Narrativa

La vita accanto

Veladiano Mariapia

Descrizione: Rebecca è nata irreparabilmente brutta. Sua madre l’ha rifiutata dopo il parto, suo padre è un inetto. A prendersi cura di lei, la zia Erminia, il cui affetto però nasconde qualcosa di terribile, e la tata Maddalena, affettuosa e piangente. Ma Rebecca ha mani bellissime e talento per il piano. Grazie all’anziana signora De Lellis, Rebecca recupera un rapporto con la complessa figura della madre, scoprendo i meccanismi perversi della sua famiglia. E nella musica trova un suo modo singolare di riscatto, una vita forse possibile. La Veladiano racconta senza sconti l’ipocrisia, l’intolleranza, la crudeltà della natura, la prevaricazione degli uomini sulle donne, l’incapacità di accettare e di accettarsi, la potenza delle passioni e del talento. E lo fa con una scrittura limpida, godibilissima, con personaggi buffi, comici, memorabili, e con la sapiente leggerezza di una favola.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Stile libero Big

Anno: 2011

ISBN: 9788806205980

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

La vita accanto: con curiosità mi accosto alla lettura di questo “pluridecorato” romanzo: premio Calvino 2010 e finalista al premio Strega 2011!

Con queste premesse, ho aspettative davvero sostenute. Sono in Liguria, nel “ponte dei morti”, l’ultima parentesi semi-estiva prima della tragedia che in questi giorni ha colpito Genova. Sfoglio le prime pagine… e già mi catturano.

La storia è avvincente e scorre da sé, pagina dopo pagina.  Senza accorgermi, la mattinata trascorre in riva al mare e io … ho già quasi divorato il romanzo di Mariapia Veladiano. Quando un libro mi appassiona, provo una strana sensazione: voluttà nella lettura e, a ridosso, una sorta di dispiacere, che sperimento sempre più intenso man mano che le pagine procedono  e mi avvicino alla fine. Questo mi è capitato anche vedendo scorrere “La vita accanto”. La passione per la storia ha presto lasciato il posto al rimpianto: ho “consumato” il libro in una sola giornata! Anche se “consumare” è verbo inappropriato: perché un libro può entrarti dentro e divenire una parte di te, proprio come questo…

La vicenda è quella di una bambina straordinariamente brutta e quindi afflitta da “un terribile debito d’origine”, che la mette in condizione naturale “di non avere il diritto di chiedere niente più dell’affetto miracoloso” che il padre e una fin troppo disinvolta zia Erminia riescono ad avere per lei. E proprio  in questi rapporti familiari, forse, si annida “la vita accanto”. Nulla è come sembra: il rifiuto ostinato della madre, che si suicida buttandosi nel fiume, in realtà nasconde un sentimento tormentato e forte, strangolato dal disagio esistenziale e psichico. Invece,  chi sembra nutrire affetto…

Rebecca, il piccolo “mostro” (!!!), affronta con rassegnazione e consapevolezza le sofferenze della sua condizione, dilaniando il lettore con alcune spietate riflessioni: “La bellezza vuole essere visibile. Per me era una grazia l’invisibilità”, nonostante una straordinaria abilità nelle mani. Ma anche “quando suonavo il mio corpo feriva la vista di chi mi ascoltava”.

Pur vittima di una rara sfortuna, la piccola Rebecca intesse rapporti umani importanti. Con l’emotiva tata Maddalena (“Suona qualcosa che ci faccia piangere tutte le lacrime…”), con l’estroversa e comunicativa Lucilla, compagna di sventure ai tempi della scuola elementare, con il maestro di pianoforte De Lellis e la “di lui” madre, anche lei pianista. Gabriella De Lellis é affetta dal morbo di Pick, una forma di demenza senile che la rende smemorata: eppure la diafana anziana sembra saper leggere i pensieri! Proprio grazie a questa figura,  che nasconde un altro terribile segreto, Rebecca riuscirà a completare un doloroso processo di autocoscienza e porterà a galla una realtà sommersa a suon di terribili rivelazioni.

Voglio qui fare una precisazione. Un libro “riuscito” non è soltanto potenza della storia e abilità nella caratterizzazione dei personaggi. Di un romanzo, io apprezzo l’ambientazione. E, anche in questo, “La vita accanto” regala descrizioni di una città di provincia: la Vicenza del Palladio, con i suoi due fiumi (il Retrone, ai bordi del quale sorge la casa di Rebecca, e il Bacchiglione: entrambi ambienti di morti tragiche), con i suoi viali, con il monte Berico. La “santa-cattolica-apostolica-pettegola città dei preti e delle monache”. Una città che “é come il suo fiume … meglio non scavare sul fondo!”

Infine, per completezza, una nota critica anche allo stile: sempre appropriato alle situazioni descritte. Cristallino, lucido nel narrare, sa farsi concitato e impressionistico nel capitolo ove Rebecca si avvicina alla verità sulla madre: quando le parole mimano il battito di un cuore in tumulto, per effetto della vicinanza alla verità…

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Mariapia

Veladiano

Libri dallo stesso autore

Intervista a Veladiano Mariapia


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini. Età di lettura: da 12 anni.

Il bambino con il pigiama a righe

Boyne John

Lanciare pietre di Yves Bonnefoy

La poesia è un bisogno universale, com’è universale il bisogno di scoprire sfumature inedite dei sentimenti, per dare più profondità a quelli che ci portiamo dentro. Questo volume di Walter Siti – nato da una serie di 52 articoli scritti per “la Repubblica” nel 2014 – è un percorso tra autori e testi di tutti i Paesi e di ogni epoca, raccontati senza timori reverenziali o accademici, alla ricerca di emozioni, ossessioni, paure e virtù che attraversano i secoli e ci appartengono ancora oggi. Dante, Petrarca, Shakespeare, Whitman, Szymborska e molti altri autori in cui qualunque tipo di lettore, anche quello non specializzato, troverà qualcosa che parla di lui.

La voce verticale

Siti Walter

Nella luce di un giugno radioso e sfacciato, Viola sente crescere il vuoto delle sue giornate. Ha quarantatré anni, e per metà della vita è stata moglie devota di un acclamato direttore d’orchestra e madre di una figlia avuta da giovanissima. Nient’altro, nessuna concessione a se stessa, nessun inciampo, nemmeno ora che, con la morte improvvisa del marito e una figlia ormai adulta, le sue giornate sono scandite dalla solitudine. Il pomeriggio del solstizio d’estate, durante un concerto in memoria del marito, Viola conosce un uomo e qualcosa accade dentro di lei: una breccia nel muro, un’infiltrazione d’acqua nelle crepe, un punto di sutura che si dissolve. Mentre nel chiostro assolato risuonano le note di Bach, un’impacciata Viola in abito da cocktail, il filo di perle al collo e i capelli raccolti, lascia il concerto e fugge in macchina con lui. La tentazione è quella di abbandonarsi, di lasciarsi portare dalla corrente, ma l’autocontrollo è la disciplina in cui Viola eccelle e quello che sta succedendo non è solo sconveniente: è assurdo. Eppure è tardi per tornare indietro, perché il viaggio è iniziato, e con quell’uomo lei sta andando esattamente dove desiderava da tempo: lontano. Lontano da tutto per avvicinarsi alla sua verità, semplice e scandalosa.

IL TEMPO TAGLIATO

Longo Silvia