sera come tanti in una cittadina della provincia italiana. La tv sintonizzata su uno show televisivo, nel lavandino i piatti della cena da lavare. Un infarto fulminante uccide il settantenne Pietro Polizzi, ma Ines Banchero, sua moglie da quasi quarant’anni, se ne accorge solo alla fine della serata. E non chiede aiuto a nessuno, neppure ai due figli, Vittorio e Riccarda. Comincia così, con un decesso di cui tutti sono tenuti all’oscuro, un viaggio di quattro giorni dentro l’inferno domestico di una coppia all’apparenza normale, ma di fatto marchiata a fuoco da un trauma inconfessato. E mentre giorno dopo giorno la morte si impadronisce della scena, il confine fra normalità e follia si fa labile. Il talento è la condanna e l’ossessione di Ines. Eccellente disegnatrice da ragazza, rinuncia a seguire la propria vocazione per una vita «al sicuro»: quella di moglie e madre modello. Ma Ines non riconosce neppure il talento e le più genuine aspirazioni dell’amatissimo figlio Vittorio, campione di nuoto. Né accetta il talento della libera e tenace Riccarda, attrice di successo, sua grande delusione. Ines vive tra i fantasmi - i demoni - del passato. E in questo limbo vaga da sola, cercando qualche frammento di senso e una luce di riscatto.

Categoria: Narrativa

Editore: Frassinelli

Collana:

Anno: 2016

ISBN: 9788888320755

Recensito da Anna Maria Balzano

Le Vostre recensioni

È con lucido realismo che Raffaella Romagnolo racconta nel suo romanzo “La figlia sbagliata” la storia di una famiglia piccolo-borghese, lacerata da difficili rapporti interpersonali. La morte improvvisa di Pietro Polizzi, di cui sua moglie Ines, intenta a rigovernare la cucina, sembra non accorgersi, offre lo spunto per rivivere con nostalgia e dolore le tappe più importanti di un’intera vita.

È così che, apparentemente ignara dell’infarto che ha colpito il marito, Ines rivede i giorni della sua giovinezza, il suo primo grande amore, abbandonato per una scelta più saggia e conveniente che l’avrebbe legata col matrimonio a Pietro, rivive la nascita dei suoi due figli, Vittorio, bello, atletico e intelligente, e Riccarda, ribelle, polemica e innamorata del teatro.

Dunque Ines sceglie la famiglia, sceglie di dedicarsi a essa, quasi fosse una piccola impresa, soffocando l’amore vero per un affetto che si sarebbe consolidato nel tempo, ma che le avrebbe dato lunghi dolorosi periodi di noia, compensati solo da quell’orgoglio materno gratificato dal primogenito, il figlio che avrebbe soffocato con il suo represso desiderio di rivalsa. È sul debole Vittorio infatti che Ines sfoga le sue frustrazioni, consapevole della sua mediocrità, e da Riccarda si allontana sempre di più, perché incapace di imporle la sua volontà. Ines cambia negli anni, nel fisico e nello spirito. La convivenza crea tensioni e incomprensioni generazionali e rivalità e gelosie tra fratelli.  L’amore represso e soffocato riesce a esprimersi solo a tratti e la tragedia è sempre in agguato.

Una storia dura, raccontata con delicatezza e sensibilità, che certamente non rassicura sullo stato della famiglia, e tuttavia non ne nega i valori, tutt’altro. La narrazione è serrata, il ritmo è velocizzato dalla brevità delle frasi. Il muoversi dei personaggi ne accompagna e ne esprime lo stato d’animo e la crisi interiore, l’insoddisfazione e i sensi di colpa.

Bello. Coinvolgente. Commovente.

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