Racconti

La morte in banca

Pontiggia Giuseppe

Descrizione: Protagonista di questo romanzo breve - che segnò l'esordio di Pontiggia nel segno di una grande maturità stilistica - è un giovane poco più che adolescente, costretto dalla situazione economica a entrare in un universo che gli è alieno - il mondo spersonalizzato e frustrante dell'impiego in banca. Inizialmente egli spera di poter conciliare il lavoro quotidiano con le sue aspirazioni segrete ma, quando il progetto si rivela irrealizzabile, sprofonda nel grigiore della sua condizione, facendo di essa il proprio unico, esclusivo orizzonte. Al lungo racconto che dà il titolo al volume seguono sedici storie: immagini realistiche e grottesche dei nostri vizi quotidiani, realizzate con ironia e distacco sostenuti da una grande tensione drammatica.

Categoria: Racconti

Editore: Mondadori

Collana: Oscar Moderni

Anno: 2020

ISBN: 9788804730330

Recensito da Elpis Bruno

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La morte in banca di Giuseppe Pontiggia è quella che rischia d’incontrare Carabba, giovanissimo studente che – per necessità – varca le soglie dell’istituto di credito rinnegando la propria passione per le lettere.

Il primo approccio con il lavoro alienante (“Già timbrato? Già iniziato il lavoro di concetto?”) provoca un misto di rassicurazione e frustrazione (“Ė inutile che ti fai illusioni, sei un travet come noi”).

Cosa opporre all’anonimato di un destino professionale grigio e scialbo (“L’idea della doppia vita lo conquistò subito”) in un percorso prestabilito (“Il primo giorno m’hanno messo a timbrare, al Portafoglio Incasso, poi mi hanno spostato alle addizionatrici”) e tetro per ambientazione (“Passava allo Sconto. Il suo capo glielo descrisse come una cantina, una cripta”)?

Con stile asciutto ed essenziale vengono descritti sia il tessuto umano e sociale della banca (“Ogni sera bisognava indicare, sul mastro della statistica, quante pratiche si erano completate e il numero di cambiali… queste schermaglie perdevano di vista il loro scopo – la semestrale nota informativa del capufficio – per ridursi a ripicchi e gesti di rivalità, a malignità e dispetti”), sia le contromisure che Carabba adotta (“Svanita così gradualmente, stranamente, l’idea dell’università di lettere, Carabba si orientò verso quella di lingue: abbinava, in fondo, gli studi letterari con l’utilità pratica”).

Per contrasto, la dilacerazione psicologica (“Questo contrasto tra due vite incompatibili l’aveva eccitato, l’aveva convinto che la sua ‘vera’ vita era al di fuori della banca e che lui, in banca, in sostanza non viveva…”) si consuma tra le tonalità opache e pacate nelle quali si annacqua una delle tragedie più diffuse della società del boom industriale.

Bruno Elpis

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