Narrativa

LA TESTA FRA LE NUVOLE

Tamaro Susanna

Descrizione:

Categoria: Narrativa

Editore: Dalai

Collana:

Anno: 1996

ISBN:

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Ruben ha quindici anni e vive in una grande villa con la nonna e la bisnonna. Le sue giornate trascorrono tranquille e un po’ noiose e la sua mente è del tutto sgombra da preoccupazioni: il ricco zio Isacco, che vive in America, provvede al suo sostentamento e lo ha anche nominato erede universale.

Come spesso accade, però, basta poco a turbare una serenità che sembra inattaccabile: pochi istanti, un incidente sfortunato e Ruben si ritrova a fuggire su un treno in corsa…

“La testa fra le nuvole” racconta proprio il caso e gli imprevisti, e ci mostra come la vita può condurci attraverso percorsi che non avevamo tracciato: l’obiettivo di Ruben è raggiungere l’America e invece finisce a fare da guida ad una grassa donna cieca. Ed ancora: si improvvisa stuntman, diventa il garçon de chambre del barone Aurelio e il giardiniere della signora Margy; poi si imbarca su un piroscafo a mezzo cargo e viene ingaggiato come lavapiatti, quindi promosso a barman.

Insomma, contrariamente ad ogni plausibile previsione, un’esistenza banale si trasforma in un’avventura, e un tempo che sembrava diluito si fa vertiginoso. Così è la vita…

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Intervista a Tamaro Susanna


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"La memoria custodisce ciò che sceglie di custodire. Come il sogno, anche la memoria cerca di attribuire agli eventi un qualche significato." Aharon Appelfeld in questo libro autobiografico accetta infine il confronto con la propria memoria. Impresa dolorosa che scortica l'anima perché la sua memoria nasconde l'esperienza di un'infanzia spezzata dall'orrore della Storia, nasconde la solitudine di un bambino costretto a vagare da solo per mesi nei boschi con l'incubo di essere riconosciuto, nasconde il suo peregrinare per mezza Europa fino all'arrivo in Israele e il suo difficile inserimento in una nuova realtà. Appelfeld sfida il dolore e disseppellisce quei ricordi che per poter continuare a vivere aveva spinto nelle zone buie e cieche della propria memoria, ci racconta la lotta di un ragazzo che ricostruisce la propria identità a partire dallo sradicamento degli affetti, della cultura, della lingua.

STORIA DI UNA VITA

Appelfeld Aharon

"Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal', è l'incipit del romanzo più noto di Luigi Pirandello: Il fu Mattia Pascal (1904). In esso è contenuta la cellula generativa dell'intero libro. Quando lo scrisse, lo scrittore siciliano ne sapeva quanto chi, scorse queste prime righe, si predispone alla lettura. Scelti nome e cognome, cominciano le peripezie del personaggio, il quale presto si trova in una situazione simile a quella dell'autore: deve lui stesso dare vita a "un uomo inventato". Durante questa vera e propria avventura dei nomi, il libro assume la sua forma pienamente novecentesca, nella quale autobiografia e biografia immaginaria si confondono. Consanguineo di quelli che saranno i sei personaggi in cerca d'autore, Mattia Pascal sembra a tratti lanciare messaggi al lettore perché lo liberi dal vincolo cartaceo e dunque dalla sua muta solitudine.

Il fu Mattia Pascal

Pirandello Luigi

Ivan, Fabrizio e Carlo. Meglio conosciuti come Lepre, Fuoco e Saetta. Tre ragazzi che vivono alle porte di Bologna, tre storie all'apparenza diverse fra loro, ma accomunate da un'amicizia vera, quella che resiste a tutto e tutti. A cavallo fra gli anni '60 e '70, si dipana la vicenda di Lepre, genio del calcio; Fuoco, pieno di ideali e impegnato nel movimento studentesco; Saetta, pragmatico, inquieto, operaio fin da subito, senza tempo da perdere. Cresceranno conservando quel pizzico di magia che li ha uniti, ma dovendo fare i conti con le asperità della vita che a volte li metterà inconsapevolmente contro. Tra le pagine dense e dure di Francesco Rago, scopriremo quanto possano essere effimeri i successi sportivi, gli ideali e il desiderio di una vita "normale". Ma sopra a tutto, resta la storia di un'amicizia. La storia della vita.

DOLCE COME IL PIOMBO

Rago Francesco

Márcia Théophilo, brasiliana, di estro e d'arte poetici dirompenti, oltre che di appassionata cultura etnica ed endemica, ha levato un inno e un grido a questo mondo minacciato di estinzione, ai meninos su cui si accanisce una bieca perversità che giunge fino a una tenebrosa persecuzione. "Questo libro-poema - come dice la Theophilo nell'introduzione - vuole ispirarsi ad un misticismo panteista e rappresenta un intero mondo. I suoi versi sono piccole orazioni sostenute da un ritmo incalzante. Attraverso la poesia si fa emergere la qualità sacra della vita e di quei valori straordinari che stiamo perdendo. Non è una poesia dedicata solo ai cuccioli dell'uomo, ma anche a tutto ciò che germoglia, che nasce, come l'acqua che sgorga limpida da una sorgente, un fiore che sboccia. È una poesia dedicata alla parte più tenera dell'universo, a tutto ciò che è ancora ritenuto inutile allo sviluppo perché nulla ha a che fare con il consumo e che per questo viene disprezzato o semplicemente non considerato". Il lettore trova qui La passione antropologica, l'indignazione ambientalistica, la sofferenza per la terra violata, l'amore veemente e dolcissimo per le creature che la rappresentano.

Amazzonia è poesia

Théophilo Marcia