Classici

La luna e i falò

Pavese Cesare

Descrizione: Pubblicato nell'aprile del 1950 e considerato dalla critica il libro più bello di Pavese, "La luna e i falò" è il suo ultimo romanzo. Il protagonista, Anguilla, all'indomani della Liberazione torna al suo paese delle Langhe dopo molti anni trascorsi in America e, in compagnia dell'amico Nuto, ripercorre i luoghi dell'infanzia e dell'adolescenza in un viaggio nel tempo alla ricerca di antiche e sofferte radici. Storia semplice e lirica insieme, "La luna e i falò" recupera i temi civili della guerra partigiana, la cospirazione antifascista, la lotta di liberazione, e li lega a problematiche private, l'amicizia, la sensualità, la morte, in un intreccio drammatico che conferma la totale inappartenenza dell'individuo rispetto al mondo.

Categoria: Classici

Editore: Einaudi

Collana: Super tascabili

Anno: 2005

ISBN: 9788806174194

Recensito da Fabrizio Comneno

Le Vostre recensioni

Nonostante l’esigua consistenza del volume, la lettura de La luna e i falò si presenta tutt’altro che semplice. Lo stile di Pavese è denso; la ricchezza delle figure retoriche, in particolare dell’anacoluto, obbligano spesso il lettore ad una rilettura più attenta del medesimo passo; i dialoghi tra i personaggi si alternano, spesso rapidamente, a momenti di riflessione intimistica. Lo stesso intreccio, caratterizzato dalla presenza di tre tempi narrativi differenti (il passato remoto, quello prossimo e il presente), è nuovamente un fattore che non interviene in aiuto del lettore. Pavese lo sapeva, così come lo stesso Einaudi (da sempre l’editore per eccellenza delle opere pavesiane): ecco perché il romanzo si presenta suddiviso in una miriade di capitoletti, di poche pagine ciascuno, che possano però orientare il lettore nella lettura. La trama stessa, pur non essendo di per sé complicata, acquista un notevole spessore, proprio grazie a quel sapiente rapporto tra fabula e intreccio, gestito in maniera a dir poco prodigiosa dall’autore. Il tempo del presente è quello che vede il protagonista Anguilla, un orfano ormai divenuto adulto, fare ritorno ai luoghi della campagna piemontese in cui era cresciuto. Il passato remoto consiste proprio nella rievocazione di questi luoghi, dei personaggi che li popolavano, e dei ricordi che l’io adulto conserva di sé bambino. Il passato prossimo, più recente, è invece quello del secondo conflitto mondiale, e delle ferite che esso ha lasciato negli uomini e nella terra che essi abitano. Il protagonista ha vissuto questi anni in America, ecco perché decide di lasciare all’amico di sempre, Nuto, il racconto di tali fatti, che si presenteranno in tutta la loro cruda e tragica realtà. Passato remoto, prossimo e presente si intersecano tra loro in maniera abilissima; Pavese trascina il lettore all’interno del suo mondo, facendogli assaporare con gusto odori, sapori e colori delle Langhe e portandolo nel contempo a riflettere su tematiche di portata universale. Il viaggio non è solo quello di Anguilla: il lettore stesso è chiamato a prender parte all’esperienza raccontata. Il tema della guerra è infatti solo un corollario, rispetto alla grande vicenda di un uomo, che il romanzo intende raccontarci. I luoghi citati trasudano storie: storie di case, di persone, di fatti accaduti in un tempo ormai inevitabilmente lontano. L’io adulto ricorda, ma fa ormai fatica a ritrovarsi. Il suo è lo sguardo di un uomo che ha conosciuto il mondo «al di là della strada che porta a Canelli» e, come tale, non può che presentarsi distaccato e disincantato. Se il ricordo è ancora possibile, la freddezza con cui viene raccontato, rende ormai visibile la distanza che intercorre tra esso e chi lo evoca. Tuttavia ciò non porta noi lettori a rimanere estranei alle vicende narrate: Pavese ci racconta il suo mondo, ed invita il lettore a prenderne parte. Lo stesso messaggio di speranza, che Pavese propone al termine del romanzo, attraverso il tentativo di Anguilla di offrire al giovane Cinto una prospettiva di vita migliore, assume una portata universale. Pavese non riuscì a farlo totalmente suo e si tolse la vita pochi mesi dopo la pubblicazione del romanzo stesso; noi lettori siamo invece chiamati ad accogliere tale invito alla felicità, in prospettiva di un futuro migliore.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Cesare

Pavese

Libri dallo stesso autore

Intervista a Pavese Cesare


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Una bella donna dalla condotta scandalosa approda sullo sgabello di un bar degli Champs-Élysées, con la testa confusa dall’alcol. Che cosa c’è dietro? Per lo meno una magistrale indagine nelle zone più remote e più torbide della psiche femminile.

BETTY

Simenon Georges

In una cittadina della provincia inglese, presso una famiglia bigotta che l'ha adottata, Jeanette vive la sua "diversità" che la spinge ad amare una coetanea senza alcuna malizia. Ma la gente si chiede: sfortunata vittima o creatura malvagia? Il primo romanzo della Winterson, al quale è stato assegnato il prestigioso premio letterario Whitebread Award.

NON CI SONO SOLO LE ARANCE

Winterson Jeanette

Un padre che rientra a casa dalla caserma in cui lavora, a Siracusa, e chiede alla moglie, impegnata a far quadrare i conti di casa cucinando piatti semplici: "Stasera cosa mangiamo, grilli?". E una ragazzina di tredici anni, alta, magra, con i capelli a caschetto, che fraintende lo scherzo e immagina un'invasione di insetti sulla tavola intorno alla quale siedono insieme a lei i fratelli Rosario, Beppe e Anna. Comincia così questo libro intimo, commovente, esilarante in cui Catena Fiorello racconta attraverso ricordi personali - legati ai sapori e ai profumi tipici della cucina siciliana e di una tradizione povera del gusto - la sua visione non soltanto dell'arte gastronomica, ma dei valori che si apprendono mangiando. Un libro per riscoprire l'incanto di stare insieme e di condividere il calore della tavola e della famiglia.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Fiorello Catena

Nel passato e nel presente di Paula Spencer c'è poca serenità da ricordare. Per lei non è certo stato facile crescere e diventare donna in una Dublino vivace e cordiale ma anche turbolenta e rissosa. Con le amiche ha condiviso i giochi dell'adolescenza, le prime infatuazioni come pure lo scontro con i comportamenti duri e maschilisti di compagni aggressivi. Poi, improvviso, l'eccitante incontro con Charlo. All'inizio è l'amore, l'aspettativa romantica; ma a poco a poco tutto cambia e s'innesca una spirale di violenza che arriverà sino alla brutalità. Una ferocia da subire in silenzio, che farà conoscere a Paula l'odio di cui è capace un uomo e la disperata volontà di rivalsa cui può arrivare una donna.

LA DONNA CHE SBATTEVA NELLE PORTE

Doyle Roddy