Narrativa

L’angelo di Marchmont Hall

Riley Lucinda

Descrizione: “Si guardò intorno impotente, quasi implorando gli alberi di parlare e darle le risposte che desiderava. In ginocchio sulla neve, sentì in lontananza il latrare di un cane. L’?eco di un ricordo formò un’immagine nella sua mente: era già stata lì una volta… Sì. Sì… Mentre il sole scivolava dietro gli alberi, nella valle sottostante, Greta si aggrappò alla lapide. E finalmente cominciò a ricordare…”

Categoria: Narrativa

Editore: Giunti

Collana: A

Anno: 2015

ISBN: 9788809810952

Recensito da Silvia Devitofrancesco

Le Vostre recensioni

Greta, protagonista de L‘Angelo di Marchmont Hall, dopo aver perso la memoria a seguito di un incidente stradale, fa ritorno a Marchmont Hall per trascorrere il Natale, accompagnata da David, nipote del suo defunto marito. È passeggiando nel parco della tenuta che Greta s’imbatte in una lapide, pronta a rivelare una storia che sembrava solo apparentemente sepolta. Greta pian piano ricostruisce la sua vita: le serate trascorse in un cabaret londinese, l’amore per un giovane soldato americano, la profonda amicizia con David, fino al rapporto con la figlia Cheska e la nipote Ava.

Dalla trama complessa e intricata, questo romanzo può definirsi un autentico gioiellino. Avevo già avuto modo di apprezzare Lucinda Riley con “Il profumo della rosa di mezzanotte” e mi sono fiondata su questa nuova saga familiare carica di aspettative.

L’opera attraversa diversi piani temporali (il presente del Natale ’85 e il passato) e la narrazione è affidata a diversi punti di vista, corrispondenti ai personaggi femminili protagonisti.

L’angelo di Marchmont Hall è un’opera tutta al femminile. Le vicende di Greta, Cheska e Ava s’intersecano dando vita a un caleidoscopio interessante dall’ampio impatto psicologico.

Greta è costretta dalle circostanze ad adattarsi. Adulta, con la testa sulle spalle, cede però al fascino dell’amore e quando scopre che il suo sogno è destinato a non realizzarsi non si lascia abbattere. Chiede aiuto, si reinventa ed è pronta ad affrontare una nuova vita che le riserva non pochi dolori. Il rapporto con sua figlia Cheska segnerà profondamente il destino di quest’ultima. Seguita a vista, sfruttata per certi versi, la giovane sembra vivere la vita perfetta, quella vita che Greta non è riuscita a vivere. Il cinema la attrae come una calamita e a esso Cheska si arrende, divenendo ben presto una star con non pochi problemi.

Cheska, la bellissima bambina prodigio, almeno inizialmente sembra vivere un’esistenza quasi speculare a quella di Greta. Sedotta e abbandonata proprio come la madre, non troverà, però, il coraggio di reinventarsi, scegliendo la fuga. Codarda forse? La mente di Cheska è la protagonista silente dell’intera opera. Quella mente che sin da bambina le gioca tiri mancini, portandola sino a compiere gesti vergognosi. Una creatura fragile e tendenzialmente insicura, condannata a soffrire sino all’ultimo.

Ava, figlia di Cheska, è una creatura modello. Studiosa, tranquilla, è completamente diversa da quella madre che vede solo in tv. È lei con la sua determinazione e con il suo coraggio a regalare speranza, a infondere la salvezza, a far credere che dalle cadute ci si può rialzare e anche quando sembra tutto finito, sarà proprio da lì che tutto può avere inizio.

Su tutte veglia David, che come un angelo custode, è pronto a essere al fianco delle tre donne nei momenti difficili, donando loro affetto e comprensione.

L’autrice si serve di una prosa semplice, fluida, ben dialogata, capace di coinvolgere pienamente il lettore e di accompagnarlo passo dopo passo nell’intricato intreccio.

L’angelo di Marchmont Hall è una lettura piacevole e intrigante. Un romanzo che è insieme romance storico e opera dai risvolti psicologici. Un libro che, pur essendo di mole consistente, vola via in un attimo, lasciando un senso di pace dopo attimi di tensione.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Lucinda

Riley

Libri dallo stesso autore

Intervista a Riley Lucinda

Un albero ghiacciato, di un rosso vivo, pulsante, intriso di sangue. È la prima immagine che appare a don Ermete, Zeno e Sauro. Una strage indicibile si è consumata ai piedi di quell’albero, e solo una prodigiosa nevicata ha lenito l’orrore di quegli undici corpi straziati da undici cause di morte diverse, avvenute contemporaneamente, in un lampo. I quarantadue abitanti di Borgo San Giuda, travolti dall’onda d’urto di quel massacro, si ritrovano al centro del mondo mediatico. Semplici testimoni del male, diventano i protagonisti dimenti-cati di questa storia, e tutti insieme scivolano nella follia. Don Ermete non può abbandonare la sua gente e insieme a Giovanna Gassion, giovane psichiatra della ASL in fuga da un amore finito, cercherà in tutti i modi di mettere in salvo quel mondo di poche anime perse e mute, che sembrano lontanissime ma che in realtà siamo noi. Pagina dopo pagina sembrerà di essere lì a calcare forte il passo per non essere spazzati via da quel vento che tira gelido e senza sosta, di entrare in quelle case modeste dove germina la follia, di incrociare quegli sguardi disperati e soli, e infine di sentirsi lievi e salvi, una volta arresi davanti al mistero. X e Y, uomo e donna, fede e scienza, si incontrano e si scontrano fin quasi a sovrapporsi in un’eroica liberazione dalla dittatura della ragione, umiliata dall’assurda danza del male.

XY

Veronesi Sandro

In una Istanbul labirintica e malinconica, un giovane avvocato scopre improvvisamente che la moglie è svanita nel nulla. Anche il fratellastro di lei, un celebre giornalista, è introvabile. Inizia così un giallo filosofico che porterà l'improvvisato detective a scoprire ciò che non avrebbe mai voluto sapere.

IL LIBRO NERO

Pamuk Ohran

Una casa di famiglia, sull'Appennino bolognese. Una vecchia casa. Gli animali sono una presenza nota. Non si tratta sempre di animali domestici, o quantomeno la loro domesticità è lontana dalla nozione tradizionale. Se nell'annus mirabilis 1992 quella di topi, arvicole e ratti era stata una vera e propria invasione, il dibattito si riapre quando arrivano i piccioni con il vaiolo: la sorella del narratore, dolce animalista, si fa in quattro per curarli, e nondimeno cura, almeno idealmente, i topi, anzi i ratti che turbano la quiete della magione. Uno in particolare, piuttosto abitudinario, compare sempre sullo stesso ripiano della libreria, dal che sorge spontaneo il sospetto che il topo sia un osservatore consapevole delle cose umane. Ugo Cornia parte da qui per una scorribanda dentro tutte le convivenze che hanno a che fare con figure animali. Alle derattizzazioni e alle stragi di volatili innocenti fan seguito storie di gatti (il cacciatore di prede Cito, l'avventuroso Cionci, la depressa Pinzia), e di cani (il setter cieco Billo e Tobi, il cane pazzo della sorella). Attraverso gli animali Cornia ricostruisce la storia di famiglia, dove con le bestie si parla, si confligge, si fanno patti, si stabiliscono confini, dove attraverso le bestie si dispiegano il labirinto emotivo degli affetti, le stagioni di un'esistenza, lo spazio delle assenze e la sequenza delle morti.

Animali (topi gatti cani e mia sorella)

Cornia Ugo

Elena è una ragazza madre. Giulio, il suo primo amore, ha abbandonato lei e il piccolo Giovanni, detto Anni. Ha bisogno di un lavoro, dal momento che non può più lavorare nella pellicceria di Margoni, che pure è innamorato di lei e fa di tutto per aiutarla, procurandole un lavoro come attrice. Un giorno Elena incontra Pietro, ricco bello e sfrontato, che la corteggia insistentemente e lei, anche se sa di essere solo una delle tante conquiste, si lascia sedurre. Nel frattempo, rifiuta le avances del suo capo Tauscher e perde il lavoro. Scopre che Pietro sta per sposarsi con un'altra donna e si ritrova sola, senza lavoro e senza protezione inizia una carriera nel cabaret. Solo un colpo di fortuna la salva: il suo capo la aiuta, Margoni la riprende a lavorare in pellicceria e Pietro, di cui ormai è innamorata, torna per vivere con lei qualche mese d'amore, finché la loro storia non si scontra con le comodità di una vita troppo bella per potervi rinunciare, e Pietro scappa. Così, sconfitta e delusa, Elena torna a quello che conosce e che spera di riuscire ad amare: il lavoro, l'affezionato Margoni, la casa, il figlio. Tranquilla e rassegnata, vive anni sereni, finché un nuovo vecchio amore, il terzo amore appunto, non torna a risvegliare in lei il suo inesausto bisogno di avventura.

Il terzo amore

Scerbanenco Giorgio