Narrativa

L’ARROGANZA DEL CUORE

Calandra Claudio

Descrizione: "Non si cura per quello che si sa o che si crede di sapere. Si cura e si può soltanto curare per quello che si è!". Sono le parole del magistrato a Giulia, giovane chirurgo in carriera, dopo un tragico incidente segnato dall'arroganza del suo sapere. Fino a quel momento Giulia è stata tutto: bella, determinata, rampante con la spocchia di un cognome che conta. Per lei il malato non è stato mai il fine, ma soltanto un mezzo per dimostrare la sua abilità in sala operatoria, per tenere alta la media dei suoi successi. Poi l'incidente di percorso, l'umiliazione del tribunale, il riaffiorare di altre tragiche vicende. È un mondo che crolla, che le fa il vuoto intorno, la umilia, mette a nudo le sue fragilità, la spinge a Grado, nella villa di famiglia, al riparo dalle ansie della madre e dai maldestri tentativi del marito di starle accanto, e dove ritrova casualmente Paolo, il cugino fidato, il compagno di giochi di un tempo. Villa Flavia è piena di ricordi per entrambi: le faide di famiglia, i primi amori di lei, le sue minigonne, quella spider rossa in attesa al cancello ogni sera, e lui che aspettava il suo rientro fino a notte fonda, disposto ad amarla "anche soltanto per amore".

Categoria: Narrativa

Editore: Falzea Editore

Collana:

Anno: 2010

ISBN: 9788882963033

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

La dottoressa Pontereale ha un bel caratterino… Forse ereditato da nonno Ulderico, o forse dovuto alla necessità di mettere da parte le emozioni, trovandosi spesso a dover affrontare casi disperati.

Giulia, inoltre, è figlia d’arte, e i successi di suo padre rappresentano per lei un esempio da emulare ma anche un peso, una responsabilità, perlomeno a livello inconscio: tutti si aspettano e pretendono grandi cose, lei per prima.

Conseguentemente, il concorso per Professore Associato di Chirurgia Generale costituisce l’occasione ideale per mettere a tacere una volta per tutte le malelingue e dare il giusto coronamento ad una carriera ricca di titoli, pubblicazioni ed interventi brillantemente riusciti.

Tuttavia qualcosa va storto, e Giulia è costretta a guardarsi dentro…

“Sono andata avanti così per anni, preoccupata solo di farmi largo, prevaricando i colleghi con tutta la cattiveria necessaria e discriminando cinicamente tra i pazienti sia quelli che ritenevo inutili, che non mi sarebbero cioè serviti a dimostrare in sala operatoria un bel niente, sia quelli che, verosimilmente persi, avrebbero finito col rovinarmi la media dei successi. Finché un giorno è arrivato qualcuno che ha avuto il coraggio di affrontarmi, di dirmi in faccia quello che sono…“.

Quando il paziente si trasforma in un mezzo per mettere in mostra le proprie capacità, quando una vocazione sincera si lascia corrompere dall’ambizione e dall’alterigia, e la malattia diventa persino più importante del malato, prima o poi anche il medico migliore finisce per scontrarsi con la realtà: nessuno può fare miracoli e gli errori sono sempre in agguato.

Sentendosi confusa e spaventata e non riuscendo a trovare conforto nemmeno nel marito, Giulia decide di allontanarsi per un po’ e di rifugiarsi a Grado, nella villa di famiglia. È qui che, grazie al cugino Paolo, riesce finalmente ad aprire il cuore e liberare la coscienza, ritrovando se stessa.

Se ne stava innamorando? O piuttosto non aveva mai smesso di amarla? Dentro di sé, naturalmente, in silenzio, evitando persino di incontrarla per non soffrire, anche solo della sua indifferenza. Che quello per Giulia fosse un amore senza speranza, lo aveva capito da subito, ma anche che sarebbero rimaste uniche e indimenticabili le emozioni di quelle magiche estati a Villa Flavia, per quanti amori fossero venuti dopo, vissuti, come gli era poi riuscito di fare, con tutta la voluttà e la passione di cui era capace, ma mai sublimati, nella mente e nel cuore, come quel primo, incompiuto amore“.

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