Narrativa

La squola – di storie ce ne sono tante

Oliva Marilù

Descrizione: Un romanzo rivolto, soprattutto, ai ragazzi e ai giovani adulti. E’ la storia di quattro studenti, Fil, Miluna, Cecio e Pauline che frequentano il liceo artistico di Bologna, la Squola: detta così per la scritta che campeggia sul muro esterno dell’edificio dove qualcuno ha volutamente sbagliato a scrivere il termine. L’istituto liceale è la cornice narrativa dentro cui nascono le storie inventate da Marilù Oliva, scrittrice di riferimento in Italia per la narrativa noir e fantastica al femminile. Le vicende dei quattro protagonisti sono una perfetta rappresentazione della vita dei giovani alle porte dei vent’anni, tra eccessi, passioni, conflitti sociali e famigliari, sesso. La difficoltà di diventare grandi, la diversità sociale tipica degli studenti, è il tema vincente che l’autrice mette in gioco. La trama si sviluppa su cinque piani narrativi: le quattro voci dei ragazzi più quella della scuola. Fil è un ragazzo belloccio, subordinato al bullo della scuola, Sauro, con il quale trafuga le preziose tavole di fumetti, giunte dall’America, per esporle in una mostra nel liceo. La bravata, che finirà male, renderà Fil un ragazzo più consapevole grazie anche all’amore per la più bella della scuola: Miluna. La ragazza ha una situazione famigliare difficile, senza padre e con una madre allo sbando al punto da acconsentire che la figlia si prostituisca. Miluna, infatti, conduce una squallida doppia vita, alterna weekend con clienti di lusso ai sogni strampalati e romantici di una adolescente. Gli altri due protagonisti, e voci narranti sono Cecio e Pauline. Cecio fa il primo anno, è un ragazzino minuto, insicuro, pieno di debolezza ma anche di tenerezze. Pauline, invece, è la classica ragazza geniale ma svogliata, arrabbiata con il mondo e sempre in lotta con genitori e professori. Quando si rende conto di essersi innamorata di Fil lo seduce…

Categoria: Narrativa

Editore: LiberAria

Collana: C'era due volte

Anno: 2016

ISBN: 979-88-97089-90-2

Recensito da Valeria Martino

Le Vostre recensioni

Avevo deciso di leggere questo libro da profana, allontanando per un attimo dalla testa i malumori e lo scetticismo di chi, in questo momento, fa parte dei tanti proff che – gioco forza – rientrano nella “buona scuola”. Impresa quasi impossibile. Già dalle prime pagine è inevitabile come la mente riesca perfettamente a immaginare un grande edificio, un tempo bianco, adesso grigio selciato, i lunghi corridoi, le aule e i laboratori di questo liceo artistico della periferia bolognese. La Squola: proprio così, la immagino come i ragazzi hanno scritto sul muro di questo edificio, scritta con la q, “perchè la scuola di oggi è imprecisa… vilipesa, male interpretata”; “un processo di demolizione che arriva dall’alto ed è una manovra di controllo: se la popolazione è meno istruita e se – in generale – ha meno strumenti per comprendere la realtà, allora diventa più malleabile”.

Fanno capolino, ordinatamente, poi, i personaggi: Fil, Cecio, Miluna, Pauline. Le vicende di questi quattro adolescenti si intrecciano, si scontrano e, insieme, costruiscono le trame di questo romanzo corale, sotto l’egida della Squola.

Il tenebroso Fil, innamorato di Miluna e braccio destro di Sauro, il bullo della scuola; il piccolo Cecio, un Pollicino dei nostri tempi, abile fabbro ma con il cruccio di essere troppo basso; la paroliera Pauline, che traduce Catullo in uno slang che farebbe sorridere anche il più impenitente dei latinisti; e poi c’è Miluna, tanto bella e perfetta dall’esterno, quanto fragile e debole dentro, coinvolta dalla madre in un “gioco” che sfuggirà di mano a entrambe.

E allora le pagine diventano un pugno allo stomaco per ogni genitorje: c’è chi fuma, chi sniffa, chi ruba, chi è costretto a prostituirsi e a ogni particolare svelato ci si chiede se anche il proprio di figlio ha fatto, fa o farà anche una sola di queste cose.

È l’eterno scontro adolescenti-adulti, che siano proff o semplicemente genitori, ma ugualmente incapaci a volte di comprendere e ascoltare le grida silenziose dei propri figli-alunni.

Impossibile non prendere a cuore la supplente, la prof.ssa Verni, “finita in una graduatoria ad esaurimento che la qualifica ancora come precaria: lavora dieci mesi all’anno e, ogni volta, a settembre, si gioca il terno al lotto delle assegnazioni”; o simpatizzare per il dirigente scolastico, il prof. Ugo Rivolta, che conosce bene i ragazzi, uno dei pochi che ne ha a cuore la vita e non solo il rendimento scolastico e non può che constatare, amaramente, il processo di sfaldamento della scuola, fra conti da far quadrare e ore da ridurre.

E così, tra Catullo e Fedez, Coolio e Dante, si arriva alla fine del libro e della scuola, la Venere è tornata al suo posto e ognuno sembra aver trovato il proprio.

Un libro per ragazzi, ma anche “istruzioni per l’uso” destinate ad adulti; una prosa volutamente semplice, ma agile e coinvolgente; un pregevole intrasio di personaggi.

Ps: ovviamente sarà il libro di apertura del “mio” prossimo anno scolastico : )

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