Narrativa

LA FRIVOLEZZA DEL CRISTALLO LIQUIDO

Turcanu Irina

Descrizione: Marta ha solo sedici anni, ma dietro i suoi begli occhi si nascondono le incisioni di segreti inconfessati, orribili ferite dall'odore nauseabondo. Gli uomini sono delle bestie, Marta è costretta a ripeterselo. L'ha imparato a sue spese, sulla sua pelle, e pagherà fino in fondo. Eppure, gli uomini sono l'unico approdo che resta, quando tutti i sogni si spengono nelle ristrettezze di una vita che offre solo la copia sbiadita di ciò che sembra luccicare nell'Occidente, così lontano eppure appena dietro l'angolo. Salvo avere la fortuna di scovarlo, l'uomo giusto. Un uomo da amare. Sempre che l'amore esista davvero. Chisinau, Moldavia... La gioventù finisce presto, da quelle parti. La spensieratezza non c'è. La vita è dura, violenta, i miti si schiantano nella realtà di tutti i giorni. Si vive border line, e si finisce sopraffatti, se si è donne, giovani, carine. Come Marta, violabile e violata, colpevole senza colpe, eroina al contrario di una storia senza speranza. E in cambio c'è solo vendetta, morte, e altra sopraffazione. Esiste una giustizia? Se esiste, è la giustizia più ingiusta che si possa meritare. La "Frivolezza" è quella dei sogni rincorsi. Ma la storia è densa, proprio come "il cristallo liquido" che nel titolo annulla e trasforma gli anni teneri di una gioventù bruciata dagli altri. Irina Turcanu scrive questa sua cronaca dell'infanzia con mano intenerita e partecipe, eppure senza fronzoli, senza mediare con l'asprezza delle tematiche scelte, con mano dura laddove la storia si fa dura. Il romanzo di una giovanissima scrittrice rumena, oggi italiana. Tenetelo di conto, ne sentirete ancora parlare.

Categoria: Narrativa

Editore: Absolutely Free

Collana: Penelope

Anno: 2011

ISBN: 9788897057130

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Marta è poco più che una bambina quando conosce la sofferenza, la rabbia e l’umiliazione. Inginocchiata davanti alla vasca da bagno, tiene tra le mani i suoi jeans preferiti, ormai sporchi e laceri, gli stessi jeans che aveva tagliato e sfrangiato perché somigliassero a quelli delle modelle.

Sono le sei del mattino a Chisinau, Moldavia, e mentre Marta rassicura la nonna attraverso la porta del bagno, prega il Signore di aiutarla e spera con tutto il cuore di non essere diventata una donna. “Come diceva sua madre, si diventa donne quando si porta in grembo un figlio”.

Se Marta fosse incinta, il suo bambino sarebbe figlio di un mostro…

Nel breve libro della Turcanu c’è tutto il dolore dell’assenza, l’assenza di comprensione, di libertà e di amore. E c’è anche tutta la difficoltà di essere donna in un contesto ancora dominato da pesanti pregiudizi e tradizioni ingombranti.

«Vai a lavarti le mani che è pronto», le disse Florin. «Stai fuori fino all’ultimo minuto. Non ci pensi mai a rincasare prima e dare una mano alla mamma. Deve fare sempre tutto da sola». «Perché non l’aiuti tu? Non mi pare che tu sia così impegnato». «Attenta a come parli, bambina», l’incalzò Florin. Quanto lo odiava! Quanto detestava quella sua prepotenza, quel suo dettare regole dal mattino alla sera senza mai riconoscere ciò che di positivo aveva fatto. Le sue pulizie del sabato mattina passavano sempre inosservate, era il suo dovere, come altrettanto lo era sparecchiare e lavare i piatti tutte le sante sere”.

Marta vuole crescere, divertirsi, fare le sue esperienze e così prova a ribellarsi, ma lo fa nel modo sbagliato, svendendo la propria anima e il proprio corpo.

D’altronde, quando non hai fiducia in te stessa e ti senti inadeguata, se non addirittura indegna, finisci per accontentarti del nulla e scambi ogni tocco per una carezza.

Delusa già dal suo primo amore, Marta si perde in un vortice di speranze puntualmente tradite e sogni ripetutamente infranti, ora spinta dal desiderio di trovare una persona che possa amarla davvero, ora trascinata da un’incontenibile sete di vendetta: si illude di poter punire chi le fa del male scatenando gelosie e rimpianti che però restano tristemente nella sua mente e nella sua fantasia.

La giovane autrice Irina Turcanu non ha paura di scandalizzare e racconta senza filtri la violenza e la brutalità, ci mostra il terrore e ci fa vivere il disgusto. “La frivolezza del cristallo liquido” è una lettura forte e interessante, estremamente sincera e senza eroi.

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