Romanzo storico

La rilegatrice dei libri proibiti

Starling Belinda

Descrizione: È il 1859 a Londra e davanti alla legatoria Damage si è appena fermata una carrozza con le ruote di un rosso fiammante, i fanali dorati e uno stemma sulla portiera. Dalla carrozza è sceso un uomo alto, abbronzato, elegantissimo con la sua redingte nera, il foulard scarlatto, gli occhiali d’oro e il bastone da passeggio sormontato da un enorme rubino. È sir Jocelyn Knightloey che, con la sua cerchia di amici, aristocratici come lui, coltiva il sogno di liberare la società dalle «pastoie del ritegno» e della morale. Da quando la legge ha stabilito che è illegale pubblicare e diffondere opere letterarie di genere immorale ma non possederle, sir Knightley e i suoi amici collezionano quei libri proibiti che i puritani dell’epoca vorrebbero bruciare tra le fiamme dell’inferno: il Decamerone, il Satyricon di Petronio, l’Ars Amatoria di Ovidio…A rilegare quei libri con preziose pelli e fodere scarlatte è Dora Damage, la moglie di Peter Damage. L’artrite reumatica sta deformando e immobilizzando le mani del marito e, in barba a tutte le leggi della corporazione dei legatori che vietano il lavoro alle donne, Dora è stata costretta a prenderne il posto. Le sue originali rilegature, così morbide e seducenti, suscitano l’entusiasmo di sir Knightley e dei suoi amici, i «Sauvages Nobles». Dora comincia così a rilegare tutte le opere proibite e galanti del gruppo con l’aiuto di Jack, un giovane apprendista, e di Din, uno schiavo nero americano condotto nel laboratorio dalla filantropica e ambigua Lady Sylvia, la moglie di sir Knightley.

Categoria: Romanzo storico

Editore: Neri Pozza

Collana: I narratori delle tavole

Anno: 2008

ISBN: 9788854501515

Recensito da Stefania De Lucia

Le Vostre recensioni

La ricostruzione sociale e ambientale di una Londra vittoriana, la storia di un tentativo di emancipazione femminile, gli stereotipi culturali del colonialismo inglese e la pseudo lotta alla schiavitù condotta da un gruppo di nobildonne annoiate, amori sacrificati e passioni malate, ameni studi scientifici ed erotismo spinto ai livelli più estremi: ecco gli ingredienti di questo romanzo avvincente, scritto dalla penna raffinata e sagace di Belinda Starling, promettente narratrice dell’Essex, prematuramente scomparsa all’età di 34 anni.

Contravvenendo alle prescrizioni previste dal Lord Campbell’s Act, la legge sulle pubblicazioni oscene, che sanciva l’illegalità della divulgazione di opere letterarie considerate immorali, la coraggiosa Dora Damage, dapprima figlia e poi moglie di un tipografo, scopre le sue insospettabili abilità di rilegatrice e porta avanti gli affari familiari con coraggio e buona volontà. Il marito di Dora, infatti, titolare della tipografia, soffre di una grave forma di artrite reumatoide, che giunge a invalidargli completamente l’uso delle mani. Dalla loro relazione, inoltre, è nata una sola figlia, Lucinda, che soffre di crisi epilettiche per le quali necessita di cure continue.

Nonostante i pregiudizi che le considerano ancora come esseri inferiori, impossibilitate a svolgere con la stessa precisione mansioni tradizionalmente considerate maschili, molte sono le donne  impegnate, già a quel tempo, nelle legatorie cittadine in cambio di miseri stipendi, per lo più utilizzate nel lavori di cucitura dei testi. Dora, tuttavia, si spinge ben più in là: oltre al lavoro meccanico di cucitura, si occupa di quello più complesso, ambizioso e oneroso della rilegatura e della decorazione e, grazie alla sua naturale predisposizione, supera ben presto in bravura i suoi colleghi maschi e si dimostra una vera artista delle copertine. Il suo genio e l’estro nell’uso dei materiali, la sua fine abilità di disegnatrice e di decoratrice di pelli, le guadagna l’attenzione del ricco Sir Knightly, che ben presto diviene il suo principale committente. In quanto rappresentante di un gruppo di nobili e ricchi signori, dai più o meno loschi interessi scientifici, i Sauvage Noble, Dora si vede recapitare casse e casse di libri assai particolari, testi per lo più ritenuti proibiti, da rilegare in gran segreto: opere di carattere erotico, piene delle più bieche e spinte depravazioni che le menti puritane e perbeniste dell’epoca avessero mai potuto concepire.

Erano piaceri solitari, da coltivare sotto le coperte o con una sedia appoggiata contro la porta per evitare di essere colti sul fatto. Ma nessuna precauzione sarebbe mai stata sufficiente. In realtà c’era un solo modo per poterli leggere in tutta sicurezza: bisognava aprire a metà la testa del lettore  e ficcargli il libro nella cavità del cranio per poi suturare l’incisione a dovere. Perché quelle storie erano solo un rimedio temporaneo e al tempo stesso una sorta di antidoto ai bisogni, le ossessioni e le ferite di una mente malata.

Dora è costretta a leggere i contenuti dei libri per realizzare le copertine più idonee, e la sua sapienza sul sesso, che nella vita reale era assai scarna, si alimenta delle fantasie delle sue letture e si sublima nelle copertine pensate per i suoi manufatti:

Le mie rilegature non erano giardini potati a regola d’arte, nitidi rettangoli dai contorni ben delimitati, ma aiuole confuse e straripanti, le cui strane infiorescenze saltavano agli occhi del lettore, invece di lasciarsi semplicemente accarezzare dal suo sguardo.Vi sbocciavano insieme fiori che avrebbero dovuto esser lontanissimi gli uni dagli altri e che invece sembravano gradire quella promiscuità. E io con loro. Incolti ma rigogliosi, i miei prati solleticavano la fantasia di chiunque li accarezzasse. Dopotutto in una produzione letteraria in cui, come scoprii ben presto, “mettere Nabucodonosor nell’erba” era un eufemismo per l’atto sessuale, mi pareva quanto  meno doveroso offrire al vecchio re babilonese una voluttuosa coltre d’erba su cui sollazzarsi.

L’esistenza di Dora si sviluppa così tra il rischioso lavoro ai suoi testi e l’amore per sua figlia Lucinda, unica gioia nella sua vita di stenti e sacrifici fino a che, nella sua vita entra anche Din, uno schiavo di colore. Din sconvolgerà la quotidianità di Dora che, rimasta vedova, lascerà che la sua femminilità e il desiderio a lungo represso, per troppo tempo solo vissuto attraverso le pagine dei suoi libri proibiti, trovi sfogo nella più pura delle passioni amorose.

Affatto scontato l’epilogo della vicenda che tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Complici anche le raffinatissime descrizioni di ambienti, personaggi e situazioni, che la Starling ha realizzato in seguito a intense e minuziose ricerche. Vigorosa la prosa, intrisa di una raffinata eleganza lessicale, della quale va anche reso merito al traduttore, Massimo Ortelio, per la resa in lingua italiana.

Una lettura caldamente consigliata a chi ama le grandi descrizioni, quelle capaci di materializzare nello spazio narrativo le forme, i suoni e gli odori di uno spazio di realtà storica e topografica ben preciso e a chi, in tempi difficili come questi, ha bisogno di cercare nei libri l’immagine di piccoli eroi ed eroine quotidiane, capaci di sfidare i colpi bassi del destino con coraggio e determinazione.

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