Romanzo storico

LA MANO DI FATIMA

Falcones Ildefonso

Descrizione: Nei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione. Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione. È il 1568. Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri. Il suo nome è Hernando. Nato da un vile atto di brutalità – la madre morisca fu stuprata da un prete cristiano –, il giovane dal sangue misto subisce il rifiuto della sua gente. La rivolta è la sua occasione di riscatto: grazie alla sua generosità e al coraggio, conquista la stima di compagni più o meno potenti. Ma c’è anche chi, mosso dall’invidia, trama contro di lui. E quando nell’inferno degli scontri conosce Fatima, una ragazzina dagli immensi occhi neri a mandorla che porta un neonato in braccio, deve fare di tutto per impedire al patrigno di sottrargliela. Inizia così la lunga storia d’amore tra Fatima ed Hernando, un amore ostacolato da mille traversie e scandito da un continuo perdersi e ritrovarsi. Ma con l’immagine della mamma bambina impressa nella memoria, Hernando continuerà a lottare per il proprio destino e quello del suo popolo. Anche quando si affaccerà nella sua vita la giovane cattolica Isabel...

Categoria: Romanzo storico

Editore: Longanesi

Collana: La Gaja scienza

Anno: 2009

ISBN:

Recensito da Diego Manzetti

Le Vostre recensioni

La “Mano di Fatima” è un amuleto a forma di palmo aperto, che in alcune culture si ritiene protegga dalle forze del male. La Fatima che dà il nome all’amuleto è una delle figlie del profeta Maometto, nonché figura storica di primaria importanza nella cultura islamica. L’amuleto, come d’altronde molte pratiche e credenze religiose non cristiane, furono bandite in Spagna dopo la fine della dominazione islamica. E’ proprio questo il periodo storico nel quale Falcones ambienta il romanzo. Più in particolare, ci troviamo nel lasso temporale che va dalla fine del XVI all’inizio del XVII secolo, un momento storico rilevante per la Spagna.

Dopo la conquista cristiana del territorio, chiamato dagli islamici Al-Andalus, i moriscos (gli uomini di religione islamica rimasti in Spagna dopo la conquista) furono costretti ad abbracciare la fede cattolica, rinnegando la propria. Questa imposizione, che ovviamente per molti fu solo di facciata, unitamente alla angherie che dovette subire, creò non poco malcontento tra la popolazione islamica, causando più di una rivolta, inclusa quella descritta in avvio di romanzo dall’autore, che ebbe luogo nel 1568 nella regione andalusa chiamata Alpujarras (divisa tra le province di Granada e di Almerìa).

Se un musulmano sta combattendo o si trova in territorio pagano, non è obbligato a mostrare un aspetto differente da quello di chi lo circonda. In simili circostanze, il musulmano può scegliere di assomigliare a loro o esservi costretto, a condizione che il suo atteggiamento implichi un’utilità religiosa, come predicare la propria fede, venire a conoscenza di segreti e trasmetterli ai musulmani, evitare un danno o qualsiasi altro scopo vantaggioso. (Ahmad ibn Taymiya 1263-1328, famosogiurista arabo)

Fu proprio nel corso di questa rivolta che Hernando, un giovane morisco dagli occhi azzurri (concepito in conseguenza di una violenza sessuale subita da una morisca da parte di un sacerdote cristiano), incontrò Fatima. Gli eventi li separarono e li riunirono, per poi separarli nuovamente, ma il loro amore duró per sempre.

 Era un ragazzo sui quattordici anni dai capelli castano scuro, ma con la pelle molto più chiara rispetto a quella olivastra dei suoi simili. I lineamenti ricordavano quelli degli altri moriscos dalle ciglia folte, ma sotto di esse spiccavano due grandi occhi azzurri.

Hernando (o Ibn-Amid, nome arabo che lo stesso aveva scelto), lungi dall’essere un uomo comune, aveva una visuale più ampia rispetto a coloro che lo circondavano, ma questo suo essere speciale non fu compreso (se non da pochi), sorte comune a gran parte delle persone “speciali”. Educato nella fede cristiana dal sacerdote del suo paese, Juviles, Hernando fu anche istruito nella religione islamica da Hamid (il Faqih della comunità locale). Quando tra le due religioni scoppió infine un conflitto, lui dovette scegliere da quale parte schierarsi e scelse la fede del suo popolo, con la speranza però che un giorno si potesse giungere ad una pacifica convivenza.  Ciò che lo accompagnò sempre, durante tutta la propria esistenza, fu proprio questo suo essere diviso tra i cristiani e i musulmani, ed associato ad entrambi, così che spesso fu dagli uni e dagli altri allontanato, generando un odio che mai riuscì a comprendere.

Ci sono molti criteri da utilizzare nella valutazione di un libro. Tra questi certamente la fluidità della trama, l’accuratezza della ricerca storica (fondamentale in un romanzo di questo genere) e la correttezza del linguaggio utilizzato (raramente un problema con determinati editori). Di criteri ve ne sarebbero sicuramente altri ma, sulla base di quelli elencati, non posso che dare un giudizio positivo al libro di Falcones che, oltre a saper coinvolgere il lettore in una storia (a tratti) avvincente, riesce in un’attenta e precisa ricostruzione di un periodo storico particolarmente affascinante, come d’altronde non meno affascinante è la regione nella quale è ambientato il romanzo. Probabilmente sono spesso incline ad un giudizio positivo per quei libri che inducono alla riflessione e arricchiscono il lettore, e ritengo che questo sia uno di quelli. Non fraintendetemi, non voglio attribuire a questo romanzo qualità che probabilmente l’autore stesso non ha cercato di dargli, ma tra i molti che lo leggeranno sono certo che taluni saranno d’accordo con me, o almeno questo è quello che ho percepito leggendo i commenti nella rete.

Venendo all’autore, non ho letto il suo precedente libro (ma sicuramente non mi perderò il prossimo), anche se i commenti sono decisamente positivi. Molti si lamentano della eccessiva lunghezza dei romanzi di Falcones, e specialmente di questo. Per quanto non possa negare che si tratti di un libro molto lungo, questo comunque non lo rende pesante o difficile da finire. In sintesi, è vero che si tratta si di un libro di 1000 pagine, ma certamente non lo si può definire noioso. Naturalmente il lettore che non ami il genere storico potrebbe non apprezzarlo… Tutti gli altri però non perdano l’occasione di leggere La Mano di Fatima, che mi sento senza dubbi di consigliare.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Ildefonso

Falcones

Libri dallo stesso autore

Intervista a Falcones Ildefonso


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Boscobasso, succulento borgo in provincia di Cremona, è in subbuglio. Non solo il liutaio Arcari è stato trovato morto in circostanze imbarazzanti, ma pare che la sua perfetta mogliettina si sia messa a intrallazzare col becchino, mentre l'ex sindaco è "fuggito" dalla sua tomba: è troppo persino per il maresciallo Bellomo e per i suoi due obbedienti sottoposti. Nel breve volgere di due giorni, mezzo paese viene preso dalla febbre dell'intrigo, che non risparmia nessuno: dalla segretaria comunale Gigliola, zelante in tutto tranne che nel lavoro, al ruvido macellaio milanista Primo Ruggeri, per non parlare della bella barista Elena, contesa tra due uomini e ben decisa a conquistarne un terzo. L'indagine si complica, finché il maresciallo perderà, se non la testa, perlomeno il cappello... Una commedia degli equivoci sul filo del giallo che mette in scena con gusto la provincia italiana, i suoi caratteri, la sua allegria e i suoi misteri, in un intreccio che coinvolge e trascina come una sarabanda.

Il cappello del maresciallo

Ghizzoni Marco

Può l’insegnante riappropriarsi del suo ruolo e nello stesso tempo parlare un linguaggio più vicino a quello degli studenti? E’ possibile sfruttare tutte le informazioni che sono già accessibili agli studenti tramite i diversi canali dell’era della comunicazione? E’ possibile tornare ad essere quelle figure di riferimento e orientamento fondamentali nella società civile in modo da essere la guida capace di insegnare ad apprendere da soli? E’ possibile fare in modo che i ragazzi si sentano più responsabili del loro apprendimento? Il flipped learning, l’approccio proposto in questo volume, consiste nell’invertire il luogo dove si segue la lezione (a casa propria anziché a scuola) con quello in cui si studia e si fanno i compiti (a scuola anziché a casa). In queste pagine gli autori presentano questa modalità didattica, dando ampio spazio al racconto di esperienze e buone prassi realizzate a livello nazionale e internazionale.

La classe capovolta

Maglioni Maurizio Biscaro Fabio

OLTRE L’ORIZZONTE

De Sanctis Antonello

Al largo di Fjällbacka, nella nassa di un pescatore a caccia di aragoste rimane impigliato il corpo senza vita di una bambina. Nei suoi polmoni ci sono tracce d'acqua dolce e sapone: qualcuno l'ha annegata in una vasca da bagno prima di gettarla in mare. Mentre Erica, mamma da poche settimane, è completamente assorbita da una neonata che tutto le offre fuorché le "gioie deliranti della maternità" che si aspettava, Patrik guida le indagini. Ma chi può aver voluto la morte della piccola Sara? Il paese è alla ricerca di un capro espiatorio, la gente bisbiglia, i conflitti nutriti negli anni si fanno più aspri: dentro le case dalle facciate perfette affiorano drammi famigliari che il tempo non ha saputo placare. Al terzo romanzo della sua serie pubblicata in trentadue paesi, Camilla Làckberg, con occhio attento agli esseri umani e alla loro psicologia, intreccia le colpe del passato agli effetti devastanti sul presente, tracciando il ritratto lacerante di una psiche femminile sfrenata, affascinante, e mostruosa.

LO SCALPELLINO

Läckberg Camilla