Narrativa

LE COINCIDENZE

Polidoro Ivan

Descrizione: Tra campioni e perdenti, vittorie e sconfitte, venti storie sul senso di precarietà che caratterizza ogni sfida. Perché nello sport, come nella vita, è tutta una questione di equilibrio. Vite che si intrecciano, si sfiorano, spesso inconsapevolmente, da un racconto all’altro, in un gioco dove le comparse si trasformano in protagonisti e i protagonisti tornano sullo sfondo, dove un luogo o un ricordo uniscono due sconosciuti e un dettaglio diventa sostanza. Così, alla periferia di Napoli, un pugile a fine carriera bussa alla porta del vicino per chiedergli aiuto. L’anziano signore è tornato nella sua città dopo una vita trascorsa al Nord, forse a Ivrea, lavorando come operaio. Per anni l’unico punto di riferimento dell’uomo è stato il canoista che vedeva ogni mattina, alle sette e trentacinque in punto, dal finestrino dell’autobus, lo stesso canoista che ha smesso di andare sul fiume e adesso non trova la forza di alzarsi da letto. Lì vicino, nella stessa sconfinata periferia, c’è una donna affacciata al balcone, guarda la croce della parrocchia e fuma. Il figlio si è fatto prete e il marito, costretto su una sedia a rotelle, si è dato alla fotografia. La stessa donna, cinque anni più tardi, incontra a una mostra del marito – fotografie di atleti, scatti fugaci dei protagonisti di questa grande storia – una neurologa che ha una relazione con un giocatore di golf. È la stessa donna che ha lasciato il compagno dopo che la figlia è morta durante un incontro di tennis. Lui, distrutto, solo, una domenica incontra su un treno un ciclista che assomiglia in modo impressionante a Fausto Coppi. Comincia la storia dei novelli Coppi e Bartali… Un crocevia di destini per il primo inedito italiano di 66thand2nd.

Categoria: Narrativa

Editore: 66thand2nd

Collana:

Anno: 2011

ISBN: 9788896538142

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Capita così che delle storie si inseguano e tornino a farsi male.

Non sono solo coincidenze. E’ la vita che gira in un modo che non ti riesci a spiegare.

Allora succede che un ragazzo diventi pugile per troppa rabbia o per troppo amore. Che un guardiano per tutta la vita non sia solo un guardiano. Che un treno contenga tante storie quante sono i suoi viaggiatori: pendolari con l’agenda nuova o ciclisti con la ruota bucata che siano.

Capita che una donna guardi con la stessa amarezza un marito ammalarsi ed un figlio farsi prete, chiusa nel recinto di una vita che non si è scelta, mentre un allenatore “per caso” mette ilproprio figlio in panchina per veder correre in un campo di calcio quello di qualcun altro, ma con il nome giusto: Armando, come Diego, quello vero.

C’è chi di tuffarsi non ha paura, ma di essere il primo non ci pensa, come Giuliano che è miope come Sara: ma si sa, l’amore può non vederci bene.

Capita che la vita corra da città in città, Nord e Sud, Tradate, Chivasso, Napoli. Le storie, però, non cambiano: si intrecciano nervose, arraggiate, ostinate. Sono tante e sono quelle di uomini, donne, città, scarafaggi, recinti, campi di calcio con le strisce, palazzi, fabbriche, ciclisti, crema pasticcera, palle da tennis e pizze margherite.

C’è che un libro di racconti diventa un romanzo. Ivan Polidorone è il suo sapiente artefice.

Lo scrittore ci conduce tra le vie di una città impaziente come Napoli tracciando, con l’occhio di chi è abituato a guardarla, la storia dei suoi abitanti, solo alcuni ma abbastanza per incontrarsi o solo sfiorarsi. Lo stesso riesce a fare con un Nord che Polidoro deve avere conosciuto, odiato, ritrovato ed in cui ipersonaggi si muovono rassegnati, obbligati in una parte, in unposto di lavoro, in un nome, sotto un sole che è una “metafora”.

Contrasti, coincidenze, intrecci, ritorni. Nel libro di Polidoro c’è un mondo di vite da annotare per non perdere il conto, da ritornarci sopra per capirci qualcosa, da iniziare da capo perché un altro modo c’è per vivere. Dentro ci siamo anche noi, con il nostro recinto o il nostro treno da prendere.

Da leggere.

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