Narrativa

LA METÁ DI NIENTE

Dunne Catherine

Descrizione:

Categoria: Narrativa

Editore: Guanda

Collana: Narratori della Fenice

Anno: 1998

ISBN:

Recensito da Marika Piscitelli

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Un otto pieno…

La penna della Dunne, precisa e pulita, arricchisce una trama semplice e quasi banale. I flashback si alternano alle pagine di una vita reale descritta minuziosamente, ma senza mai tediare il lettore o rallentare la narrazione; i personaggi appaiono vivi, palpabili.

Non male per un romanzo d’esordio…
Ben, di punto in bianco, senza che Rose ne avesse percepita la benché minima avvisalia, le comunica freddamente la sua intenzione di lasciarla.

Non c’è spazio per il confronto: la decisione è presa, ed è irrevocabile.

Rose, dopo vent’anni di vita condivisa, si ritrova con tre figli da mantenere, una catastrofe emotva da affrontare e, per di più, gravi disagi economici.

In un primo momento, sembra inerme e spaesata, non riesce a reagire alla fine dei suoi sogni. Ma, quando la delusione prende il posto dell’incredulità, mostrandole la cruda realtà dei fatti e spazzando via le convenzioni socilai che l’avevano imprigionata, Rose impara a conoscere se stessa, e scopre la propria forza. Una forza che nasce dalla solitudine e dal senso di abbandono e la fa rispondere con con rinnovato coraggio agli eventi.

Si rimbocca le maniche e diventa finalmente “matura”, comprendendo, accettando ed affrontando la durezza di un destino che non sempre è giusto come lo vorremmo e lo avevamo immaginato.

La cosa bella da notare è che anche il suo linguaggio cambia, e la sua figura nel nostro immaginario perde le rotondità materne per indossare gli spigoli della rabbia.

Un unico grande neo, costato un punto: l’epilogo. E tutti vissero felici e contenti…

Ogni giorno ha la sua pena. Quanto basta per arrivare a sera

...

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Catherine

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Venezia 1604. Una gondola fende l’acqua nera come il petrolio. La lanterna dell’imbarcazione illumina fiocamente il volto pensieroso di Paul Pindar, mercante dell’onorevole Compagnia del Levante. L’uomo si trova ormai a Venezia da diversi mesi e consuma le sue notti e il suo denaro tra gioco d’azzardo e cortigiane. Ma niente riesce a fargli dimenticare Celia, la sua promessa sposa, rapita dai turchi per la sua pelle di luna e i biondi capelli. La sua bellezza l’ha resa una delle favorite del sultano. Ma ora il suo destino è sconosciuto. Nessuno sa se sia ancora rinchiusa tra i cancelli dorati dell’harem di Costantinopoli, un mondo proibito e impenetrabile, o se sia scomparsa per sempre. Eppure, proprio quando Paul ha quasi perso la speranza di rincontrarla, ecco che fra le calli veneziane inizia a serpeggiare una voce sempre più insistente. Si dice che in città sia nascosta una misteriosa pietra, “L’Azzurro” del sultano, un diamante blu dal valore inestimabile appartenuto al sovrano di Costantinopoli. Pindar non ha dubbi: deve impossessarsene a tutti i costi. E’ convinto che il gioiello lo ricondurrà in qualche modo a celia. Ma la strada è irta di pericoli. Perché molti altri sono disposti a uccidere pur di averlo. L’unica in grado di aiutarlo è Annetta, una monaca che si trovain un convento di clausura nella laguna veneziana. Il suo è un passato oscuro, indissolubilmente legato al’harem. Pindar deve incontrarla e parlarle, almeno una volta. Niente è come sembra tra gli intricati corridoi del convento e dietro le grate delle celle monacali, che nascondono pericoli, rame silenziose e lotte di potere. E mentre l’ossessione del mercante per il misterioso diamante aumenta sempre più, diventa chiaro che ci sono altre forze segrete in gioco. Il diamante è reale o si tratta solo di un tranello per trascinarlo verso la rovina?

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