Giallo - thriller - noir

LA NOTTE DELL’ERBA CREMISI

Bussini Mario

Descrizione: «Se siete pronti partiamo, vi avverto però che le cose si faranno complicate». L'avvertimento di Wes, consulente di polizia chiamato a indagare su un caso di bambini scomparsi, è più che mai fondato, visto che ci si trova da subito immersi in una storia in cui niente è come sembra e il male si confonde col bene, in un crescendo vorticoso di colpi di scena inquietanti ed enigmi che implorano una soluzione. Le sue capacità investigative e l'aiuto di forze invisibili che lo accompagnano fin dalla sua infanzia aiuteranno Wes a sciogliere il tremendo intrico di delitti e minacciose presenze.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Casini

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788879051903

Recensito da Stefania De Paolis

Le Vostre recensioni

Ricorda  abbastanza da vicino alcune famose serie tv americane, questo romanzo che potrebbe essere classificato, pur non piacendomi molto le etichette, come “paranormal thriller”.

Gli ingredienti ci sono tutti: il caso terribile e inspiegabile di bambini rapiti e uccisi, la squadra di polizia che indaga, il protagonista medium pluritatuato, affascinante ed enigmatico che collabora alle indagini con “l’aiuto di forze occulte”, e una serie di colpi di scena.

I primi capitoli, devo essere sincera, sono davvero difficili da “mandare giù” per la crudeltà degli episodi narrati, l’efferatezza dei delitti, l’intensità delle immagini. Ma poi il testo procede con più facilità, con uno stile scorrevole e un ritmo veloce.

La storia senza dubbio coinvolge e turba profondamente, ma non “regge” per l’intero romanzo: a tratti perde mordente, per poi riacquistarlo e ancora perderlo, soprattutto nelle rivelazioni finali, un po’ frettolose, salvo poi riscattarsi nel sorprendente epilogo.

Insomma, un discreto romanzo d’esordio nella narrativa di genere che si legge tutto d’un fiato.

 

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Mario

Bussini

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Intervista a Bussini Mario

"Il mare Mediterraneo si sta riempiendo di morti. Barche inadeguate e stipate all'inverosimile navigano a vista, provando a raggiungere le nostre coste. Alcune ci riescono, altre vengono riacciuffate e riportate indietro, in Libia. Altre ancora, moltissime, affondano. Ho deciso di andare a vedere. Angosciata dall'irrazionalità e dalla ferocia che spinge ministri e politici a considerare i morti un buon esempio, un deterrente per gli altri migranti pronti a partire, mi sono imbarcata con chi invece vuole salvarli. 'Venne alla spiaggia un assassino' è il racconto del tempo trascorso sulle barche delle famigerate ONG, trasformate in pochi mesi da alleate della guardia costiera italiana in colpevoli di ogni nefandezza. Donne e uomini che dedicano la propria vita al soccorso in mare e meriterebbero il Nobel per la pace e invece vengono insultati. Ma è anche una specie di romanzo d'avventura, la cui protagonista è convinta di fare la cosa sbagliata per lei, ma decisa a farla fino in fondo. Ci sono libri che si raccontano al ritorno, dopo essersi allontanati molto da se stessi, facendo i conti con un po' di nostalgia, i ricordi e molta incredulità: abbiamo ceduto la nostra misericordia, la pietà, in cambio di niente. Stiamo facendo una terribile confusione tra colpevoli e innocenti. A volte è difficile capire da che parte stare, altre è facilissimo." (L'autrice)

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Il sangue dei padri

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«L'amore, mia cara, è un sentimento di lusso!»: questo cerca di spiegare una madre che ha molto vissuto (e che dalla vita ha imparato una grande lezione: «Dare pochissimo e pretendere ancora meno») alla figlia innamorata e infelice. Ma lei, Denise, non lo capisce: quando suo marito glielo ha presentato sulla spiaggia di Hendaye, Yves le è apparso come un giovanotto elegante, raffinato, di bell'aspetto; e poiché alloggiava nel suo stesso albergo, ha creduto che fosse ricco quanto l'uomo che ha sposato, e a cui la lega un affetto tiepido e un po' annoiato. Poi il marito è stato richiamato a Londra da affari urgenti, e quelle giornate di settembre «piene e dorate» sono state come un sogno: la scoperta della reciproca attrazione, le passeggiate, le notti d'amore. Il ritorno a Parigi ha significato anche un brusco ritorno alla realtà: no, Yves non è ricco, tornato dal fronte si è reso conto di aver perduto tutto, ed è stato costretto (lui, cresciuto in un mondo in cui «c'erano ancora persone che potevano permettersi di non fare niente») a trovare un impiego che lo avvilisce e lo mortifica. In questa cronaca di un amore sghembo, in cui si fronteggiano due inconsapevoli egoismi, la giovanissima Irène Némirovsky sfodera già il suo sguardo acuminato e una perfetta padronanza della tecnica narrativa.

Il malinteso

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