Narrativa

Le favole di Isabella

Zizola Franco

Descrizione: La storia di una protagonista del Rinascimento: Isabella Morra, poetessa lucana entrata a pieno titolo nella storia della letteratura italiana. Il ritratto di una nobile figura femminile che affronta con coraggio il proprio tempo, scegliendo di vivere nel nome dell'arte e della cultura in un'epoca in cui essere donna significava sottomettersi e in qualche modo essere schiave del volere degli uomini. La storia di Isabella fornisce all'autore anche l'occasione per mettere in evidenza la bellezza del paesaggio lucano, la sua antica storia risalente ai primi coloni greci, le sue tradizioni, attingendo a fonti storiche e documenti inediti. La poesia e l'arte diventano in questo romanzo gioia, salvezza e fonte di riscatto di fronte alle avversità della vita.

Categoria: Narrativa

Editore: Lunargento

Collana:

Anno: 2003

ISBN: 9788890097409

Recensito da Silvia Devitofrancesco

Le Vostre recensioni

La giovane Isabella Morra, figlia del barone Giovanni Michele e di donna Luisa Brancaccio, vive a Favale nel castello che si erge imponente nell’area del fiume Sinni. In seguito allo scoppio della guerra tra Carlo V di Spagna e Francesco I di Francia, il barone abbandona il castello per trasferirsi in Francia e affida le donne della famiglia alla cura dei fratelli e dei figli maschi. Isabella, amante della poesia, non è vista di buon occhio dai dispotici padroni, i quali pian piano la sottoporranno a prigionia e torture fino a condurla alla morte.

La colpa delle donne è subire l’amore, utero voragine, terra mai sazia d’acqua.”

Umilmente ammetto di non aver mai sentito parlare di questa Isabella Morra. La lettura di questo volume mi ha permesso di conoscere le rime e le vicissitudini della sfortunata poetessa, donna vittima della violenza maschile.

Isabella è diversa dalle altre donne di Favale: mentre tutte si dedicano esclusivamente alle mansioni domestiche e ai doveri coniugali, la poetessa sceglie la cultura. Isabella è in grado di leggere e scrivere e sua migliore amica sarà proprio la scrittura. Alla poesia, infatti, Isabella affida i suoi timori e le sue sofferenze. Soffre, la dolce poetessa. Piange il suo essere donna condannata a subire persino l’amore. Un amore che non è perfezione, ma sinonimo di dolore e oppressione. Sola, nel silenzio della sua camera, Isabella consegna alla scrittura il suo testamento. Le sue parole sono intrise di sofferenza, malinconia, dolore, rimpianto nei confronti di quella libertà che tanto desidera ma che non potrà mai ottenere. Vittima dei soprusi maschili, Isabella con la sua determinazione e con il suo coraggio regala ai posteri uno dei più importanti atti di lotta femminile. Soccombe, certo. Accoglie la morte, Isabella. Quella morte che tante volte invoca nei momenti di grande sconforto e a lei si arrende, ennesimo agnellino sacrificato, divorato dalle aguzze zanne del lupo predatore.

Le favole di Isabella” è un’opera curata nei dettagli. Franco Zizola delinea un’ottima ricostruzione storica, servendosi anche di citazioni tratte dalle opere del tempo; inserisce le rime della poetessa Morra che paragona a figure femminili altrettanto sfortunate (Didone, Saffo, Porzia).

Lo stile risente fortemente del contesto: nei momenti narrativi ha un’impronta classicheggiante, mentre laddove è evidente la presenza delle dispotiche figure maschili, riflette i registri stilistici propri dei personaggi.
Il lettore si sente costantemente parte delle vicende. Il suo coinvolgimento si traduce spesso in patimento per la triste sorte della giovane poetessa.

Un’opera intensa. Una ricostruzione dolorosa. Uno spiraglio di luce per dare voce a una donna la cui vita è stata troppo breve, prematuramente e brutalmente stroncata.

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