Saggi

La voce verticale

Siti Walter

Descrizione: La poesia è un bisogno universale, com’è universale il bisogno di scoprire sfumature inedite dei sentimenti, per dare più profondità a quelli che ci portiamo dentro. Questo volume di Walter Siti – nato da una serie di 52 articoli scritti per “la Repubblica” nel 2014 – è un percorso tra autori e testi di tutti i Paesi e di ogni epoca, raccontati senza timori reverenziali o accademici, alla ricerca di emozioni, ossessioni, paure e virtù che attraversano i secoli e ci appartengono ancora oggi. Dante, Petrarca, Shakespeare, Whitman, Szymborska e molti altri autori in cui qualunque tipo di lettore, anche quello non specializzato, troverà qualcosa che parla di lui.

Categoria: Saggi

Editore: Rizzoli

Collana: Scala italiani

Anno: 2015

ISBN: 9788817083294

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Walter Siti eleva “La voce verticale” della poesia e della critica letteraria in quest’opera che include cinquantadue poesie, idealmente una per ogni settimana dell’anno, più qualche accessione.

Viene proposto il testo poetico, al quale segue il commento di Walter Siti che conferma la propria vocazione per l’analisi critica: ogni testo riporta considerazioni stilistiche e metriche, i riferimenti biografici del poeta (Rimbaud – “Il cuore rubato”: “Arriva a Parigi nel mese che precede lo scoppio rivoluzionario della Comune, per dormire si rifugia in una caserma. È un biondino curioso di tutto, i soldati sono eccitati e alticci, succede l’irreparabile… in francese volé è a un passo da violé…)”, l’esegesi del testo e dei contenuti (Giovanni Pascoli – “Sogno” da Myricae: “Il macchinario onirico è bloccato da un’inesplicabile quanto indiscutibile censura inconscia: non sei ancora pronto, vedere mamma ti è vietato”).

Le scelte ricadono su molti classici e spaziano dai padri (Dante Alighieri, Paradiso XXXIII, vv. 115-145: “Si è discusso a lungo se il viaggio della Commedia sia… finzione poetica o… visione mistica… Io sono tra chi ritiene che la Commedia sia una visione in sonno…”) e dalle madri (Saffo, “sacerdotessa del Tiaso” – frammento 31) della poesia, sino ai contemporanei (Pasolini -“Supplica a mia madre”: “1966, anno di Sofocle al cinema e di quel dramma rovente che è Affabulazione. Là il complesso edipico è ribaltato e omosessualizzato”… “Un coming out straziante… Il figlio le dice: la mia infelicità dipende da te, ma glielo dice con rime da fidanzato…”), attraversando epoche (Torquato Tasso – madrigale 324 dalle Rime: “Non so se questo madrigale di Tasso sia mai stato messo in musica. Sembrerebbe fatto apposta e comunque non importa, perché la musica se la porta dietro… Artigianato strepitoso per un argomento esilissimo, il semplice lamento per … la partenza della donna amata”) e correnti poetiche: il simbolismo (Baudelaire – “Canto d’autunno”: “L’autunno non è che una precipitosa discesa verso l’inverno. Tomber, cadere, è il verbo privilegiato”), il romanticismo, il decadentismo (Gabriele D’Annunzio – “L’ultimo disprezzo… quasi certamente l’ultima poesia…” “L’autodenigrazione non è che l’altra faccia dell’autocelebrazione”), l’ermetismo, ecc. (Montale – “Ti libero la fronte dai ghiaccioli”: Irma Brandeis “nel 1938 era tornata in America a causa delle leggi razziali, lui non aveva avuto il coraggio di raggiungerla”).

La selezione non conosce confini geografici e contempla neolatini (Federico Garcia Lorca – “Qasida delle colombe oscure”: “A prima vista sembra un nonsense infantile… I sonetti dell’amore oscuro… il sole e la luna, principio maschile e femminile”), anglofoni (Shakespeare, dai sonetti, 88: “Le peripezie di quel doppio amore, per un uomo e per una donna con inganni incrociati, sono degne della tragedia – o della commedia – sull’ambivalenza erotica che Shakespeare non ha mai scritto”), fino ai russi.
Praticamente ce n’è per tutti i gusti.

La nostra preferenza?
La decisione è davvero difficile.
Privilegiamo l’armonia e la musicalità immaginifica, che traduce in poesia l’idealismo di Holderlin (“è stato compagno di collegio di Hegel, a Jena abitava accanto a Fichte, era molto amico di Schelling: nel cuore dell’idealismo tedesco”):

Metà della vita

Con gialle pere si curva
E folto di rose selvatiche
il paese nel lago,
voi cigni amati,,
E  ubriachi di baci
voi tuffate il capo
Nell’acqua sacra-sobria.

Ahimè, dove prendo, quando
E’ inverno, i fiori, e dove
la chiarità del sole,
E l’ombra della terra?
I muri stanno
Afoni e freddi, nel vento
Stridono le banderuole.

...

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