Narrativa

L’ARTE DELLA GIOIA

Sapienza Goliarda

Descrizione: L'arte della gioia è il libro scandalo di una scrittrice straordinaria. È un romanzo d'avventura. È un'autobiografia immaginaria. È un romanzo di formazione. Ed è anche un romanzo erotico, e politico, e sentimentale. Insomma è un'opera indefinibile, piena di febbre e d'intelligenza, che conquista e sconvolge.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno: 2008

ISBN: 9788806189464

Trama

Le Vostre recensioni

“… a noi appare pazzia ogni volontà negli altri a noi contraria, e ragionevolezza quello che ci è favorevole e ci lascia comodi nel nostro modo di pensare”: è in queste poche parole che si concentra l’essenza del romanzo (postumo) L’arte della gioia di Goliarda Sapienza (ed. Einaudi), autrice catanese nata nel 1924 e scomparsa improvvisamente nel 1996, poco conosciuta anche a causa delle fortunose vicende editoriali che segnarono le sue opere.

L’arte della gioia fu pubblicato per la prima volta nel 1998, per Stampa Alternativa, numerosi critici e scrittori lo ricevettero, ma passò sotto silenzio. Una ristampa nel 2003 suscitò un certo interesse, mentre all’estero gli toccò una fortuna decisamente migliore.

Il romanzo ruota intorno alla figura di Modesta, una donna vitale e scomoda, caparbia, volitiva, assolutamente immorale secondo la morale comune, impietosamente anticonformista, estremamente razionale e violentemente passionale. È una “carusa tosta” che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali, che si oppone all’immagine stereotipata di donna e per di più siciliana: “sceglierai tu: sarta, ricamatrice, cuoca, sceglierai tu fra queste attività umili che sono le uniche che si confanno a una donna. Studiare è un lusso che corrompe”, le dirà suor Costanza preannunciandole un futuro già segnato, deciso da altri, per lei e tante altre.

Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora più povera. Ragazzina, è mandata in un convento, sotto le ali protettive della superiora, madre Leonora e  da lì, alla morte di quest’ultima, in un palazzo di nobili. È qui che viene fuori la vera personalità di Modesta, in cui si fondono carnalità e puro intelletto, talento e intelligenza machiavellica.

Sarà lei a controllare e gestire i cordoni della borsa di casa e riuscirà ad essere aristocratica fra gli aristocratici, attraverso un matrimonio di convenienza. In questa casa, con la famiglia Brandiforti, finalmente Modesta potrà saziare la sua fame di sapere, “bevevo quelle righe leggere”: attraverso il ricordo e i libri dello zio Jacopo “ che bestemmiava contro Dio e i preti”, la lettura del Candide, l’Interpretazione della natura di Diderot, l’interesse per il marxismo e la psicanalisi, la conoscenza delle fiabe della “compagna Montessori”, e parimenti del senso di “nausea” di Sartre.

Siamo nel 1917 circa, ed è straordinariamente sorprendente leggere di questo e che una donna sia in grado di saper leggere di questo (Modesta alter ego di Goliarda?):

Imparai a leggere i libri in altro modo. Man mano che incontravo una certa parola, un certo aggettivo, li tiravo fuori dal loro contesto e li analizzavo per vedere se si potevano usare nel <mio> contesto. Ecco cosa dovevo fare: studiare le parole … e poi ripulirle dalla muffa, liberarle dalle incrostazioni di secoli di tradizione e soprattutto scartare per non servirsi più delle più marce, come: sublime, dovere, tradizione, abnegazione, umiltà, pudore, cuore, egoismo, sentimento, pietà, rassegnazione”.

E la lettrice  ( perché mi piace immaginare un universo femminile in cui lector  e  auctor  siano in una ideale metanoia) rivive fatti e misfatti del Ventennio italiano: l’avvento  del Fascismo, la guerra, la difesa della propria terra, cospiratori e allineati. La Storia corre parallelamente alla storia personale della grande famiglia allargata dei Brandiforti.

Tutto ciò  Modesta lo fa senza mai smettere di amare, in senso assoluto e quasi snervante,   uomini e donne che si affiancheranno a lei per tutto il romanzo: Beatrice, Carlo, Bambù, Nina, Carmine, Pietro, Joyce, Prando, Stella, “la cosa”,  Jacopo e Carluzzu. Perché “mi pare che ci si innamora perché con il tempo ci si annoia di se stessi e si vuole entrare in un altro”, “l’amore è  un’arte, un mestiere, un esercizio della mente e dei sensi, come un altro. Come suonare uno strumento, ballare, costruire un tavolo. … Ma non è amore il sesso? L’amore e il sesso sono figli l’uno dell’altro. L’amore senza sesso che cosa è? Una venerazione di statue, di madonne. Il sesso senza l’amore? Una battaglia di organi genitali e basta”.

Etichettare L’arte della gioia come romanzo femminista sarebbe troppo limitativo oltre che scontato, Mody, come la chiamerà affettuosamente Beatrice per tutto il romanzo, non è madameBovary,  non è lady Chatterley o un’ eroina di Stendhal: Modesta è. Esiste, si impone nella pagina, nella mente e nel cuore.  È una donna, semplicemente. Amica, compagna, amante, madre, figlia. In questo senso, L’arte della gioia è un libro “incestuoso” e  la scrittura  impone un impulso a riscrivere  la propria vita, a correggerla, a capovolgerla.

Ci si chiederà in cosa consista poi questa “gioia”… è un talismano interiore, una sorta di antidoto,  perché la Certa mantiene la sua presenza, inalterata, in tutto il romanzo. E la gioia è un “atto di volontà”.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Goliarda

Sapienza

Libri dallo stesso autore

Intervista a Sapienza Goliarda


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l'America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l'aria. L'alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell'elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un'adolescenza presa nell'ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia. Include sei poesie da "Ariel"

La campana di vetro

Path Sylvia

L'archivio Viterbo - dichiarato nel 1990 di "notevole interesse storico" dalla Soprintendenza Archivistica per la Puglia - è stato acquisito a titolo di donazione dall'Archivio di Stato di Bari. Si deve alla sensibile lungimiranza dei figli di Michele Viterbo, Silvia, Nicola e Donato, se le raccolte documentarie sono state donate all'Archivio barese che in tal modo, nell'adempimento dei suoi compiti istituzionali, arricchisce la collettività di Bari e dell'intera realtà regionale di un'importante testimonianza relativa a vicende significative della storia locale e nazionale.

1943 – 1945. Diario

Viterbo Michele

Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest'uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest'uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall'ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili... Nello scoprire l'animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri. Tensione erotica travolgente, sensazioni forti, ma anche amore romantico, sono gli ingredienti che E. L. James ha saputo amalgamare osando scoprire il lato oscuro della passione, senza porsi alcun tabù. Il successo senza precedenti della trilogia Cinquanta sfumature, di cui questo è il primo volume, è iniziato grazie al passaparola delle donne che ne hanno fatto nel mondo un vero e proprio cult. Come un ciclone inarrestabile, la passione proibita di Anastasia e Christian ha conquistato le lettrici prima attraverso la diffusione in e-book, poi in edizione tascabile, ponendosi al primo posto in tutte le classifiche del mondo.

Cinquanta sfumature di grigio

James E. L.

Un DJ di radio Monte Carlo riceve, durante la sua trasmissione notturna, una telefonata delirante. Uno sconosciuto rivela di essere un assassino. Il caso viene archiviato come uno scherzo di pessimo gusto. Il giorno dopo un pilota di Formula Uno e la sua compagna vengono trovati orrendamente mutilati. Da questo momento ha inizio una serie di delitti, preceduti ogni volta da una telefonata con un indizio sulla prossima vittima e sottolineati da una scritta tracciata con il sangue: «io uccido». Non c'è mai stato un serial killer nel Principato di Monaco. Adesso c'è. Il romanzo d'esordio nel thriller del comico italiano.

IO UCCIDO

Faletti Giorgio