Narrativa

LA RUOTA DEL CRICETO

Milani Lukas

Descrizione: Kastemos, Creta. Una strada. Case a destra e case a sinistra. Fine. Ma Kastemos è molto di più. Lo sanno bene i suoi abitanti. Anche quelli che non credono a Ghiannis Professore e alla storia della balena incagliata alle estremità del golfo. Kastemos è il cristallo dei fondali della spiaggia Pentolona, e il crepitio dei ciottoli rimescolati dalla risacca, è il profilo contorto degli ulivi e labbandono giocoso delle cornacchie nel vento. È il ribollire degli alambicchi di Ghiannis Ferramenta che distillano metanolo, è il tempo intrappolato nei muri delle case insieme a frammenti di vasi minoici e fregi veneziani, è larca di Noè di Ghiannis Pescatore che guarda il mare distribuendo ghiaccioli e bibite, è un bidone di latta che si riempie di banconote al miagolare delle lyrae. Ed è il luogo da cui è passato Aghios Ghiannis il Battista (Duemila anni che nessuno cambia più i nomi ai bambini, in questo posto!). E dove ha perfino fatto un miracolo. Anzi, non ha ancora smesso di farne, fortunatamente per Maria Pelosa e Ghiannis Pallina e per il loro matrimonio. E al kafeneio Angolo, il criceto continua a correre nella sua ruota. Anche lui ha unidea di quello che è Kastemos. Solo che non ricorda quale sia

Categoria: Narrativa

Editore: Edizioni Saecula

Collana:

Anno: 2009

ISBN: 9788898291090

Recensito da Laura Barbieri

Le Vostre recensioni

Noi siamo così,” disse tra sé. “Brutti storti e strapazzati. Ma chi riesce ad arrivare a primavera, è per sempre.”

Piacevole e garbato romanzo, La ruota del criceto, ci regala il racconto vivace ed ironico della varia umanità che abita Kastemos, un paesino che ha la fortuna di trovarsi in una delle isole più belle della Grecia: Creta.

E’ con immediata simpatia che ci troviamo catapultati in un piccolo mondo dove la Storia, quella con la S maiuscola, quella che si racconta nei libri, si fonde indissolubilmente con le usanze, le tradizioni e le leggende locali. Kastemos è stato importante crocevia di popoli: arabi, bizantini, genovesi, veneziani, turchi hanno lasciato in questo angolo della Grecia tracce profonde, intessute nella cultura e nella vita delle persone. “Questo significava che le case erano costruite con i pezzi della storia: un capitello dorico a destra, un fregio veneziano a sinistra, qualche frammento di vaso minoico tra le pietre dei muri“.

Kastemos è un luogo dove un’umanità un poco ‘sghemba’ e senza dubbio ‘originale’ attraversa la vita con ironia e leggerezza. Dove le tradizioni e le consuetudini sono talmente radicate da diventare ‘legge'; per cui è ovvio e indiscutibile che “quando due fratelli fidanzavano due sorelle, il matrimonio andava celebrato lo stesso giorno. E nella stessa chiesa. Punto e basta“.

Il caldo torrido dell’estate attira frotte di turisti che attraversano distrattamente Kastemos; passando oltre, si immergono nella Grecia più mondana, lasciando i kastemiti alle proprie vite.

Gli abitanti di Kastemos ruotano, come in ogni piccolo centro, intorno al kafenaio (più o meno il nostro bar) dove gli uomini tracannano tsigudià (una sorta di grappa) e le donne può darsi s’incontrino a farsi leggere le carte da una strana indovina giunta al paese dall’America.

Ma Kastemos è anche un luogo di santi e di miracoli: da lì, circa duemila anni fa, è passato Aghios Ghiannis il Battista e, da allora, “nessuno cambia nome ai bambini”. Ci troviamo così di fronte ad una carrellata di indimenticabili personaggi che hanno, prima di tutto, la caratteristica comune di chiamarsi tutti, o quasi, in modo identico: Ghiannis il Pazzo, alla perenne ricerca di qualcuno da salutare, Ghiannis Pallina, che deve trovare il modo di sposare la sua amata nel più breve tempo possibile, Ghiannis Farmacopio, Ghiannis Pescatore, Ghiannis Lira…

Non si può non cogliere il profondo affetto con cui l’autore, che ha vissuto qualche anno a Kastemos, ci porta a scoprire questo angolo di paradiso dove nel mare cristallino si specchiano le sagome contorte degli ulivi; dove il sole dell’estate cuoce la pelle e la salsedine trasportata dal vento invernale corrode le porte. E’ una Creta, quella descritta da Milani, lontana dalle traiettorie del turismo di massa che tiene legati a sé i suoi figli, che lasciano l’isola “per non perdere l’appuntamento con la modernità“, ma che poi ritornano vinti da una nostalgia profonda che toglie il sonno e la gioia di vivere.

Il romanzo La ruota del criceto è risultato vincitore del Premio Microeditoria di Qualità – Sezione Narrativa, organizzato nell’ambito dell’ottava edizione della Fiera della Microeditoria di Chiari (13-15 novembre 2010) ed indetto in collaborazione con l’Associazione l’Impronta e il Sistema Bibliotecario Sud Ovest Bresciano.

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