Narrativa

La misura del tempo

Gianrico Carofiglio

Descrizione: Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt'altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario - distillato purissimo della vicenda umana - e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero Big

Anno: 2019

ISBN: 9788806218140

Recensito da Alessandra Allegretti

Le Vostre recensioni

Il romanzo La misura del tempo di Gianrico Carofiglio è una grande conferma della bravura stilistica e narrativa dell’autore, giustamente candidato al Premio Strega 2020. L’intreccio si muove nel mondo giudiziario, ma affonda nel tempo, come indicato nel titolo. Il tempo è qualcosa che scandisce le nostre vite e proprio lungo una linea cronologica che unisce passato e presente si svolge la trama. Allo studio dell’avvocato Guerrieri stavolta si presenta una sua vecchia fiamma, Lorenza, che chiede un aiuto per salvare il figlio Iacopo Cardace. Accusato di omicidio e difeso dal celebre Costamagna ormai malato e stanco, è stato condannato e si trova in carcere. L’impresa si rivela ardua da subito, perché tutti gli indizi sembrano condannare l’imputato, ma l’avvocato tenta lo stesso di difenderlo in appello e si rende conto che questa scelta ha delle implicazioni estranee al processo, lo riguardano nel profondo. Lo fa in nome del vecchio amore, ma soprattutto perché quando la verità non è certa e sicura, allora bisogna avere il coraggio di accettare il dubbio. Deve andare fino in fondo per il ragazzo e in generale per se stesso, tanto che man mano si affeziona all’imputato, lo sente più vicino, ne condivide i soprusi della superficialità, del caso che ha fatto ammalare chi lo difendeva e del tempo che può scagionarlo o condannarlo.

Il piano narrativo si intreccia con quello giudiziario ed è proprio il racconto a venire in aiuto nella difesa: mettere insieme e raccontare i fatti evidenzia la possibilità di trovare mille varianti o almeno un’altra versione rispetto a quella che ha portato alla condanna. E se anche una è preferibile all’altra, perché rincuora e rassicura, bisogna accettare il dubbio che la ragione non può eliminare. La penna dello scrittore narra magistralmente queste incertezze che in fondo sono nascoste solo dalle nostre paure e dalla voglia di imprigionare il cattivo, mettere a tacere ciò che ci spaventa. Preferiamo stare tranquilli, piuttosto che scavare nel fondo della realtà e di tutto ciò che ci offre.

Il problema che dovete porvi è però se esistano più storie plausibili, capaci di inglobare in modo coerente, non contraddittorio, esaustivo, tutti gli indizi proposti dall’istruttoria. Perché se esistono più storie plausibili, non meramente congetturali, bisogna accettare il fatto che il quadro probatorio non è univoco, che non vi è certezza processuale e che bisogna pronunciare una sentenza di assoluzione.”

E fuori dall’aula? Questo richiamo alla lucidità vale per tutti e qui entra in gioco il tempo e come lo misuriamo, appunto: mentre passa ci intontisce perché mostra sempre meno possibilità, ma finché ne esistono bisogna avere il coraggio di percorrerle, perché questa sicurezza apparente non è nient’altro che un’anestesia che riduce il dolore ma “sbiadisce i colori“.

Il finale non è scontato, un romanzo piacevole, bello, da leggere e da gustare anche solo per come è scritto.

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