Favole

La tigre e l’acrobata

Tamaro Susanna

Descrizione: Piccola Tigre non è una tigre come le altre: è curiosa, fa molte domande, mette in discussione quello che la natura le offre e che i suoi simili semplicemente accettano. Piccola Tigre apre gli occhi e scopre la meraviglia della luce. Tende le orecchie e scopre la vasta gamma dei rumori della Taiga. Quando, molto presto, le si fa chiara la forza che compete a una tigre, inizia a cibarsi di altri animali. Ma con qualche dubbio. Impara a distaccarsi da sua madre, a viaggiare da sola, sino ad avventurarsi fuori dai confini della Taiga, in cui è nata e da cui le altre tigri non usciranno mai. E, così, grazie a questa sua curiosità, infine, scopre anche l'uomo. L'hanno avvertita che dall'uomo bisogna guardarsi. Ma lei vuole conoscerlo. Con l'uomo, Piccola Tigre scopre l'essere più inquietante e mutevole, da amare e da cui difendersi. E da qui in poi la sua vita non sarà più la stessa.

Categoria: Favole

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Anno: 2017

ISBN: 9788893440622

Recensito da Elpis Bruno

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La tigre e l’acrobata di Susanna Tamaro è una fiaba-romanzo carica di allegorie e di amare considerazioni sull’uomo (“È l’essere umano il principio della disarmonia”).

Piccola Tigre e Tigrotto sono due cuccioli di madre siberiana (“Piccola Tigre non è la tigre di Sandokan e neppure Shere Khan, le nebbie vaporose dei tropici le sono sconosciute…”). La mamma insegna ai due piccoli le tecniche di caccia (“Il salto e la sorpresa sono le nostre arti”) e, soprattutto, la diffidenza  nei confronti dell’uomo (“Tra tutti gli animali, l’uomo era l’unico a essere in grado di mettere fine ai loro giorni”).

Ben presto la mamma si accorge che Piccola Tigre ha un indole diversa: è distratta, poco propensa alla caccia e sempre alla ricerca.

Nonostante mamma Tigre lasci a lei il proprio regno, Piccola Tigre insegue il sole, si allontana e s’imbatte in un uomo che vive solo in una capanna: è l’erede di sciamani e l’accoglie in casa sua. Ma gli altri uomini sono in agguato, sempre pronti a imporre la loro sciagurata logica di morte (“Non era bene che si sapesse che un uomo e una tigre vivevano insieme, condividendo il cibo e i pensieri”).
Piccola Tigre, ormai adulta, conosce la prigionia del circo, dal quale fugge grazie all’aiuto di un bambino, il piccolo acrobata.

La riconquista della libertà è preludio di una nuova ricerca, questa volta sui monti, sino a un varco che rappresenta l’ideale ultraterreno dell’armonia e del superamento di ogni dissidio tra animali, uomini e natura.

“… La vera ragione per cui gli uomini amavano uccidere le tigri… era l’invidia. Invidia per la loro potenza, invidia per la loro regalità.”

 Bruno Elpis

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