Narrativa

Lacci

Starnone Domenico

Descrizione: «Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre cosí la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all’inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent’anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza piú che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i fi gli, a misurare l’estensione del silenzio e il crescere dell’estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrifi care, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è piú radicale dell’abbandono, ma niente è piú tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffi orare quello che abbiamo provato a mettere da parte.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Super ET

Anno: 2016

ISBN: 9788806228989

Recensito da Anna Maria Balzano

Le Vostre recensioni

Lacci di Starnone nella magistrale interpretazione di Silvio Orlando

Molto fedele al testo di Domenico Starnone, la realizzazione teatrale di Lacci, con Silvio Orlando protagonista, è un atto unico molto intenso, ricco di pathos ma non privo di quel senso dell’umorismo che alleggerisce di tanto in tanto la tensione della rappresentazione e della storia.

Una coppia entra in crisi dopo dodici anni di un matrimonio contratto in età molto giovane. La passione per una diciottenne allontana Aldo da Vanda che si lascia trasportare dalla rabbia e dal rancore. I due rivelano in questa circostanza la loro vera natura: razionale, ordinata, risparmiatrice lei,  ha messo da parte i sogni per dedicarsi ai figli, al marito,  alla casa. Vanda è la personificazione della casalinga frustrata, che appartiene a quella generazione di donne che ha represso e rinunciato a qualsiasi possibilità di emancipazione per aderire al modello borghese di moglie e di madre così funzionale alla società del suo tempo. Il tradimentola umilia e la mortifica. La conseguente perdita di autostima inasprisce il carattere di Vanda ed è la causa del suo crescente disprezzo per il marito.

Aldo, al contrario, è la personificazione della spontaneità, dell’indole passionale, che si lascia trasportare dal sentimento. Ragione contro sentimento, dunque. Una lotta lunga e dolorosa con due figli testimoni, una coppia che si lacera tra accuse e vili defezioni. Aldo è consapevole del dolore che ha provocato a Vanda e ai figli, Sandro e Anna, con la sua fuga e il tentativo di liberarsi di quei lacci che lo hanno legato per tanto tempo col rischio di spegnere in lui ogni ambizione. Il senso di colpa lo riporta a casa tra le mura domestiche dove ha una speranza di mettere a tacere la coscienza, con il suo sacrificio, ma la pace è ormai compromessa. Eppure Aldo, con le sue viltà ei suoi peccati, con le sue debolezze trasmette tutta la sua umanità al punto da suscitare tanto nel lettore del romanzo, quanto nello spettatore del dramma, indulgenza e partecipazione.

 Ai figli Sandro e Annaè affidato il compito di concludere la storia con la propria versione dei fatti. Con questo espediente del triplice punto di vista, quello di Vanda attraverso le sue lettere nella parte iniziale, quello di Aldo che si racconta e racconta la sua passione al lettore nel romanzo, a Nadar, il vicino ingombrante, nel dramma, e quello dei figli nella parte finale,Starnoneintende dimostrare come la realtà possa essere diversa per ogni individuo, a seconda di come essa sia vissuta e percepita.

Un dramma familiare, in definitiva, assai amaro, che non vuole essere un’accusa o una condanna della istituzione del matrimonio, ma che denuncia i pericoli e le insidie che in esso possono nascondersi, qualora  sia fondato su basi impari, e soprattutto se il rapporto si appiattisce su una routine quotidiana che spegne ogni fantasia e ogni iniziativa. Un dramma che ha al centro l’uomo con le sue debolezze, con le sue insicurezze e con quei desideri e quelle aspirazioni di cui egli stesso sovente ha paura di prendere coscienza.

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