Giallo - thriller - noir

La perfezione

Montanari Raul

Descrizione: «Lui non aveva paura della morte, non aveva paura di niente.» Lui è Willy l’Olandese, un vecchio killer implacabile. Un gigante silenzioso e in apparenza indifferente a tutto come un dio nordico. Quando arriva nella valle presso il grande lago del Norditalia che ogni anno è la sua meta estiva, in una pensione dove fa da cameriera la bella Adriana, non sa di avere appuntamento con il destino. Il telefono ha squillato in una casa a pochi chilometri da lì e un altro killer, un trentenne sfigurato al volto da un remoto incidente d’auto, ha ricevuto l’incarico di ucciderlo. Tutta la storia si svolge nell’arco di 24 ore, ma la tensione monta capitolo dopo capitolo nell’attesa del momento fatale: lo scontro fra due killer professionisti, due terribili macchine di morte. E tra loro l’inquietudine di Adriana, che senza saperlo ne deciderà le sorti. Tutt’intorno uno scenario affascinante: un piccolo paese rivierasco, le acque buie del grande lago, e una valle profonda, percorsa da un torrente gelido. Un paesaggio che sta per essere contaminato dall’approssimarsi del Male. Con rara potenza, Montanari ci restituisce il clima feroce e geometrico di Durrenmatt e del grande noir americano immergendoli nel contesto della provincia italiana, fino a creare un contrasto sorprendente e irresistibile.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Baldini + Castoldi

Collana: Romanzi e racconti

Anno: 2019

ISBN: 9788893881951

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

La perfezione di Raul Montanari

Cento flessioni… Novantanove. E cento!”
La perfezione dei numeri nello sforzo fisico.

Il suo corpo che non era più il suo, la sua faccia che non gli apparteneva più. E adesso – così come l’aveva vista riflessa prima negli occhi spaventati degli altri, poi nello specchio che alla fine avevano dovuto dargli – adesso ne scorgeva un’altra, il muso di un animale.”
La perfezione del destino. La perfezione sinistra dello sfregiato.

C’era il vento, e il lago agitato stendeva davanti a lui la sua massa azzurroverdastra, ostile, ora, rigata di bianca spuma.”
La perfezione del lago.

Le montagne che si ergevano brusche e scoscese dalle acque davano l’idea di quanto ripide dovessero essere le sponde, che dopo soli pochi metri si inabissavano a profondità insondate.”
La perfezione del paesaggio prealpino.

La giornata era gelida e magnifica, senza una nube, il cielo di un azzurro duro e metallico.”
La perfezione atmosferica.

Una cavernicola, ecco cos’era. O piuttosto… una donna di carta, forse un fumetto.”
La perfezione non canonica di Adriana.

La bellezza non sempre poteva imporre la propria forza ai fantasmi e ai feticci del puro desiderio.”
La perfezione della bellezza.

Lui non aveva paura della morte, non aveva paura di niente.”
La perfezione possente dell’Olandese.

Coincidenza incredibile e in qualche modo funerea, che il paese dove l’uomo quasi sicuramente sarebbe andato a trascorrere il mese di agosto fosse così vicino al suo, e al luogo dell’incidente.”
La perfezione delle coincidenze.

Mi bastava sentire le urla… In quel momento lui era la perfezione… Certo, la perfezione fa paura.”
La perfezione della crudeltà.

La perfezione di Raul Montanari – nel venticinquesimo anniversario dalla prima edizione – è da rileggere per noi che, a suo tempo, l’abbiamo gustata. Ed è una ghiotta occasione per chi – per età o per altra circostanza – ne sia ancora digiuno…

Bruno Elpis

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Le tre minestre che danno il titolo a questo libro rappresentano in realtà tre ministre, come Vitali ribattezza segretamente le zie che hanno accompagnato la sua infanzia: Cristina, ministro degli Interni, è preposta alle faccende domestiche e alla cucina; Colomba, ministro dell'Agricoltura, si occupa dell'orto e delle attività agricole di famiglia; Paola infine, ministro degli Esteri, è impegnata professionalmente fuori casa e cura le relazioni con vicini e parenti. Le zie circondano il ragazzino di un affetto "rustico ma profumato", dettato dal buon senso ma ancora pregno di superstizioni, retaggio di una cultura popolare di altri tempi. Siamo infatti in un'Italia di provincia, negli anni Sessanta, dove ancora si parla il dialetto e "la saggezza si esprime in assiomi che non ammettono repliche". Dal racconto autobiografico di Andrea Vitali emerge uno spaccato di vita vissuta e di costume di grande suggestione, delicatamente nostalgico e al contempo ironico. Un autentico tuffo nel passato al quale contribuisce anche il ricettario della tradizione locale che affonda le radici nel territorio, tra le sponde del lago di Como e le valli retrostanti.

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