Giallo - thriller - noir

La pesca dello spada

Tornaghi Eugenio

Descrizione: In una Milano annichilita dalla crisi, il commissario Libero Cattaneo indaga sull'omicidio di due banchieri, per scoprire che i problemi dell'Italia hanno origini lontane. Un romanzo giallo originale e coinvolgente, che guida il lettore nella comprensione dei meccanismi di banche e finanza.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Novecento Editore

Collana: Calibro 9

Anno: 2015

ISBN: 9788899316174

Recensito da Donatella Perullo

Le Vostre recensioni

Nella Milano oppressa dalla crisi economica, il sospetto suicidio di un banchiere si rivela essere un omicidio. Tutto si complica quando, a distanza di pochi giorni, un secondo delitto stravolge l’ambiente della finanza meneghina. Il Magistrato Lidia Frattini decide che a indagare sui due crimini sia il commissario Libero Cattaneo. Paladino della verità, poliziotto integerrimo e poco avvezzo ai giochi di potere, Cattaneo non si farà scrupolo di investigare a fondo anche a costo di contrariare grossi nomi della politica e della finanza.

La pista che vede tra i principali indagati un giovane terrorista non convince l’arguto Cattaneo che prevaricherà la volontà di chi vuole imporre la chiusura del caso e non si fermerà fino a quando non avrà individuato il responsabile degli omicidi. La dottoressa Frattini lo sosterrà fino in fondo e si addentrerà con lui oltre la soglia dell’intricato e oscuro mondo del denaro. Un mondo fatto di calcoli e interessi che spesso prevaricano le esigenze del più debole. La strada che Cattaneo si troverà a percorrere sarà tortuosa e ricca di falsi indizi, ma ciò non impedirà al testardo commissario di portare alla luce la scomoda verità.

La pesca dello spada è un romanzo ben costruito, dal ritmo incalzante e ricco di suspense. La competenza di Eugenio Tornaghi sul mondo dell’alta finanza lo aiuta a ricostruire con fedeltà l’ambiente nel quale si muovono i protagonisti e più volte anche a rivelarne al lettore i meccanismi oscuri. La sua penna sapiente e diretta non appesantisce il racconto e lo rende godibile e avvincente. Con La pesca dello spada dunque, Eugenio Tornaghi mette in gioco non solo la sua abilità di autore, ma anche l’esperienza professionale acquisita in anni di carriera lavorativa. Lo fa regalandoci un giallo dalle tinte forti, tagliente e complesso, ma al contempo scorrevole e appassionante.

Classe 1967, Eugenio Tornaghi lavora presso uno dei maggiori gruppi bancari europei, dove ricopre la carica di Senior Vice Presidente. Esordisce nel 2004 come autore di favole per bambini. Nel 2007 pubblica con Todaro Editore il suo primo giallo, Una spiegazione logica. Nel 2009, sempre con Todaro, pubblica Il debito dell’ingegnere che, nel 2010, ha vinto il prestigioso premio Nebbia Gialla.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Eugenio

Tornaghi

Libri dallo stesso autore

Intervista a Tornaghi Eugenio


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Chi di noi non ha mai desiderato di scappare via? Da noi stesse, dai nostri impegni, dai mille piccoli fallimenti che quotidianamente rosicchiano la nostra autostima? Bernadette l'ha fatto davvero. Ha piantato in asso consorte e figlia (mostruosamente precoce) ed è andata a nascondersi là dove nessuno penserà mai di cercarla. Solo l'assistente personale, sua vera e propria alter ego digitale, efficientissima e sempre pronta a condonare ogni sua debolezza, sa dove si trovi. Ma la figlia Bee, raccogliendo indizi dove può, ricompone pezzo dopo pezzo il folle puzzle della vita di Bernadette, donna ordinaria e insieme straordinaria, aspirante eremita e nevrotica persa, pozzo senza fondo di ironia, misantropia, e altre imprevedibili risorse. Fino a indovinare la destinazione di Bernadette e a ricostruire le motivazioni della fuga.

Dove vai Bernadette?

Semple Maria

Si può sparire nel nulla a undici anni? Si può far pagare a un bambino per le colpe degli adulti? No che non si può, pensa il commissario Sergio Striggio al suo primo incarico a Bolzano. Ha chiesto lui di essere mandato in una sede abbastanza lontana da Bologna – ma non troppo, perché nella sua città natale vive ancora l’anziano padre, da poco rimasto vedovo per la seconda volta. Per i due uomini è giunto il momento di riaprire un contenzioso antico: Pietro, che è stato a sua volta poliziotto, non perdona al figlio di averlo voluto imitare. Aveva per lui una prospettiva diversa, e ora tra loro si è insinuato il peso di tutte le cose che non sono mai riusciti a dirsi veramente. La ricerca del bambino scomparso per il commissario Striggio è qualcosa di più che lavoro: diventerà ben presto un viaggio dentro se stesso, in cui fare i conti con la sua identità. Perché al centro di ogni indagine c’è un punto oscuro, e nell’animo di ogni indagatore un luogo inesplorato.

Del dirsi addio

Fois Marcello

Da Jose Arcadio ad Aureliano Babilonia, dalla scoperta del ghiaccio alle pergamene dello zingaro Melquìades finalmente decifrate: Cent'anni di solitudine di una grande famiglia i cui componenti vengono al mondo, si accoppiano e muoiono per inseguire un destino ineluttabile, in attesa della nascita di un figlio con la coda di porco. Pubblicato nel 1967, scritto in diciotto mesi, ma "meditato" per più di tre lustri, Cent'anni di solitudine rimane un capolavoro insuperato e insuperabile, che nel 1982 valse al suo autore I'assegnazione del premio Nobel. Un libro tumultuoso con i toni della favola, sorretto da una tensione narrativa fondata su un portentoso linguaggio e su un'invidiabile fantasia. Garcia Marquez ha saputo rifondare la realtà e creare Macondo, il paradigma della solitudine, una situazione mentale e un destino più che un villaggio. Lo ha costretto a crescere avvinghiato alla famiglia Buendia. Lo ha trasformato in una città degli specchi e lo ha fatto spianare dal vento. In questo universo di solitudini incrociate, impenetrabili ed eterne, galleggia una moltitudine di eroi predestinati alla sconfitta, cui fanno da contraltare la solidità e la sensatezza dei personaggi femminili. Su tutti domina la figura del colonnello Aureliano Buendia, il primo uomo nato a Macondo, colui che promosse trentadue insurrezioni senza riuscire in nessuna, che ebbe diciassette figli maschi e glieli uccisero tutti, che sfuggì a quattordici attentati, a settantatre imboscate e a un plotone di esecuzione per finire i suoi giorni chiuso in un laboratorio a fabbricare pesciolini d'oro.

Cent’anni di solitudine

Márquez Gabriel García

Una nuova primavera si affaccia, e tenta uomini e donne con i suoi profumi, ma anche il male è nell'aria. Manca una settimana a Pasqua nella Napoli del 1932. Al Paradiso, esclusiva casa di tolleranza nella centralissima via Chiaia, Vipera, la prostituta piú famosa, è ritrovata morta, soffocata con un cuscino. L'ultimo cliente sostiene di averla lasciata ancora viva, il successivo di averla trovata già morta. Chi l'ha uccisa, e perché? Ricciardi deve districarsi in un groviglio di sentimenti e motivazioni. Avidità, frustrazione, invidia, bigottismo. Amore. La scoperta di passioni insospettabili si accompagna alla rivelazione di una città molto diversa da come appare. Sotto i nostri occhi prendono forma, vivissimi e veri, illuminati da dettagli sorprendenti, sorretti da una genuina vocazione narrativa, i mercati, i vicoli, le strade, i mestieri, la rete rigogliosa dei commerci vecchi e nuovi, accanto alla vigliaccheria e al coraggio, alle violenze arroganti di chi pensa già di essere impunito per sempre perché indossa una camicia nera. Tanto che uno dei compagni di Ricciardi, il dottor Modo, vecchio estimatore di Vipera, finisce per cacciarsi in un guaio molto serio... E il romanzo, come non mai, sembra costruirsi da solo, incantevole e potente, sotto le mani abili di chi sa dosare e mescolare gli ingredienti piú diversi, come accade nelle vere ricette del periodo pasquale di cui è insaporita la storia.

Vipera

De Giovanni Maurizio