Recensioni

La sposa nel lago

Cocco & Magella

Descrizione: Alle prime luci dell'alba di una gelida giornata d'inverno, nella suggestiva cornice dell'abbazia cistercense di Piona, sul ramo orientale del lago di Como, un monaco di nome Bassano rinviene il cadavere di una giovane donna avvolto in un lenzuolo bianco. Si tratta di Ginevra Bassi, una studentessa di diciannove anni. La ragazza è stata uccisa in circostanze misteriose, e il corpo presenta numerose ferite inflitte post-mortem. Le prime indagini, che vedono contrapposte le procure di due province, mettono in luce la doppia personalità della ragazza, le sue ambigue relazioni e il complicato rapporto che la legava a un uomo di vent'anni più anziano, il milanese Sergio Tagliaferri, pilota di linea per una nota compagnia di voli low cost. Chi ha ucciso Ginevra? Per quale motivo? Chi ha gettato il suo corpo nelle fredde acque del lago? Qualche settimana più tardi, a Como, nell'area industriale abbandonata dell'ex Ticosa, all'interno del tunnel che conduce alla frazione di Santa Marta, viene ritrovato il corpo senza vita di un anziano clochard. "Il Professore" è stato ucciso - apparentemente senza movente - nell'ambiente che gravita intorno al mondo dei senzatetto della fabbrica dismessa. I due efferati delitti segnano l'inizio di una nuova indagine del commissario Stefania Valenti che, insieme ai fidi Piras e Lucchesi e al commissario capo Giulio Allevi, dovrà far luce su un'intricata vicenda di passioni ed eredità contese, promesse tradite e miserie umane, in cui la soluzione del caso, come il diavolo, si annida nei dettagli...

Categoria: Recensioni

Editore: Marsilio

Collana: Farfalle

Anno: 2019

ISBN: 9788829701810

Recensito da Ornella Donna

Le Vostre recensioni

Cocco & Magella, coppia inossidabile del giallo italiano, tornano nelle librerie con una nuova fatica letteraria dal titolo La sposa nel lago. Un noir ben congegnato, che tiene il lettore incollato alla pagina fino alla soluzione finale, inaspettata. Protagonista dell’investigazione è, ancora una volta, il commissario Stefania Valenti, che è “una giovane donna separata e con una figlia adolescente, più testarda e determinata di tanti suoi colleghi maschi.

Due sono i casi di cui si deve occupare: uno vede il ritrovamento di un anziano clochard all’interno di una fabbrica abbandonata. Lui era molto conosciuto a Como, chiamato con il soprannome “Il Professore” per il rispetto e la delicatezza dei modi con i quali si rivolgeva al prossimo. E’ forse stato vittima dei litigi scoppiati tra consimili o c’è dell’altro?

Il secondo caso è alquanto ricco di un fascino che inquieta, ed è il ritrovamento di un “corpo senza vita della donna era lì, immobile e bellissimo, avvolto in un lenzuolo bianco, cullato dal movimento leggero delle onde.”

Si scopre presto che il cadavere è quello di una giovane studentessa di diciannove anni, che si chiama Ginevra Bassi, morta in circostanze misteriose. Chi ha voluto porre fine a una così giovane vita? Cosa lega le due morti? Quali fili invisibili terribili e inquietanti collegano i due fatti?

Un giallo dall’ambientazione ricca di un incanto particolare come può essere quello del lago d’inverno, avvolto in quelle brume che tutto nascondono e celano, anche i peccati più gravi e innominabili. Un testo che segue con minuzia le caratteristiche del genere al quale appartiene, con profondità e sapienza narrativa. Una storia che scava nel torbido e nell’indicibile, ma che trascina il lettore in un vortice emozionale di grande spessore. Un libro che è “una conveniente e attualissima versione del romanzo poliziesco deduttivo classico reso celebre da Agatha Christie e Sir Arthur Conan Doyle.”

Vivamente consigliato agli amanti del giallo classico, scritto con grande charme ed eleganza.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Magella

&

Cocco

Libri dallo stesso autore

Intervista a Cocco & Magella


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

E se Michelangelo Merisi da Caravaggio, quel lontano 18 luglio 1610, non fosse morto? Se, ferito e febbricitante, fosse stato trovato sulla sabbia del Tombolo della Feniglia da un'affascinante quanto misteriosa giovinetta in grado di riportarlo in salute? Forse il suo temperamento "maledetto" si sarebbe addolcito di fronte alla disarmante sincerità, all'affetto genuino e alla totale dedizione della sconosciuta. Probabilmente la mutata concezione della vita avrebbe generato altri capolavori assoluti, vibranti di luce diversa, ricchi di una serenità che mai egli stesso avrebbe immaginato di poter vivere e comunicare. Finalmente arriva la grazia, l'agognato ritorno a Roma e una commissione grandiosa e totalmente appagante: un sogno incredibile, una possibilità insperata. Ma ogni sogno è destinato a svanire con la notte: i debiti col passato sono fantasmi mai sconfitti. Il tempo è come un cerchio, chiuso e perfetto e il Caravaggio lo sa bene...

Il sogno di Caravaggio

Montecchi Rossella

Mara Abbiati, scultrice italiana, e suo marito Craig Nolan, famoso antropologo inglese, hanno una piccola casa di vacanza vicino a Canciale, paesino ligure arrampicato tra il mare e l’Appennino. Un mattino d’estate Craig sale sul tetto per controllare da dove sia entrata la pioggia di un temporale estivo, e la vecchia copertura gli cede sotto i piedi. I Nolan, alla ricerca di qualcuno che gli aggiusti la casa, vengono in contatto con Ivo Zanovelli, un costruttore dall’aspetto ribelle e con molte ombre nella vita. Nel corso di pochi giorni di un luglio incandescente l’equilibrio già precario di ognuno dei tre si rompe, facendo emergere con violenza dubbi, desideri, contraddizioni fino a quel momento dormienti.

Cuore primitivo

De Carlo Andrea

malgama di slanci e ritrosie, il dubbio è il vero e imponderabile (abarico) motore di quella ricerca che rende possibili i nostri esigui brandelli di verità: a questi a volte ci arrocchiamo, spacciandoli con orgoglio per grandi certezze, incuranti o inconsapevoli della loro ossidante caligine che cela l’orma davanti alla nostra e la lunghezza della strada… «Per la nostra autrice la Poesia è predestinazione e salvezza, impegno vitale, ricerca ed esperimento: “tra ritrosi belati dell’io / continua a chiamarmi un canto”.» (dalla Prefazione di Anna Maria Bonfiglio) «Angela Caccia, in questa raccolta, lascia al lettore il compito di percepire le profonde scanalature che il fondale sommuove, inesorabilmente, nel giro dell’esistenza. Non siamo dentro le acque quiete del mare che conosciamo. Leggendo i versi compare la poeta che recita nel chiuso della nostra postazione un puzzle multicolore, un labirinto enigmatico delle ore, nel transito del quotidiano. Il nostro tempo si sospende. Il racconto poetico prende corpo. Poesia intimista che libera energia costruttiva e catartica. Un notturno alla Chopin. Un esercizio virtuoso delle mani, tumultuoso e cieco: “(…) e sono l’orma di passi nel vicolo cieco / un ammasso di venti senza scampo” (da Fantasie).» (Vincenzo D’Alessio)

Il tocco albarico del dubbio

Angela Caccia

Cos'hanno in comune gli atti con le azioni? Esistono atti inediti, mai compiuti, che possono divenire autentici mezzi di liberazione e disturbo del "quieto" vivere? E cosa possiamo imparare dagli animali per cambiare lo stato di cose presente? Dal punto di vista della società-grattacielo, le risposte a queste domande dovranno essere qualcosa d'inaccettabile. D'intollerabile, anche solo per un attimo. Quando saranno tollerabili, ecco la filosofia d'accademia, "di cani abbaianti in una cuccia sordomuta, ignoranti allo sbaraglio". La filosofia non cerca soluzioni, ma problemi. Non può prestarsi alla perversione della cura: resta per sua stessa essenza diagnosi.

Flatus vocis

Caffo Leonardo