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Dopo la guerra di Hervé Le Corre

Le Corre Hervé

Descrizione: Bordeaux, anni Cinquanta. Una città che ha ancora addosso le stimmate della Seconda guerra mondiale e in cui si aggira la figura spaventosa del commissario Darlac, uno sbirro corrotto che ha fatto i soldi durante l’Occupazione collaborando con i nazisti. Intanto già si profila un nuovo conflitto e i giovani vengono richiamati per partire per l’Algeria. Daniel sa che questa è la sorte che lo attende. Ha perduto i genitori nei campi di sterminio nazisti e, adottato da una coppia, lavora come apprendista meccanico. Un giorno uno sconosciuto si presenta in officina per riparare la moto. L’uomo non è a Bordeaux per caso. La sua presenza scatenerà un’onda d’urto mortale in città. Dopo la guerra è la storia di una vendetta e di molti segreti. I percorsi di due uomini misteriosamente uniti, guidati rispettivamente dall’odio e dall’amore, si sviluppano in una Bordeaux grigia, piovosa, sporca, apparentemente tranquilla, ma in realtà agitata da vecchi rancori e contrasti tra ex partigiani, ex collaborazionisti e malavita locale. A tutto fa da sfondo la tragica guerra d’Algeria. Celebrato come capolavoro del genere poliziesco, Dopo la guerra è in realtà un capolavoro in senso assoluto, in cui l’azione si alterna all’introspezione, il cinismo si scontra col rimorso e la brutalità opprime, ma non riesce a sconfiggere del tutto, l’amore. Premio Le Point del romanzo noir europeo nel 2014.

Categoria: Recensioni

Editore: E/O

Collana: Dal mondo

Anno: 2015

Traduttore: Alberto Bracci Testasecca

ISBN: 9788866326540

Recensito da Alessandra Allegretti

Le Vostre recensioni

La pubblicazione di Dopo la guerra di Hervé Le Corre (e/o) ha portato alla ribalta un talento finora poco apprezzato in Italia, ma amatissimo in Francia, dove è stato collegato giustamente alla malinconia struggente di Jean Claude Izzo. In realtà Le Corre ha uno stile personalissimo che si lascia scoprire pian piano e che è fatto di romanticismo, abilità psicologica e amore per la città di Bordeaux, dove l’autore è nato e tuttora vive.

La storia da considerare è quella dei libri di scuola, delle deportazioni della Guerra e del collaborazionismo impunito, ma a muovere i fili tra le pagine è soprattutto quella vissuta con gli occhi e il cuore dei personaggi. Il lettore li segue mentre partecipano in modo passivo o attivo a fatti terribili, spesso amorali, che nascondono sempre dei segreti che fanno sospendere il giudizio. Per entrare in sintonia con la narrazione non ci si deve concentrare sulla moralità delle azioni, ma sulla loro atrocità, che è resa magistralmente dall’autore come indice del coinvolgimento e delle motivazioni di chi le compie. L’effetto straniante raggiunge il suo massimo nella descrizione delle scene di guerra, dove si ha la sensazione fisica dei colpi, si immaginano gli sguardi silenziosi e la rassegnazione al male. Ma la caduta non è senza fine, perché sotto la facciata c’è un ricchissimo mondo interiore, fatto di passioni discutibili o emozioni da investigare per conoscersi e comprendere gli altri. Il crudele commissario Darlac è roso dentro e per questo si sfoga con le sue vittime, Daniel ha un amore da custodire e aspetta ancora l’abbraccio di suo padre, Jean desidera fare pace con se stesso e riconciliarsi con i suoi senza pensare alle conseguenze.

La lettura di “Dopo la guerra” è un percorso a ritroso, dove le vicende passate e presenti sono rielaborate dai sentimenti. Le pagine scorrono e cambia continuamente l’intreccio, muta l’opinione sui personaggi, si entra in sintonia con alcuni e si odiano altri. Fra macerie, inseguimenti, cadaveri e misteri emerge una verità inaspettata e semplice: l’amore, che è l’unica ragione per cui vale la pena di lottare.

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