Racconti

La tempesta

Moravia Alberto

Descrizione:

Categoria: Racconti

Editore: Pellicanolibri

Collana:

Anno: 1984

ISBN:

Recensito da Diego Manzetti

Le Vostre recensioni

Come anche il nome lascia intendere, la breve storia narrata da Moravia si svolge durante una tempesta.

Tutto ha inizio all’ingresso di un cinema, dove Luca Sebastiani, un giovane architetto, sostava immobile, “incerto se entrare o no“.

L’autore comincia in quest’occasione col tratteggiare lo stato d’animo del protagonista. “Egli si sentiva in quelle condizioni di inappetenza e di oppressione, dalle quali, similmente alla tetra nuvolaglia che da più giorni pesava sulla città e soltanto la violenza di un temporale avrebbe potuto dissipare, intuiva che sarebbe stato vano sperare di uscire se non con qualche eccesso o qualche crisi violenta e salutare; e intanto il meglio da fare era non far nulla e cercare di distrarsi in attesa della catastrofe incombente“.

E proprio di catastrofe si tratterà.

Presa coscienza della sua tristezza, e convintosi dell’inutilità di guardare un film che non avrebbe cambiato il suo stato d’animo, Luca si decise a lasciare la sala. Fu in quel momento che si scontrò violentemente con Marta, la donna che fino a due anni prima avrebbe sposato, se questa non lo avesse lasciato per un altro, uno ricco, ma che non amava.

Simpatica la reazione di Luca. Prima sorpreso, tenta poi di mascherare il piacere di rivederla, mostrandosi più che mai scontroso. Il destino però aveva già deciso cosa sarebbe successo, ed aveva attentamente pianificato quell’incontro proprio nel giorno in cui l’uomo per il quale Marta aveva lasciato Luca era stato arrestato.

Il resto della storia si svolge a casa di Marta, e vi prenderanno parte altri due personaggi, Nora e Bosso, oltre all’innocente partecipazione del figlio di Marta (nato dalla relazione con l’uomo arrestato) e quelle insignificanti della tata e della cameriera.

Nora, la sorella di Marta, attaccata alla vita agiata che la relazione di Marta le aveva garantito, fa di tutto per far fidanzare la sorella con Bosso, un ricco costruttore.
Una figura molto forte, quella di Nora, che tenta in ogni modo di decidere per la vita della sorella, la quale invece dà l’impressione di essere totalmente incapace di autodeterminarsi.

Molto pieno di sé Bosso; entra in gioco a metà racconto, e dà sfoggio della sua ricchezza, l’arma in più rispetto a Luca, abilmente usata per far colpo su Marta, o forse più su Nora. “Rivedendolo [Bosso], Luca si convinse subito che un uomo simile, anche se non ci fosse stata in mezzo la rivalità per Marta, egli non avrebbe potuto mai che odiarlo. Bosso aveva una grossa testa posata sopra un corpo mezzano e tozzo, una fronte calva ma di una calvizie incerta e come sudicia, che si perdeva sulla nuca in un folto strato di riccioli brizzolati, sopracciglia tenebrose, arruffate e dotate di una loro pensosa e scimmiesca mobilità, occhi piccoli, naso grosso e fiorito tra due guance sanguigne, bocca molto larga ma senza labbra, sottile come il taglio di un coltello, un po’ sporgente a modo di muso, anch’essa, come le sopracciglia, singolarmente mobile“.

Divertenti le scenette descritte da Moravia che vedono Nora e Bosso contrapporsi a Luca, mentre Marta oscilla inerme tra i due contendenti.

A Luca pareva di sognare, ché, per quanto amante di un altro uomo, egli continuava a figurarsi Marta qual era stata quando erano stati fidanzati, una ragazza, ossia una persona in certo modo incompleta e che forse non si sarebbe completata mai. Ma ora dopo questa straordinaria notizia del bambino capiva quel non so che di donnesco e di adulto che aveva presentito sia quando l’aveva incontrata sulla soglia del cinema, sia poco avanti stringendola disfatta e piangente tra le sue braccia“.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Alberto

Moravia

Libri dallo stesso autore

Intervista a Moravia Alberto


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

L’UOMO CHE SMISE DI FUMARE

Wodehouse Pelham G.

Un ragazzino di tredici anni che è ancora bambino, ma che comincia ad avvertire la pulsione di scoprire la vita; una madre, vedova, che è ancora fiorente e desiderosa di vivere; L'inquietudine, la difficoltà dei rapporti, la scoperta del sesso. I turbamenti sessuali ed esistenziali di un adolescente che scopre la vita in un grande romanzo che ha segnato un'epoca: un libro scritto nel 1941 ma giudicato troppo scabroso dalla censura fascista, uscito in libreria solo nel 1944.

Agostino

Moravia Alberto

«Accanto all'affabilità e alla pastosità porosa del mondo com'è, si accentua in questa nuova raccolta di Maurizio Cucchi un predicato di frugalità: abito mentale dell'io, ma soprattutto medium per umanizzare la realtà. "Sindrome del distacco e tregua" si suddivide in otto parti, prive di trama lineare, ove conta "l'insistere virtuale sulla scena, / la rapsodia sparsa e sempre minuziosa / delle circostanze". Emblema di poetica implicita, tale sigla rimanda a una compattezza intonativa e di sguardo che si avvale - più che in passato - di modalità davvero sperimentali di scrittura e d'espressione: alla polifonia e drammaturgia metrico-prosodiche di cui Cucchi è maestro si aggiungono qui stacchi in prosa tutti funzionali, oltre a due fotografie pienamente empatiche a un libro magnifico, struggente, necessario. Cronotopo è l'atlante (fisico e interiore), che permette di trascorrere dall'ucraina Pryp'jat' (a tre km da Cernobyl') a una Nizza amata e frequentata e alla natìa Milano, messa in emblema dalla centralità del Cenacolo di Leonardo fino ai margini delle sue banlieue, ripercorse attraverso la memoria viva di un libro in prosa per Cucchi fondamentale come "La traversata di Milano" (2007): omaggio ai mèntori della sua formazione, Sereni e Raboni. Il tempo di "Sindrome del distacco e tregua" è invece quello vertiginoso che salda insieme le epoche, dalla preistoria al Quattro e Seicento, fino ai brucianti fotogrammi del presente. Così può librarsi, questo Cucchi ispiratissimo, nella meraviglia aperta di una frugale quotidianità anonima». (Alberto Bertoni)

Sindrome del distacco e tregua

Cucchi Maurizio

Come puoi amare qualcuno che non puoi nemmeno sfiorare? A Stella piace avere il controllo su tutto, il che è piuttosto ironico, visto che da quando è bambina è costretta a entrare e uscire dall'ospedale per colpa dei suoi polmoni totalmente fuori controllo. Lei però è determinata a tenere testa alla sua malattia, il che significa stare rigorosamente alla larga da chiunque o qualunque cosa possa passarle un'infezione e vanificare così la possibilità di un trapianto di polmoni. Una sola regola tra lei e il mondo: mantenere la "distanza di sicurezza". Nessuna eccezione. L'unica cosa che Will vorrebbe poter controllare è la possibilità di uscire una volta per tutte dalla gabbia in cui è costretto praticamente da sempre. Non potrebbe essere meno interessato a curarsi o a provare la più recente e innovativa terapia sperimentale. L'importante, per lui, è che presto compirà diciotto anni e a quel punto nessuno potrà più impedirgli di voltare le spalle a quella vita vuota e non vissuta, un viaggio estenuante da una città all'altra, da un ospedale all'altro, e di andare finalmente a conoscerlo, il mondo. Will è esattamente tutto ciò da cui Stella dovrebbe stare alla larga. Se solo lui le si avvicinasse troppo, infatti, lei potrebbe veder sfumare la possibilità di ricevere dei polmoni nuovi. Anzi, potrebbero rischiare la vita entrambi. L'unica soluzione per non correre rischi sarebbe rispettare la regola e stare lontani, troppo lontani, uno dall'altra. Però, più imparano a conoscersi, più quella "distanza di sicurezza" inizia ad assomigliare a "una punizione"...

A un metro da te

Lippincott Rachael