Narrativa

La strada

McCarthy Cormac

Descrizione: Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: SuperET

Anno: 2014

ISBN: 9788806219369

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

La strada, premio Pulitzer 2007 a Cormack McCarthy (ndr: sull’autore si veda il nostro recente articolo Il Nobel dei lettori a Cormack McCarthy), è un romanzo post-apocalittico con due protagonisti: l’uomo e il bambino (“Sapeva solo che il bambino era la sua garanzia”).

Qualcosa di terribile è successo (“L’uomo pensò che le sette sanguinarie dovevano essersi sterminate a vicenda”), il mondo versa in uno stato di desolazione angosciosa (“Polvere e cenere ovunque”). Tra cambiamenti climatici (“I fiocchi bagnati e grigi vorticavano precipitando dal nulla”) e paesaggi sconcertanti (“I lunghi crepuscoli lividi, le lunghe albe grigie”), un padre intraprende un viaggio – senza speranza?  (“Poi s’incamminarono sull’asfalto in una luce di piombo, strusciando i piedi nella cenere, l’uno il mondo intero dell’altro”) – con il figlioletto. A loro sembra assegnato un ruolo salvifico (“Perché noi siamo buoni. Sì. E portiamo il fuoco”), i cui contorni tuttavia sono estremamente incerti e problematici. I due si aggirano con un carrello per trasportare i viveri e una pistola (“Quando nella pistola c’erano tre pallottole invece di due”), unico strumento di difesa (“Nella rivoltella restava un solo colpo. Tu non vuoi affrontare la verità. Non vuoi”).

Il viaggio si svolge tra mille difficoltà (“Ovunque caratteri mummificati”), stenti (“Il bambino era così magro”), segnali sinistri (“Il tonfo degli alberi che cadevano e il sordo boato dei cumuli di neve che esplodevano”) e tappe in case abbandonate (“È la casa dove sono cresciuto”), alla ricerca di acqua e provviste che garantiscano la sopravvivenza. In una di queste tappe, una botola cela un terribile segreto (“Noi non mangeremo mai nessuno, vero?”).

Dopo incontri con vagabondi e bande di sopravvissuti (“Le strade erano affollate di profughi imbacuccati dalla testa ai piedi”), nel corso dei quali il bambino viene a diretto contatto con la morte e l’orrore (“Quella cosa nera infilzata su uno spiedo sopra le braci”), i due giungono finalmente al mare (“L’uomo guardò il bambino. La sua faccia tradiva la delusione. Mi dispiace che non sia blu, disse. Non fa niente, disse il bambino”). Dopo l’esplorazione di una nave incagliata, il viaggio riprende (“Percorrevano quel mondo senza vita come criceti sulla ruota”), ma l’uomo si sente sempre più debole e una tosse insistente lo affligge.

Lo stile sincopato, a tratti ossessivo, le immagini perturbanti (“Il poderoso controspettacolo delle cose che cessano di esistere. La sconfinata desolazione, idropica e gelidamente terrena. Il silenzio”), le riflessioni inquietanti (“Nella storia del mondo forse c’era più castigo che delitto”), il senso dell’atemporalità (“Mai è un sacco di tempo”… “Mai è l’assenza di qualsiasi tempo”) e i dialoghi impliciti e monosillabici tra padre e figlio acuiscono l’atmosfera da incubo che aleggia su tutto il romanzo. Come deterrente o fonte di ansia, l’opera è destinata a rimanere nel cuore di chi la legge.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Cormac

Mccarthy

Libri dallo stesso autore

Intervista a McCarthy Cormac


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Tornando a casa dopo la scuola, uno studente si ferma in una strana biblioteca. Certo, anche la sua richiesta è un po' strana. Chiede alla bibliotecaria qualche libro che possa soddisfare la sua ultima curiosità (è un bambino curioso, il nostro protagonista): la riscossione delle tasse nell'impero ottomano. La bibliotecaria lo manda alla stanza 107. Qui l'aspetta un altro bibliotecario, ancora più bizzarro della prima: "aveva la faccia coperta di piccole macchie nere, come tanti moscerini. Era calvo e portava occhiali dalle lenti spesse. La sua calvizie non era uniforme. Tutt'intorno al cranio gli restavano ciuffi di capelli bianchi ritorti, come in un bosco dopo un incendio". E davvero una ben strana biblioteca, questa! Il bibliotecario accompagna il bambino attraverso un labirinto di corridoi e stanze, finché non arrivano in una stanza dove riposa un piccolo uomo vestito con una pelle di pecora. E qui le cose si fanno brutte: il bibliotecario e l'uomo-pecora spingono il piccolo in una cella. Il bambino rischia di fare una fine terribile se non arrivasse in suo soccorso una ragazza sconosciuta...

La strana biblioteca

Haruki Murakami

I Drifters sono un nuovo tipo di creature sovrannaturali, simili ad angeli custodi, che si legano psichicamente ad alcuni esseri umani. Sebbene dotati di un corpo fisico, solo una persona sulla Terra ha la capacità di vederli e percepirli. Uno di loro sta aspettando raggomitolato sulla tomba del suo ultimo compagno umano, ma non è libero di muoversi fino a quando non passerà qualcuno in grado di vederlo. Baby Doll, la figlia adottiva di uno spietato boss, è invece al cimitero per i funerali del suo patrigno, circondata da poliziotti e guardie del corpo. Quando il Drifter e Baby Doll si incontrano, qualcosa scatta tra loro, qualcosa di inspiegabilmente intimo e indissolubile. Stretti nella morsa del pericolo, il Drifter e la sua compagna umana lottano per capire il mondo che li circonda e la propria natura. Mentre Baby Doll non ha alcuna idea di chi siano i suoi veri genitori, perché ha speso tutta la vita come un essere virtuale in cattività, adattandosi al mondo, il Drifter è confuso circa la sua identità e il ruolo che riveste nella vita della donna. I dubbi e i dilemmi che dovranno affrontare li porteranno a scoprire che quanto si è perso non può essere ritrovato... “Baby Doll” getta nuovi affascinanti spunti nel mondo della science-fiction e della fantasy. I lettori saranno sicuramente rapiti dai Drifters, e dalla loro lotta legata ai temi dell'identità e dell'attrazione per il divino.

BABY DOLL

Rogers Sharon Carter

Firenze, 1497. Pico della Mirandola è morto e con lui il suo sogno di unificare le religioni monoteistiche. Restano soltanto i roghi: a bruciare beni terreni e a incendiare le coscienze è Girolamo Savonarola, che ora governa la repubblica fiorentina col ferro e con il fuoco perché il sogno di Pico soffochi e scompaia per sempre. Ed è ciò che vogliono anche i Borgia, che dal soglio papale di una Roma affogata nel vizio e nei delitti muovono oscure trame di congiura e di conquista. Il sogno di papa Alessandro VI e di Cesare, figlio prediletto e maledetto, è di rendere il papato una dinastia. E perché ciò avvenga, l’autorità della religione cristiana non può essere minata in alcun modo. Nel cuore di questi conflitti, l’erede del pensiero di Pico, Ferruccio de Mola, è costretto a combattere ancora una volta, per salvare ciò che gli è più caro: la moglie Leonora. Soltanto lui, anche contro la propria volontà, può impedire che un mondo intero crolli su se stesso. Perché dal lontano Oriente, un anziano monaco e una giovane donna hanno intrapreso un viaggio che li condurrà nel cuore della città eterna. E portano con loro anche un libro misterioso, antico e potente. Un libro che contiene una parola dimenticata, una verità da sempre nascosta con la forza. La verità dell’uomo più importante dell’intera storia umana.

L’ERETICO

Martigli Carlo A.

Joseph Mengele è il famigerato medico di Auschwitz autore di terribili esperimenti pseudo-scientifici sui bambini, forse il più feroce criminale nazista. Alla caduta di Hitler (che gli aveva affidato il compito di scoprire il meccanismo genetico che portava alla nascita dei gemelli), riuscì a far perdere le sue tracce. Jorge Camarasa, il giornalista argentino che ha indagato a lungo sui criminali nazisti in fuga, prima dagli alleati e poi braccati dal Mossad, ha scoperto le diverse identità assunte da Mengele in Argentina e in Brasile, fino alla morte avvenuta nel 1979. L’aspetto forse più agghiacciante è che molto probabilmente il dottor Mengele continuò a lungo i suoi esperimenti. In particolare a Candido Godoi, in Brasile, la «città dei gemelli», dove vivono un centinaio di coppie di gemelli omozigoti, biondi e con gli occhi azzurri. Una misteriosa anomalia genetica che forse oggi ha una terribile spiegazione.

Mengele

Camarasa Jorge