Narrativa

La ragazza con la macchina da scrivere

Icardi Desy

Descrizione: Sin da ragazza Dalia ha lavorato come dattilografa, attraversando il ventesimo secolo sempre accompagnata dalla sua macchina da scrivere portatile, una Olivetti mp1 rossa. La macchina da scrivere ha percorso con Dalia gli anni dell’ascesa fascista, il secondo conflitto mondiale, il dopoguerra, il boom economico, sino a giungere agli anni Novanta, quando le macchine da scrivere stanno cadendo in disuso a causa dell’avvento dei personal computer, e l’ormai anziana dattilografa viene colpita da un ictus che, pur non rivelandosi letale, offusca parte della sua memoria. I ricordi di Dalia non si sono tuttavia dissolti, essi sopravvivono nella memoria tattile dei suoi polpastrelli, dai quali possono essere liberati soltanto grazie al contatto con i tasti della sua Olivetti rossa. Attraverso la macchina da scrivere, Dalia ripercorre la propria esistenza: gli amori, i lutti e i mille espedienti attuati per sopravvivere, procedendo sempre a testa alta con dignità e buonumore. Un unico ricordo, tuttavia, legato al suo grande amore, le sfugge, ma Dalia è decisa a ritrovarlo grazie agli indizi che qualcuno, o forse qualcosa, ha disseminato lungo il suo percorso.

Categoria: Narrativa

Editore: Fazi

Collana: Le strade

Anno: 2020

ISBN: 9788893256773

Recensito da Ornella Donna

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La ragazza con la macchina da scrivere

Desy Icardi, dopo aver avuto un notevole successo con L’annusatrice di libri, torna in libreria insieme a La ragazza con la macchina da scrivere. Un libro che affonda nel tempo con la descrizione di una professione che è andata perdendosi, superata dalla tecnologia, alla quale tuttavia si guarda con nostalgia. La ragazza di cui si parla nel titolo è Dalia, che “non è mai stata una donna di grande bellezza, ma ha saputo trarre il meglio dai suoi lineamenti ordinari e dal corpicino di scricciolo.”

La giovane, pur provenendo da una famiglia benestante, ma caduta in disgrazia, è costretta a lavorare ed esercitare un mestiere, particolarmente femminile per i tempi: la dattilografa. Un lavoro per il quale “la macchina da scrivere è come un pianoforte. Se smetti di usarla le dita perderanno la loro agilità.”

Dunque lei, armata della sua Olivetti MP1, si muove agile e veloce nello scrivere, ma è combattuta nel vivere quotidiano, perché si trova in una condizione particolare: “Una ragazza che, come le commesse di merceria, aveva bisogno di lavorare per guadagnarsi da vivere, ma che doveva esibire il contegno elegante e un po’ altezzoso di una giovane ereditiera, che tratta tutti con benevola cortesia, ma senza dare troppa confidenza alle creature di rango inferiore”.

Da anziana, Dalia è titolare di un negozio di antiquariato alquanto particolare il cui nome è tutto un programma, “La venditrice di ricordi”, e ha subito quello che lei stessa chiama “un piccolo incidente”: un ictus che la debilita anche nella mente, ove c’è “la te stessa di prima che cerca di inviarti dei messaggi, di aiutarti a ricordare”.

La lettura consigliata ha un fascino retrò, si gusta e si apprezza con intensità. La vicenda emoziona, è ricca di sentimento senza mai scadere nel patetico, è scritta con prosa semplice e scorrevole, tuttavia sempre precisa e corretta. La storia è ambientata tra Torino e Avigliana negli anni Novanta, anni così lontani eppur ravvicinati dal continuo flashback di vita vissuta. Nel testo, la scrittura e la lettura divengono argomenti per una narrazione di qualità letteraria.

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