Narrativa

La passeggera

Frascati Daniela

Descrizione: 1914. Il transatlantico Il Paradiso naviga verso il nuovo mondo. A bordo, tra i passeggeri di ogni rango sociale, stipata nella terza classe, spicca Aquilina per gli strani poteri di cui sembra essere dotata. Ma non è lei l'unico pensiero dell'integerrimo capitano Zocalo. Sul piroscafo, infatti, scoppia una improvvisa epidemia dalle cause sconosciute persino al medico di bordo, Nerio Ferrer. Inoltre, viene denunciata la scomparsa di un uomo che, dal racconto del suo accompagnatore, aveva fatto espressa richiesta di cenare al tavolo di Marie Verdier, una francese che viaggia in seconda classe con il marito. L'incontro tra il capitano e la francese si rivela potente almeno quanto la tempesta nella cui balìa cade la nave. Nessuno forse aveva colto il presagio di una traversata difficile in quei gabbiani agonizzanti schiantatisi sul ponte della nave durante il passaggio nello stretto di Gibilterra. Quando una cameriera mostrerà al capitano le piume nere disseminate nella cabina di Aquilina, il legame tra i suoi misteriosi poteri e quei fenomeni assumerà contorni inaspettati.

Categoria: Narrativa

Editore: Scrittura & Scritture

Collana: Voci

Anno: 2015

ISBN: 9788889682814

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Da oggi, 20 novembre 2015, è disponibile La passeggera (edizioni “Scrittura&Scritture”): fresca di stampa, quest’opera di  Daniela Frascati propone molti spunti che risvegliano le nostre inquietudini già messe a dura prova dagli eventi di questi giorni. Perché, attraverso l’allegoria del microcosmo della nave, “La passeggera” proietta l’immagine di una realtà sempre in balia tanto delle smanie del potere (il capitano Ippolito Zocalo è “Un uomo ossessionato dal caos, vissuto nel terrore di perdere il controllo di sé e degli altri”), quanto dell’impeto dell’oceano, nel mistero delle forze invisibili che spesso legano gli uomini secondo trame parallele (“Il presentimento di una dimensione misteriosa”).

Il Paradiso è il nome del transatlantico che salpa alla volta dell’America alla vigilia del primo conflitto mondiale (“Era il 12 luglio 1914. Solo sedici giorni più tardi l’Europa sarebbe entrata in guerra”). Tra i passeggeri spicca una bambina più imparentata con gli uccelli che con gli umani (“Le ferite sono due, una per lato”), una creatura dal passato oscuro (“La bambina si chiamava Aquilina, avrà avuto sì e no sei anni e non era di nessuno”) e controverso (“Cos’è accaduto quattro anni fa? Cos’è la storia della clandestina e della bambina trovata morta?”), dal presente emarginato (“Eppure era il loro zimbello”) e anomalo (“Ombre che si affannano attorno ad Aquilina, le bisbigliano all’orecchio”), dal futuro quanto mai minaccioso (“Mai tanti accadimenti inspiegabili erano avvenuti prima su Il Paradiso”).
Come spesso avviene, “il diverso” – e Aquilina è vistosamente diversa, per via dei poteri occulti che sembra possedere – viene ritenuto causa di disgrazie annunciate da oscuri presagi (“Decine e decine di gabbiani agonizzanti. Si schiantarono sulle assi del ponte in uno sfracello di carni e di piume”): perché sul “diverso” si abbattono gli strali che, fin dalla navigazione attraverso le colonne d’Ercole (“I fulmini cadevano da ogni parte… il mare era tutto un bagliore quasi si fossero spalancate le porte dell’inferno”), fulminano la traversata indirizzandola verso un epilogo scellerato (“Soltanto un pazzo poteva pensare di mettere in mare le barche con quell’uragano”).
Come spesso facciamo, affidiamo alla narrazione di Daniela Frascati il sommario dei fatti luttuosi che colpiscono la nave trasversalmente attraverso la terza, passando per la seconda, su fino alla prima classe:
“Ora tutto si disfaceva e ai morti per l’epidemia si erano aggiunti gli altri. La morte violenta di Acone, il presunto suicidio di Novilia. A quei misteri si sommava la scomparsa del capitano e della Verdier”.

La storia scorre avvincente, ma il lettore ha sempre la sensazione che sotto la crosta noir del romanzo si nasconda un sottofondo che inevitabilmente porta la mente a fatti della cronaca – il Titanic, la Costa Concordia, i barconi della disperazione – o della storia (su tutto: il volo dell’aquila, simbolo del nazismo, nel potente finale dell’opera): in questo senso depongono alcuni ragionamenti sul potere (“Cheli si sentiva colpevole. La sua sottomissione codarda e la vigliaccheria degli altri ufficiali li rendevano complici. Si chiedeva quale fascinazione perversa riuscisse a esercitare il potere anche quando era solo l’arbitrio di un folle”), considerazioni sulla vita (“La vita è disordine e ardore, bellezza e corruzione, continuava la Verdier”) e affermazioni sul senso delle cose (“Esiste un luogo nascosto dove siamo felici e appagati, un mondo parallelo che ci vive dentro”).

L’atmosfera fosca dipinta dall’autrice sembra riecheggiare ora la Peste di Camus (“Su questa nave viaggiano due morbi, uno uccide il corpo, l’altro la ragione”), ora Il corvo di Poe, e la sensazione predominante – quando nel turbamento si chiude il libro – è quella di aver letto due romanzi: l’apparente noir della superficie, la tragedia sottostante…

Bruno Elpis

Segnaliamo che oggi venerdì 20/11/2015, alle ore 17.30 il romanzo “La passeggera” verrà presentato dall’autrice a Roma, presso la Libreria Mondadori in via Piave 18.

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