Saggi

La Roma di Pasolini. Dizionario urbano

Pontuale Dario

Descrizione: Pasolini e Roma si incontrano il 28 gennaio 1950 sui binari della stazione Termini. Da allora inizia con la città un rapporto lungo e tormentato, destinato a lasciare tracce profonde in tutta la produzione artistica del poeta. Per la prima volta, raccolti in volume e ordinati per lemmi, troverete i film, le raccolte poetiche e i romanzi, così come i bar e i ristoranti frequentati con gli amici di sempre, i quartieri prediletti e le immancabili borgate dove si muovono i "ragazzi di vita" descritti nelle sue opere. Dalla "A" di Accattone, girato nel quartiere Pigneto, alla "V" di Valle Giulia, teatro degli scontri fra studenti e polizia, una guida ragionata sulle tracce di Pier Paolo Pasolini, figlio elettivo di questa "stupenda e misera città". Introduzione di Simona Zecchi.

Categoria: Saggi

Editore: Nova Delphi

Collana:

Anno: 2017

ISBN: 9788897376651

Recensito da Redazione i-LIBRI

Le Vostre recensioni

La Roma di Pasolini. Dizionario urbano

Arriva in libreria la bibbia dei luoghi della Capitale attraversati da Pasolini: è il volume di trecento pagine La Roma di Pasolini. Dizionario urbano (introduzione di Simona Zecchi, Nova Delphi Edizioni), il cui autore, lo scrittore e saggista Dario Pontuale, raccoglie dati, fatti, luoghi, personaggi, nomi, libri,  dalla “A” di Accattone alla “V” di Valle Giulia, per  raccontare una Roma che non c’è più, la  “stupenda e misera città” di Pasolini.
Pubblichiamo uno stralcio della recensione a questo libro di Patrizio J. Macci.

La Roma di Pasolini: i luoghi amati e vissuti dal poeta si fanno protagonisti di Patrizio J. Macci ( www.affaritaliani.it – 8 gennaio 2018)

La bibbia dei “luoghi” pasoliniani nella Capitale intesi non solo come luoghi fisici,  borgate, piazze, locali, ristoranti, sale cinematografiche, locandine dei film, scorci della città, ma anche come i personaggi incontrati dal poeta friulano dal gennaio 1950 (data del suo arrivo a Roma) fino alla sua tragica scomparsa nel novembre del 1975. Pasolini si innamorò di Roma immediatamente e, come noto, trasportò nei suoi romanzi e nei film da lui scritti e diretti la città e il suo dialetto. Dario Pontuale ha scandagliato la produzione artistica di Pasolini a trecentosessanta gradi, ordinando in una miniera di informazioni tutto quello che in qualche maniera sfiora la Capitale nei minimi dettagli soffermandosi su particolari inediti, poco conosciuti o sparsi in volumi difficilmente rintracciabili. Fanno capolino nelle pagine Alberto Moravia, Renato Guttuso, Totò, Ninetto Davoli, Pino Pelosi -l’omicida del Poeta- insieme a personaggi “minori” di una città cancellata dalla speculazione edilizia e da una espansione urbana senza controllo.

Pasolini era un esploratore della Capitale attento e acuto, si impolverava le scarpe per vedere con i propri occhi ambienti e personaggi che avrebbe poi trasportato nelle sue opere con una curiosità inarrestabile. Le sue pagine sono figlie della precisione di un occhio capace di cogliere ogni singola sfumatura del sottoproletariato urbano, prima ancora di vedere i suoi film è possibile ricostruire le immagini di una Roma che non c’è più dalle sue descrizioni. Come racconta la Zecchi nel felice scritto iniziale, quando Pasolini in Ragazzi di vita arriva al capitolo dell’ospedale Forlanini si informa in maniera quasi ossessiva…

Dario Pontuale (Roma, 1978) è scrittore, saggista e studioso di letteratura otto-novecentesca. Autore di cinque volumi, l’ultimo è Il baule di Conrad (Nutrimenti, 2015). Ha curato edizioni di Flaubert, Maupassant, Zola, Musil, Stevenson, Conrad, Puskin, Svevo,  Salgari.

Il link all’articolo sul sito del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Dario

Pontuale

Libri dallo stesso autore

Intervista a Pontuale Dario


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

C'è un patrimonio di inestimabile valore nascosto in una lussuosissima villa di Hollywood Heights. Si tratta di una collezione di vini tra i più pregiati e preziosi che si possano trovare sul mercato: Lafite Rothschild, Latour, Margaux, Figeac, Pétrus.Ogni bottiglia vale migliaia di dollari e Danny Roth, un ricco avvocato, le conserva gelosamente lontano da occhi indiscreti. Ma un giorno commette un errore e accetta di parlare dei suoi favolosi esemplari al «Los Angeles Times» per la pagina di enologia. Un peccato di vanità fatale, perché durante la notte di Capodanno qualcuno fa irruzione nella villa e i vini vengono rubati. Per indagare sul furto viene assoldato Sam Leavitt, un investigatore privato dal passato oscuro e rocambolesco: prima ladro-gentiluomo, poi avvocato. Sam è l'unico in grado di risolvere velocemente questa spinosa questione, proprio grazie ai suoi trascorsi non limpidissimi. Per localizzare una refurtiva così preziosa le prime ore sono fondamentali. Ecco perché Sam non perde tempo e inizia subito un viaggio che dai filari di viti della Califomia lo porta fino nei vigneti baciati dal caldo sole del Sud della Francia, a Bordeaux, la capitale mondiale del vino. Qui, aiutato dalla bellissima e misteriosa esperta di vini Sophie Costes, si mette sulle tracce di un ricco collezionista di Marsiglia, Monsieur Reboul. È solo un caso che l'uomo l'anno prima abbia tentato di comprare parecchi dei vini scomparsi? Per scoprirlo Sam e Sophie dovranno addentrarsi nei bui corridoi della cantina di Reboul, anche usando mezzi non del tutto leciti...

IL COLLEZIONISTA DI MARSIGLIA

Mayle Peter

"Il libro più intelligente - ma anche il più divertente - di questi ultimi anni." Lars Gustafsson, Der Spiegel "Il libro è così ricco che permette tutti i livelli di lettura... Eco, ancora bravo!" Robert Maggiori, Liberation "Brio e ironia. Eco è andato a scuola dai migliori modelli." Richard Ellmann, The New York Review of Books "Precisamente il genere di libro che, se fossi un milionario, comanderei su misura." Punch "Quando Baskerville e Adso entrarono nella stanza murata allo scoccare della mezzanotte e all'ultima parola del capitolo, ho sentito, anche se è fuori moda, un caratteristico sobbalzo al cuore." Nicholas Shrimpton, The Sunday Times "E' riuscito a scrivere un libro che si legge tutto d'un fiato, accattivante, comico, inatteso..." Mario Fusco, Le Monde "E' un tipo di libro che ci trasforma, che sostituisce la nostra realtà con la sua... ci presenta un mondo nuovo nella tradizione di Rabelais, Cervantes, Sterne, Melville, Dostoevskij, lo stesso Joyce e Garcfa Marquez." Kenneth Atchity, Los Angeles Times "Mi rallegro e tutto il mondo delle lettere si rallegrerà con me, che si possa diventare best seller contro i pronostici cibernetici, e che un'opera di letteratura genuina possa soppiantare il ciarpame... L'alta qualità e il successo non si escludono a vicenda." Anthony Burgess, The Observer

Il nome della rosa

Eco Umberto

A Fercolo, piccolo centro dell’entroterra calabrese, vive l’umanità del romanzo. Un’umanità complessa e dolorosa, caratterizzata da situazioni irrisolte e trasversali nell’incertezza dei rapporti. Un professore precario, un politico navigato, una prostituta, un ragazzino alla ricerca del vero padre, due studenti dagli opposti destini, un maresciallo a caccia di un omicida. Un viaggio in pulmino, tra strade e paesi di Calabria, una terra con le sue smemoratezze, “i suoi caratteri, il rammarico profondo per tutto quello che potrebbe essere e non è.” Un viaggio che, seppur breve, rimescola le carte e i rapporti, rimette in discussione le singole vite, stravolgendole: dopo non sarà più come prima. Vicende umane, tra derive e riscatti, paesaggi del cuore e di una regione che, aspra e dura, cerca tenerezza. Prefazione di Pino Aprile.

L’assenza che volevo

Talarico Olimpio

In un paesino sperduto nel cuore di una sperduta regione, c'è un museo davvero strano: ogni notte, in una stanza buia al piano terra, succede qualcosa di molto, molto inquietante... Che fine fanno tutti i visitatori? E perché, nonostante i rumori, il vecchio custode continua a dormire tranquillo al piano di sopra, svegliandosi solo per ingoiare i ragni che gli camminano sul braccio? E chi è Ernst Fröhlicher, l'enigmatico dottore appena arrivato in paese con il suo inseparabile Labrador nero? Tra presenze sinistre, triangoli d'amore, suicidi, cannibalismo, personaggi grotteschi e situazioni al limite dell'assurdo, mostri e mostriciattoli, Il bizzarro museo degli orrori è un libro macabro, fantasioso, avvincente, divertentissimo, e vi terrà col fiato sospeso (e il sorriso sulle labbra) dalla prima all'ultima pagina. Quando la fantasia di Tim Burton incontra la narrativa gotica di Edgar Allan Poe nasce Dan Rhodes!

IL BIZZARRO MUSEO DEGLI ORRORI

Rhodes Dan