Letteratura giapponese

Le canzoni di Narayama

Fukazawa Scichirō

Descrizione:

Categoria: Letteratura giapponese

Editore: Einaudi

Collana: Nuovi coralli

Anno: 1997

ISBN: 9788806091422

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

“Le canzoni di Narayama” di Scichirō Fukazawa sono proverbi musicali  nei quali si addensa la tradizione buddista (“La festa di Narayama veniva a cadere proprio alla viglia del Bon”) di un paesino molto povero del Giappone, ove le case hanno un nome; la Casa del ceppo (di O Rin), la Casa del Soldo, la Casa del pino bruciato, la Casa che piove, la Casa davanti lo stagno…
Ma “Le canzoni di Narayama” sono anche uno strumento nelle mani dei paesani per divertirsi o per irridere la gente (“In fatto di canzoni, quella che dice «Dalle castagne cadute germogliano i fiori» era l’unica della festa di Narayama; ma la gente del villaggio inventava strofette comiche sullo stesso motivo e così c’era una quantità di canzoni”).

La storia ruota intorno alla figura della vecchia O Rin che, giunta alla soglia dei settant’anni, non vede l’ora di “andare a Narayama” (“Arrivati all’età di settant’anni, si va al pellegrinaggio di Narayama”, la montagna delle querce), ossia di compiere il pellegrinaggio rituale (“A Narayama abitava un Dio”) che deve rispettare regole ben precise e scaramantiche (“La tradizione diceva che se nevica il giorno nel quale si va a Narayama… la.. sorte è buona”).
Dopo essersi preoccupata di procurare moglie (“Il messaggero era venuto ad annunciare che una donna era rimasta vedova”) al figlio vedovo (“La moglie di Tappei, suo unico figlio, era caduta in fondo a un burrone andando a raccogliere le castagne, l’anno prima, ed era morta”) e dopo il confronto generazionale con la nuova nuora Tama-yan e con Matsu-yan, la moglie dell’irriverente nipote Kesakichi (“Stava cantando la canzone dei denti del diavolo”), si svolge finalmente la cerimonia domestica nel corso della quale coloro che già sono andati a Narayama svelano le regole alle quali attenersi durante il viaggio.
Il giorno dopo la veglia, la vecchia silenziosamente s’incammina verso la montagna, accompagnata dal figlio. Ben presto il paesaggio assume tonalità sinistre nel contrasto tra le ossa bianche che sono disseminate lungo il cammino, la neve che comincia a cadere realizzando il buon auspicio e i corvi neri (“Man mano che saliva, i corvi diventavano più numerosi”), signori incontrastati del luogo.

Il finale è agghiacciante (“Ad ogni roccia c’era un cadavere”) ed è uno squarcio sul cosiddetto Ubasute, una pratica che sembra accomunare – mutatis mutandis – questa tradizione giapponese alla crudeltà degli antichi spartani.

Le ottanta pagine di quest’opera sono un varco per il lettore occidentale che desideri assaporare le sensazioni nuove, celate dietro gli ideogrammi di una cultura così affascinante anche nelle manifestazioni che ai nostri occhi possono apparire ciniche e, per certi versi, incomprensibili.

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Scichirō

Fukazawa

Libri dallo stesso autore

Intervista a Fukazawa Scichirō


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Storia di Ciccio Pesce e dei suoi quattordici, quindici e sedici anni, un tempo letterario sufficiente a fare conoscenza con due asfissianti genitori che lo credono afflitto dalla sindrome di Asperger, con le sue quattro ragazze morte, con alcuni poliziotti e carabinieri che gli girano attorno senza che lui riesca a spiegarsene il motivo, con un’amica invisibile che ha occupato la sua testa e non c’è modo di sfrattarla, con uno zio erotomane che ha l’ossessione di battere un record che lo faccia entrare nel Guinness Book of Sexual Records. Francesco consiglia come cura un’unica compressa da 49.592 parole a base di eros e comicità, materie che hanno dimostrato di possedere una spiccata attività antidepressiva, stimolante e disinibitoria. Ingredienti: Emozioni primarie: rabbia, paura, tristezza, gioia. Emozioni secondarie: allegria, ansia, rassegnazione, gelosia, speranza. Indicazioni terapeutiche: Terapia sintomatica della noia acuta e cronica. Effetti indesiderati: Sono stati segnalati casi di Ilarità fatale (Fatal hilarity). Modalità d’uso: Si consiglia di assumerlo dopo una litigata con il partner o prima di un rapporto sessuale, con effetto stimolante.

LE MOLECOLE AFFETTUOSE DEL LECCA LECCA

Consiglio Francesco

Depresso, appesantito da una pancia ingombrante, il conto in rosso, i creditori sempre alle porte, tre matrimoni alle spalle, Nick Belane è un detective, "il più dritto detective di Los Angeles". Bukowski gioca con un vecchio stereotipo e vi aggiunge la sua filosofia di lucido beone, il suo esistenzialismo da taverna e un pizzico di cupa, autentica disperazione. I bar, le episodiche considerazioni sul destino, il cinismo, l'ormai sbiadito demone del sesso, il fallimento preofessionale ed esistenziale, insieme alle mere invenzioni narrative, diventano il "pulp" del titolo. Lontano dalle atmosfere tenebrose delle ordinarie follie, il testamento spirituale di uno scrittore che non ha mai esitato a immergersi nel degrado della società contemporanea.

Pulp

Bukowski Charles

Frecce: poesie che… aiutano a vivere

AA.VV.

Che cos'è la libertà? Difficile dirlo per Emma Bonelli, che sulle colline del Monferrato piemontese nell'aprile del 1935 per la prima volta varca la soglia della casa dei Francesi, come sposa del ciabattino zoppo che le hanno dato per marito. Emma è una contadina che ha la terza elementare. La sua dote è misera. Però è una gran lavoratrice, e per questo i Francesi l'hanno voluta come nuora. Anche per sua figlia Luciana, libertà non è che una parola lontana. Solo una volta l'ha quasi assaporate quando le è stata offerta l'occasione di realizzare il sogno di diventare sarta, ma poi il marito la figlia, la casa, la vita hanno preso il sopravvento. Forse solo Anna, nata negli anni Settanta, l'unica donna nella famiglia a poter proseguir gli studi, spezzerà la catena di rinuncia e sottomissione a cui ha visto piegarsi la madre la nonna. Emma, Luciana, Anna, tre donne diverse, ugualmente legate con la mente e il cuore alla vecchia casa in collina, obbligate a lasciarla dai rivolgimenti della Storia e dalla durezza de rispettivi destini. Tutte, dolorosamente, desiderose di tornarvi. E tutte, in modi diversi, masnà, bambine. In un gioco di sorprendenti rivelazioni, miserie quotidiane e commoventi eroismi, questo romanzo è la storia di una scelta difficile e coraggiosa: romper l'esilio, tornare alla casa dei Francesi, decidere della propria vita, sentirsi libere. Perfino di sbagliare. E smettere, finalmente, di essere masnà.

LA MASNA’

Romagnolo Raffaella